Perfino.

luglio 23, 2010

 

Che poi quando ho visto le foto, con lei vestita da carampana che sembra sua mamma già adesso che non arriva a venticinque anni, don Verzè con il cappellino da guida scema di un sito archeologico sottovalutato che vuole  aprirne un altro per tentar miglior fortuna, il prof. Mordacci con la barbetta di chi non ha fatto il sessantotto, ma insomma avrebbe anche voluto, salvo trattare un compenso, le altre laureande che parevano uscite da Un posto al sole, ma  contente proprio per questo ; eppoi mi son dovuto leggere la polemica della De Monticelli sul nulla; indi ho dovuto apprendere che la tesi della Barbarina era su Amartya Sen, cioè su di uno che ha vinto il nobel per l’economia sostenendo la tesi secondo la quale, se anche fai una vita di merda, basta vivere ogni tanto un’esperienza positiva che tac, ti si alza la qualità di tutto il tuo vissuto; quindi,tanto per dire, se dalle risaie Indiane in cui ti stai macerando da sei giorni ti portano all’Hilton di Bangalore la domenica e ti fan pernottare lì, con tanto di colazione a buffet gratuita, paf, ecco che hai risolto la settimana, che acquisisce subito lo status di splendida, a prescindere; ecco, dicevo, è stato quando ho visto e notato tutto ciò,che ho pensato che il Silvio, in seconda fila, risultava perfino dignitoso.

State bene.

Ghino La Ganga

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12 Responses to “Perfino.”

  1. gianni Says:

    lasciando da parte la vicenda (splendido esempio di cosa sia l’italia odierna) spero sia chiaro ai lettori che quel che ha scritto Amartya Sen e’ un po’ piu’ lungo e piu’ complesso di quel che riporti a titolo volutamente sarcastico, altrimenti si potrebbe pensare che per vincere il nobel per l’economia basta vergare qualche fesseria vagamente argomentata… :-)

    • anskijeghino Says:

      per Gianni:
      spiace deludere Te e i lettori,ma per quanto mi riguarda Amartya Sen è una delle prove che per vincere qualcosa spesso è sufficiente essere al posto giusto al momento giusto, lanciando idee non preventivamente elaborate, ma create mentre le si sta esponendo; non è un caso che stronzate galattiche quali “l’intelligenza emotiva”, e la “managerialità zen” traggano le mosse, anche,da sue stravaganti riflessioni, vere foglie di fico dei sistemi economici planetari: come se non fosse chiaro a tutti che,senza una lira, non fai un cazzo di niente e non godi di alcun rispetto ( ah,dimenticavo; il premio nobel ha pure “figliato”: se credi,leggiti il Marc Anspach di “A buon rendere”,che vagheggia il ritorno ad una società ove il dono non si fa per riceverne uno in cambio,ma per favorire lo “spirito della scambio”; una società che, a suo dire, senz’altro è esistita;ma certo, si veda la Brigadoon di Vincente Minnelli).
      Quando poi l’Amartya Sen s’è messo a fare paragoni con la Cina, definendo l’India, al confronto, “umanissima”, beh: lì ha raggiunto il sublime.
      La Gialappa’s aveva già capito dove andava a parare fin dal 1999: il geniale personaggio del “Dottor Frattale”,che parlava di karma salvo incazzarsi perchè voleva una Volvo blu con i cerchi in lega, viene diritto da lì.
      Grazie per la lettura,stai bene.
      Ghino La Ganga

  2. MadDog Says:

    Si,si, ma alla fine della fiera, il don alla Barbarina le ha offerto un posto sopra o sotto la cattedra?
    Dignitosamente, s’intende.

  3. Ol' Says:

    Mi pare una banalizzazione un po’ “stronza” del pensiero di Amartya Sen.

    • anskijeghino Says:

      pee Ol':
      nessun problema, sei libero di pensarla come vuoi; in merito ho già risposto a Gianni e,se credi,puoi leggerti quanto sopra.
      Ah,dimenticavo: a volte anche i tuoi commenti mi sembrano,banalmente, un po’ “stronzi”.
      Stai bene.
      Ghino La Ganga

  4. gianni Says:

    ghino, io non pretendo di avere ragione, ma ho il sospetto che tu confonda la letteratura in materia di management (quella che in italia chiamiamo economia aziendale) con l’economia politica.

    detto che sen si occupa della seconda, permettimi di dire che la scienza economica non e’ solo la spiacevole aritmetica monetarista di sargent, la curva di phillips rivista da friedman o le aspettative razionali e i modelli delle isole di lucas.

    la nascita dell’economia politica come scienza viene attribuita ad adam smith, cioe’ ad un filosofo che insegnava etica.

    la scienza economica e’ percio’ una figlia della filosofia, e come tale non e’ solo modellizzazione matematica ed ottimizzazione statica e dinamica al massimo grado; e’ anche (NON solo: anche) sistema filosofico che fa discendere conclusioni razionali da premesse condivisibili.

    come in letteratura greca convivono i diversi generi letterari di omero, sofocle, aristofane, saffo o erodoto, cosi’ in economia politica puoi trovare, oltre alle materie ultra-quantitative come l’econometria o l’economia monetaria, anche delle teorie piu’ fondate sulla filosofia come per esempio le teorie della giustizia distributiva come equita’ di bentham, rawls o nozick, ed e’ in questo filone di pensiero che sen si e’ collocato ed ha offerto nuove prospettive.

    Non tutto quel che dice e’ condivisibile ovviamente, ma voglio dire che a me sembra legittimo che possa essere considerato un bravo economista e che persino possa aver vinto un premio nobel.

    tra parentesi, ha insegnato in tutte le migliori universita’ del globo, da harvard a oxford alla london school of economics, quindi dovra’ pur valer qualcosa.

    io non ho letto tutta la sua sterminata produzione scientifica, ma il paio di testi che ho letto (specie “sviluppo e’ libertà”) mi sono sembrati ben argomentati.

    la macchietta che walter fontana ha fatto ai dirigenti con lo stipendio di giada la ricordo bene e con molto divertimento, ma non so quanto abbia a che spartire con le idee di sen :-)

    • anskijeghino Says:

      per Gianni:
      libero di pensarla come vuoi,ci mancherebbe; magari Sen ha enunciato precetti dei quali non immagina i risvolti disastrosi,financo grotteschi; del resto nemmeno il da te citato Chicago Boy, Milton Friedman,quando elaborava,mai avrebbe pensato che una dichiarata applicazione delle sue teorie avrebbe avuto luogo non tanto e non solo negli Stati Uniti di Reagan, ma nel Cile di Pinochet,con notevoli risultati – come ben sappiamo – nell’ambito della privatizzazione di sicurezza e giustizia; nonchè ( passami una nota di colore) nel settore trasporti, ove ogni singolo autobus di linea circolante a Santiago appartiene a un padroncino,il quale raccoglie utenti fermandosi alla cazzo come gli pare,senza zone di sosta o raccolta,con una conseguente caterva di incidenti stradali che neanche nel terzo mondo.
      Il tuo sospetto è più che fondato: confondo volutamente letteratura ed economia politica,specie quando i risultati pratici sfuggono ad ogni filosofia originaria. Per tacer dell’etica,rimasta solo ad intitolare codici di comportamento già fatti per essere disattesi.
      Le macchiette che ci fann tanto ridere, sono ahimè le principali interpreti ed esecutrici di ogni idea planetaria: peccato se ne scordino spesso gli ispiratori,ossia i premi nobel pensatori, che certo non possono impedire ( lo riconosco perfino io) che una già macchietta come Barbara Berlusconi ci faccia una tesi sopra, chissà con che esiti.
      Lieto del confronto;Stai bene.
      Ghino La Ganga

  5. Rasko Says:

    Su Seh hai fatto una semplificazione a dir poco spaventosa.”Amartya Sen, cioè su di uno che ha vinto il nobel per l’economia sostenendo la tesi secondo la quale, se anche fai una vita di merda, basta vivere ogni tanto un’esperienza positiva che tac, ti si alza la qualità di tutto il tuo vissuto;” e poi le risaie indiane…
    Ma hai mai letto qualcosa di Sen? O ti sei limitato a Wikipedia?

  6. anskijeghino Says:

    per Rasko:
    ovviamente,no. Mi sono limitato a Wikipedia.
    Buone partite a scacchi,stai bene.
    Ghino La Ganga

  7. gianni Says:

    questo post e’ morto e sepolto, pero’ leggendo questo articolo:

    http://www.economist.com/node/16693283?story_id=16693283&CFID=136896168&CFTOKEN=35464364

    ho ripensato alla nostra discussione, a sen e al valore (o alla fuffa, secondo te) di quel che ha scritto.

    ripeto che non pretendo di avere ragione, ma se posso darti un briciolo di elemento di valutazione in piu’ non mi dispiace :-)

    • anskijeghino Says:

      per Gianni:
      non dispiace neppure a me, visto che, se ho ben letto, l’articolo non è che lodi in modo sperticato le teorie del nefasto premio nobel indiano. In maniera notevole, tra l’altro, il grafico pubblicato a margine dell’articolo segnala che la Nigeria – dove tantissima gente vive con meno di 1 dollaro o un dollaro e 1/4 – è anche il paese più schifosamente conciato del mondo; cosa che ben si sapeva, e che neppure il buon Sen riuscirebbe a confutare. Resterebbe di recarsi in Uzbekistan a chiedere agli abitanti come si sentono, e magari rimproverarli se si lamentano : visto che – sebbene tantissimi vivano con meno di un dollaro o un dollaro e 1/4 al giorno – secondo gli indicatori estrapolati dalle teorie del nefasto Sen non se la dovrebbero passare poi malaccio. Ma è un compito che lascerei volentieri al suddetto,nefasto premio nobel. Magari aggregandolo a un tour di Avventure nel Mondo: la koinè mi pare la stessa, credo si troverebbe benone.
      Grazie e stai bene.
      Ghino La Ganga


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