IL PALLONE DI UN CANDIDO

aprile 21, 2009

Sul Corsera di ieri,il giornalista Roberto Perrone si chiede come mai il calcio italiano non riesca ad essere come quello inglese : cioè bello, pulito,elegante,ricco di fair-play,con pochi cori razzisti e tanti cori a favore delle squadre e dello sport.
Sicchè “noi parliamo di pallone, loro giocano a pallone ” , sentenzia il Perrone in chiusura.
Beh,caro Perrone,mi par di capire che sei giovane e che la Tua formazione è basata sui cartoni animati giapponesi sul football,quelli del “tiro sottomarino”,per intenderci: un mondo nel quale gli eroi son buoni e lottano per far gol, non per altro.
Mi sorprende,tuttavia, che una simile formazione t’abbia consentito di scrivere con un quotidiano nazionale che pretende di formar l’opinione del paesello nostro : un quotidiano nel quale, lo ammetterai,un minimo di ripasso può servire,per usar le parole Tue, almeno a parlare di pallone.
In questi giorni si ricorda come tantissimi anni fa ( s’era nel 1910) la ProVercelli si vide scippare uno scudetto già vinto dalla sportivissima Internazionale di Milano, la quale , ben prima dell’istituzione de girone unico, aveva capito come procedeva la rotolata della palla verso la porta.
Sicchè,se la ProVercelli protestava e schierava in campo la formazione dei ragazzi – che in media avevano tra gli undici e i quindi anni – bastava schierare contro di essi i titolari, e si vinceva quindici a tre ,magari pure bestemmiando un po’ per quei tre gol che quei ragazzetti delle risaie,assai incuranti di chi avevan davanti,avevano osato segnare.
Mai sentito parlare di uno scudetto revocato?
No,Perrone,non quelli della Juve recenti: quello del Torino del 1927,a causa della corruzione d’un solo calciatore granata,alla faccia della responsabilità oggettiva.
E delle urine del Bologna del 1964, con dodici punti prima tolti,poi riassegnati?
E del calcioscandalo del 1980, con una quarantina di calciatori finiti in carcere, poi squalificati,poi amnistiati?
E del doping con le flebo di liquidi di tutti i colori?
E Ti ricordi,quand’eri piccino, come correvano certi centrocampisti di certe squadre,che alla fine della corsa ce li siam trovati tra i necrologi a neanche quarant’anni compiuti?
Chi c’è arrivato:s’intende!
E di certe strane forme di leucemia fulminante che colpirono,giovanissimi, certi giocatori dal sicuro avvenire ?
Ma non Ti ricordi dei bilanci di certe squadre in anni recenti?
Quelle squadre che,per render più decorativo il rendiconto, allegavano le fotocopie a colori di assegni postdatati?
E la serie A che da sedici passò a diciotto squadre, eppoi a venti, e la B che grazie a sentenze e decreti d’urgenza aumentava i partecipanti ad ogni ora del giorno prima dell’inizio del campinato?
E gli stranieri tesserati con un nome, rivelati con un altro: come capitò ad Eriberto che prima era Luciano, o prima Eriberto e poi Luciano, e che prima aveva 23 anni, e poi 28?
E i parenti italiani di tanti calciatori extracomunitari,che bastava andare in qualche comune che almeno un prozio saltava fuori?
E Ti ricordi gli orologi d’oro agli arbitri nazionali, specialità della Roma di Sensi?
Ma Ti ricordi le escort per gli arbitri internazionali,specialità del Torino di Moggi?
Eh,certo,eri piccolo.
Magari eri piccolo anche in quel derby Roma-Lazio del 1979,quando un missile curva-curva ammazzò un disgraziato di nome Paparelli mentre mangiava il panino con la frittata.
Magari eri già ragazzino quando i tifosi della Fiorentina diedero fuoco al treno di quelli del Bologna,massacrando gli occupanti.
Però eri cresciuto, quando tre pidocchi interruppero un altro derby romano ,millantando l’omicidio di un bambino ad opera della polizia.

Già,caro Perrone :chissà come è che il nostro calcio è meno bello di quello inglese.
Chissà.
Sarà colpa dei troppi biglietti omaggio:hai senz’altro ragione Tu.

Stiano bene i lettori.
Ghino La Ganga