Mettiamola cosi’: se effettivamente l’umanita’ e’ stata creata con atto volontaristico come i soldatini di creta, o ancora deriva da un disegno intelligente messo in piedi dall’Onnipotente, Padre Livio Fanzaga dev’essere il classico scarto di magazzino che senza sapere come si ritrova una bolla di accompagnamento sul groppone, la sóla che anche artigiani scafatissimi scagazzano nei momenti di minore ispirazione.

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Insomma, con un idiota imbecille come Padre Livio Fanzaga il disegno intelligente, e’ proprio il caso di dirlo, va a farsi benedire: se per l’uomo vale lo schemino del burattino di fango cui magicamente viene in dote il soffio dell’anima, Padre Livio Fanzaga invece assomiglia di piu’ a un pupazzetto di merda insufflato di miasmi irrespirabili.

Le posizioni del nostro gia’ le conosciamo, come sappiamo la sua orgogliosa fierezza cattolica, prodigiosamente virata sulla lotta alla melassa del politicamente corretto: i gay, tutti da mettere in galera; il terremoto in Abruzzo, un segno del Signore che ci vuole far partecipare dei valori della sua passione, quindi zitto e scava col sorriso; i bus atei, opera del demonio e chi sta senza dio, se ne accorgera’ quando gli viene il cancro.

In un paese normale, Padre Livio Fanzaga verrebbe esposto in quei circhi di provincia, scalcagnati, assieme a tigri spelacchiate e acrobati incapaci: il pubblico gli tirerebbe qualche nocciolina esortandolo “a fare il numero di Medjugorie”, o “a raccontare le ultime imprese del Maligno”. Pero’, essendo in Italia, non solo Padre Livio Fanzaga gode giustamente del seguito degli analfabeti, dei seguaci del terrone che si faceva le stimmate col mercurio cromo, e degli altri rincoglioniti, beghine inutili e segaioli del caso: no, in Italia per non farci mancare niente lo si finanzia pure con l’otto per mille, non ha forse detto Mario Giordano che la sua rassegna stampa e’ la migliore d’Italia? E dunque vuoi non dargli i soldi?

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Una testa di cazzo cosi’ clamorosa e’ esattamente quello che serve all’Italia: perche’ agli italiani piace farsi insultare e prendere per il culo, e la figura del matto, in quel sapiente crogiolo culturalista basato sulle vecchie paure che nel nostro paese andranno via sempre un po’ piu’ tardi rispetto agli altri, ed indugeranno col loro pleomorfismo felpato fino a che non restera’ un centesimo da versare alla chiesa cattolica, – dicevo, la figura del matto e’ quella che coincide col parresiasta, l’uomo che deve dire la verita’, anche se scomoda e a rischio della propria vita. E se ad alcune pecorelle del gregge non insuffli un po’ di arteriosclerosi e le rimodelli come questo patetico sbruffone e merdaiolo da osteria, dove sta il divertimento?

Quindi stiamo sereni: finche’ ci sono in giro giullari completamente rimbecilliti come Padre Livio Fanzaga, gente ignorante che non sarebbe buona neanche a spalare merda in una stalla e che, non sapendo un cazzo e non capendo un cazzo non sa fare altro che insultare nei suoi impuniti delirii, l’Italia restera’ saldamente ancorata a quella dolcissima e disperata utopia di vecchio paesotto ultracattolico lontano dalla globalizzazione, dalla contaminazione, dalla modernizzazione.

Un Italia che non solo e’ come e’, ma e’ come deve essere.