Il filo rosso.

aprile 27, 2009

Sere fa son stato a una rimpatriata di ex amministratori comunali.
Son capitato a fianco dell’ex collega alla cultura : ha quindici anni più di me,di sinistra convinto.
Eppure il rapporto fu buono, e lo è ancora: lui organizzava le cose “serie” ; io,che stavo al turismo, quelle più “commerciali”.
Lui faceva festival teatrali e retrospettive mirate, io concorsi per cantanti dilettanti e fiere paesane;lui promuoveva mostre di pittura,io serate acid-jazz.
Sicchè,per consuetudine,ci chiamavamo tra noi,rispettivamente,”la boutique” ed “il supermercato.
A cena,dicevo,si magnava e si beveva,si ricordavano i tempi andati: perseguivamo un intento comune, cercavamo di appassionare il pubblico senza spaventarlo,facendolo assistere un po’ a tutto cercando di non sbracare troppo e di non promuovere troppa immondizia,e,soprattutto,di non maltrattarlo costringendolo a vedere cose astruse e pretenziose.
Seduta davanti a noi,una giovane consigliera comunale PD: di quelle che han capito molte cose,san loro quale è la cultura vera.

La tipa criticava la rassegna teatrale organizzata dall’ex collega.

-“Ah. E cosa suggeriresti,per cambiarla?”
abbiam chiesto pressochè all’unisono.
-“Un taglio secco.Si fa un festival solo per avanguardia veramente ristretta,e ciao ciao a chi non capisce. Chi non capisce sta a casa,se vuoi raggiungere l’eccellenza non puoi badare a tutti.”

Ci siam messi a ridere,come due vecchi commilitoni che ne han sentite tante, e adesso pure questa.

-“Bah,avrai ragione tu”,
abbiam concluso ributtandoci sulla piadina.

Ieri ho letto i giornali, dove si parlava di quella tremenda storiaccia di Sesto San Giovanni, con quei due poveri ragazzi derubati picchiati, stuprati mentre erano appartati in auto.
Ho poi sentito in tv le dichiarazioni del sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini,del PD.
La sua giunta,nonostante che la Lega alle elezioni politiche abbia ottenuto grosse percentuali,non ne tiene conto, e prosegue per la sua strada.
Ad esempio,ha riferito Oldrini, “fa molto per l’integrazione: l’anno scorso abbiamo istituito un corso per stranieri volto ad insegnare il rispetto della donna,un corso che ripeteremo perchè secondo me questa è la giusta via per integrare gli stranieri.”

Ho idealmente affiancato il viso della consigliera PD a quella di Oldrini.
Poi ho idealmente affiancato le loro due idee politiche, quella sulla cultura e quella sull’integrazione.
C’è un filo rosso che le unisce .
Un filo che sembra voler dire: non ce ne frega un cazzo della gente.

Secondo me Berlusconi smetterà di vincere solo quando morirà.

State bene.
Ghino La Ganga

5 Responses to “Il filo rosso.”

  1. Alfa Says:

    Berlusconi smetterà di vincere solo quando moriranno gli italiani.


  2. Berlusconi smetterà di vincere quando a sinistra smetteremo di scannarci:

  3. davide Says:

    come non esser d’accordo, il bello è che non vogliono capire che il grosso che vota è la gente e non gli elitari di supercultura.

  4. anskijeghino Says:

    per Alfa :
    mannò.
    Noi italiani sopravviveremo.
    Quello è il vero problema.
    Stai bebne,un caro saluto.
    Ghino La Ganga

    per Sartirani:
    caro Luigi, la sinistra ricomincerà a vincere quando caccerà via le teste di cazzo, convinte d’esser geni, che la popolano.
    Un serio rischio di estinzione:ma da affrontare.
    Stai bene,grazie per la lettura.
    Ghino La Ganga

  5. anskijeghino Says:

    per Davide:
    Grazie per la lettura.
    Probabilmente il grosso che vota ha capito : infatti la gente non li vota più.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga


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