Avevamo lasciato qualche anno fa il grande giornalista, apologeta e giocatore di scopa bazzica cattolico alla visione del film “Magdalene” di Peter Mullan, nel quale si mostravano le agghiaccianti violenze e sevizie di cui erano vittime ragazze in un collegio cattolico femminile irlandese. Con il sussiego tronfio del mestatore cattolico, Messori arricciava i suoi baffi da busone in sonno e sentenziava che dopo tale sconcezza e falsità, sarebbe stato opportuno “creare una lega anti-diffamazione per tutelare i cattolici, sul modello della Anti-Defamation League ebraica”.

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Bene, bisogna essere onesti e riconoscere che Messori aveva ragione: il film “Magdalene” era del tutto inadeguato, ma per difetto, dato che il recente rapporto dei giornalisti Colm O’Gorman e Mary Raftery, reso pubblico a Dublino nei giorni scorsi, fotografa una situazione di abusi orribili e pressoché sistematici senza distinzione di sesso. Insomma, roba da lager nazista con il solito corollario mafioso di insabbiamenti, minacce, scuse pelose e preghierine per i colpevoli: ma non si era detto che i nuovi Hitler erano quelli che votavano “sì” al referendum sulla legge 40?

Per cui invitiamo senz’altro Messori ad istituire la lega anti-diffamazione cattolica: magari depositandone l’atto di fondazione presso lo stesso tribunale dove verranno celebrati i primi processi a carico della lobby ecclesiastico-mafiosa autrice delle decennali violenze. Anzi, in quell’occasione lo si potrebbe anche fare incontrare senza scorta con i famigliari delle vittime e le vittime stesse. Sono certo che come primo passo della sua lega, sarebbe un successone.

Una colonna della madonna.

maggio 23, 2009

Dalla modifica dell’elezione del Sindaco,nell’ormai lontano 1993, è un classico: se hai culo, e la tua lista capita incolonnata giusta-giusta a fianco del candidato primo cittadino, si becca quantomeno un 5% in più di quel che meriterebbe,gentile omaggio dell’elettore italiano medio che – timoroso di sbagliare,che di segni sulla scheda può metterne genialmente anche due – schiaffa la crocetta lì, sul primo simbolo a lato, così è sicuro : “cazzo,vuoi vedere che faccio bene?”

Sicchè il giorno in cui si sorteggiano le posizioni in lista vedi tutti che fanno il tifo: amuleti, cornetti rossi, cipolle,ferri di cavallo.
Quando arriva l’estrazione giusta, ecco lì il rappresentante di lista che caccia due-tre bei moccoli liberatori, viva la colonna, viva la madonna e tutti gli angeli in colonna.

Il giorno dopo le elezioni, poi,c’è il vero spettacolo: altre madonne e angeli in colonna,perchè capita che il tapino, che ha schiaffato il segno lì a caso per non sbagliare, magari ha anche scritto come preferenza il nome di uno che non è in quella lista.
Sicchè il votato se la piglia in quel posto e perde un voto.

Oppure, il tapino che cerca di non sbagliare non ha proprio messo nessuna preferenza, da vero italiano medio: perciò si ritrovano eletti candidati che han preso tre preferenze,ma che stanno in una lista che – grazie appunto a quell’incolonnamento fortunato – s’è presa un dieci percento cha mai avrebbe sperato, e magari aveva perfino fatto fatica a raccoglier le firme.

S’era proposto di cambiare le schede elettorali: il nome del candidato sopra, e tutte le liste sotto, magari a una certa distanza.
Mannò,mannò,han detto i parlamentari: vuoi togliere a questo paese il vero brivido che l’anima da tempo, ossia il superenalotto in ogni luogo e sede del paese?

Dunque avanti così: tutti in colonna, sperando che sia quella buona.
E se va male, c’è sempre in colonna la madonna: quella del giorno dopo.

State bene.

Ghino La Ganga