La giusta distanza.

maggio 26, 2009

Sei al mare, ai tavolini di un baretto sulla spiaggia.
Si sta bene,chiacchieri con amici e amiche mentre bevi roba fresca e analcolica.
Due tavolini più in la’ si siedono un paio di ragazze.
Sono belle.
In particolare una.
E’ seduta di fronte a te, mentre il resto del tuo gruppo le dà le spalle.
Capelli a caschetto neri,nasino all’insù,seno e fianchi proprorzionati,occhialoni da sole,gambe perfette.
Son bei momenti : puoi guardarla mentre continui a parlare con gli amici che non la vedono.
Nella conversazione con loro, infatti, inserisci quel pilota automatico che funziona bene già da quando avevi dieci anni ed eri appunto al mare, tua madre ti diceva di stare con la testa all’ombra e tu le rispondevi a tono; mentre in realtà guardavi le amiche di tua sorella che avevano quindici/sedici anni ed erano bellissime mentre si spalmavano la crema sui lettini a due metri da te.
Ti viene in mente che una di quelle amiche di tua sorella,qualche tempo dopo quando tu avevi sedici anni e mezzo e lei ventidue,ti fece un regalo.
Il regalo più bello che una ragazza può fare a un adolescente maschio che ancora non l’ha avuto, quel regalo.
Sì,proprio quel regalo lì.
Fu dolce, quella volta la’:fece in modo che tu capissi che non poteva essere un fidanzamento,che lei era più grande e che tu avresti conosciuto altre ragazze,e che era giusto che non restaste troppo vicini.
Lì per lì non ci restasti molto bene: ma i bei regali non sono eterni,realizzasti poi.
Ti viene in mente che ancora oggi,quando la incontri che è una bella signora sposata e ha figli,vi guardate con molta dolcezza; anche qualche settimana fa,che l’hai vista in centro,lei con un’altra amica di tua sorella, vi siete salutati.
Poi dopo qualche passo ti sei girato a guardarla mentre vi allontanavate, e s’è girata anche lei a guardarti, con quel sorriso lì.

La bella ragazza a due tavoli da te si alza,si avvicina a parlare con un tipo del tavolo vicino a quello dove stai tu, ma gli altri continuano a non vederla.
Sei tu che noti un tatuaggio sulla spalla di lei, che puoi leggere bene perchè adesso è di schiena,è vicinissima a te ed ha un gran bel sedere.
Ma è quel tatuaggio, che vedi.
E’ una bandiera tricolore sventolante, e sotto la scritta.
“L’ITALIA AGLI ITALIANI”
La scritta.

Che ti alzi e le guardi il sedere, ma capisci che non basta a compensare.
Respiri profondamente.
“Tutto bene?”
Chiedono gli altri.
Sì.
Tutto bene.
Mi allontano solo un po’.
Scusate.

State bene.
Ghino La Ganga