Iersera,assieme ad alcuni amici,si passeggiava nella piazza del comune ove abito, e si commentavano i risultati elettorali.
Convenivamo su un punto .
Anzichè perder tempo in sondaggi, le varie società del settore dovrebbero analizzare per benino il fenomeno di chi schiaffa la crocetta sul primo simbolo accanto al nome del sindaco,tanto per non sbagliare.
Sicchè la lista che sta lì accanto si becca,per il sol fatto d’esser lì,un 5% garantito in più, come provato dagli eletti della stessa : eletti che in genere raccolgono,pure a fronte di cotanta manna di voti, pochissime preferenze.

Tale situazione comporta,altresì,che vengan premiati da tale botta di culo formazioni che per sorteggio sian finite lì,e che dunque cambiano di anno in anno.
Sicchè un anno ci va la lista dei consumatori, che fa eleggere tre consiglieri con tre voti ciascuno.
Poi un altro anno ci va una lista civica di noti imbecilli, che han come solo programma l’abolizione dell’imposta passo carrabile davanti alle loro case: vengono eletti sempre tre consiglieri, ma meno imbecilli degli altri perchè almeno si son autovotati,totalizzando un voto ciascuno.
Poi, un altro anno ancora, finisce nella fortunata posizione uno dei tanti partiti comunisti, che con sei iscritti prende milleottocento voti: il capolavoro vuole che mandi su tre consiglieri, di cui uno con tre voti; uno con un voto, ed una con zero voti, ma che viene eletta per ordine alfabetico, dacchè gli altri della lista sono a zero pure loro.

E’ molto probabile,tuttavia, che una società di sondaggi che svolga un’indagine su tale fenomeno si trovi di fronte un muro d’omertà: qualunque intervistato risponderà “ma che volete da me, io voto per convinzione, non metto certo la croce lì per non sbagliare,io”.
Insomma: è dura ammettere d’essere analfabeti,o perlomeno idioti.

Pertanto,abbiam deciso.
Alle prossime elezioni presentiamo almeno un paio di liste: una recante il simbolo d’una rana che scoreggia,e un’altra recante il simbolo d’un asino che s’ingroppa un cane, o anche d’un cane che s’ingroppa un asino.
Stendiamo dunque dei programmi scarni e banali: sì alla ricchezza, no alla povertà; sì agli asili pubblici , ma sì anche a quelli privati; sì alle auto ovunque, ma sì al trasporto pubblico, anche dentro casa per andare dal salotto al bagno.
Passato il controllo prefettizio – che è la cosa più difficile – con le due liste in gara ci si apparenta al candidato sindaco che si sa vincente, e se si è abbastanza fortunati si finisce con una delle due a fianco del nome suo.
Indi si attende il risultato, senza far tanto baccano di campagna elettorale.

La sera dello spoglio delle schede,si brinda al sei percento raggiunto e ai tre consiglieri ottenuti e si reclama un assessorato.
Indi si va in giro facendo i vaghi, intimando a chi s’incontra: “ma non è che tu hai votato quelli del cane che ingroppa l’asino, o della rana che scoreggia?”
Ricevuto un rifiuto stizzito, ma arrossito, si è certi di avere di fronte l’elettore tipo.
Lo si ringrazia dandogli il distintivo della lista: rana scoreggiante, cane o asino ingroppante non importa, van tutti bene uguale.

State bene.
Ghino La Ganga