Tornata elettorale.

giugno 15, 2009

Quindici anni fa,era andata male.
Alle elezioni s’eran divisi,nel loro comune,che non arriva a diecimila abitanti.
Avevan fatto due liste di centrodestra.
Anzi: una proprio di centrodestra,con dentro il commercialista e il farmacista, incazzati neri per la tarsu e i passi carrai.
L’altra proprio di destra,con dentro il figlio d’un federale del ventennio,sempre ‘mbriaco,e praticamente tutti i frequentatori del bar: quello nel quale,quando vincevano al videopoker, facevano il saluto romano.
La sinistra aveva presentato una lista sola, e li aveva fregati: preso il trentasei percento, contro il trentuno di commercialista e farmacista, ed il venticinque del bar.
Sicchè il cinquantasei percento stava all’opposizione,a sfinirsi di bestemmie davanti alle cartelle esattoriali,e di saluti romani al primo full.

Alle elezioni dopo, s’erano organizzati.
La figlia del commercialista s’era invaghita d’uno del bar.
Questo aveva fatto scattare alleanze.
Candidato sindaco fu un ex insegnante in pensione.
Uno che metteva sull’attenti non solo quelli del bar, ma anche i candidati della sinistra,quasi tutti suoi ex alunni.
Lista unica di centrodestra,dunque: vittoria a mani basse, sessanta percento e via andare.
Due mandati così.
Poi s’era rotto qualcosa.
La figlia del commercialista aveva beccato il fidanzato:non davanti al videopoker del bar,bensì nel letto della sua migliore amica.
Lui aveva negato,coprendosi con le lenzuola.
Ma c’erano le prove: dal telefonino di lui erano emerse foto dell’amica, intenta a capir le differenze tra full e fellatio.

Alle elezioni successive,perciò, il commercialista aveva imposto di candidar la figlia: la poveretta non si riprendeva,nonostante la solidarietà su facebook,la mini nuova e il viaggio ai caraibi.
Fare il sindaco l’avrebbe scossa, l’avrebbe maturata, pensò il genitore.
Gli altri non furono entusiasti: il farmacista si rammaricò di aver solo figli maschi già sposati.
Quelli del bar candidarono un cugino del fedifrago,più sveglio di quest’ultimo: se ne faceva una a sera,ma senza farsi foto del cazzo.
Due liste separate,perciò.
Andò come quindici anni prima.
La lista di centrodestra della figlia del commercialista prese il trentuno percento: il commercialista accusò il farmacista d’essersi impegnato poco, questi s’incazzo, e finì un’amicizia trentennale.
La lista di destra del bar prese il ventuno percento: il cugino del fedifrago entrò in consiglio comunale contentissimo,e quale primo atto politico si zompò la figlia del commercialista sulla di lei mini;era la base per una futura alleanza, spiegò poi ai suoi.

Vinse la lista di centrosinistra,aumentando i voti fino al trentotto percento: divenne sindaco un marpione che – si diceva – s’era ripassato la moglie del farmacista,carpendone financo il voto.
Nient’altro?
Ah,sì: la lista dei giovani arcobaleno.
Avevan preso il due percento, tuttavia si proclamavano rivelazione di quella tornata.
“ Ma certo,come no”,pensò il sindaco neoeletto,guardando il culo della moglie del farmacista.

State bene.
Ghino La Ganga