La visione della prica

luglio 30, 2009

A causa di alcuni maneggi impropri con una suora un po’ zoccola, è stato rimosso il frate di Medjugorie già guida spirituale dei pellegrini, vate deferente all’altissima autorità, esperto in planimetrie ed alberghi per fedeli a cazzo, infoiatissimo giocatore di bridge sloveno e quadretto svedese, già campanaro a Cailungo e attacchino di manifesti sacri a Ventoso.

Il link dell’articolo lo trovate qui: http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_30/rapporti_suora_frate_medjugorje_bartoloni_26d1c18a-7cd2-11de-898a-00144f02aabc.shtml. A sua discolpa, la guida spirituale ha detto che come lo succhiava Suor Ljubica, non lo succhiava nessuno.

E’ proprio vero che certi pompini, cesellati come dio comanda, fanno vedere la Madonna.

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Detti.

luglio 29, 2009

Leggendo il dibattito in corso in vista del congresso del PD, mi viene in mente solo un detto delle mie parti, celebrato anche dal compianto Raffaello Baldini:
“S’aiò voja ad zcòr sa di quaièun,al’ zcòr sà in mì.” (1*)

State bene.

Ghino La Ganga

Nota :
(1*) dal dialetto romagnolo: “se ho voglia di parlare con dei coglioni, parlo con i miei.”

La mozione nomade.

luglio 28, 2009

Quando arrivò la carovana dei nomadi, e si piazzò nel parcheggio pubblico accanto a una via semicentrale, fu un casino.
I carabinieri intervennero subito, ma nella giunta e in consiglio scoppiò il dibattito: integriamoli, disintegriamoli. Il Sindaco non sapeva che cazzo fare.
O meglio, se fosse stato per lui, avrebbe messo fascia tricolore e al posto del questore avrebbe fatto lo sgombero a bastonate: appena arrivati, quelli avevano ricoperto d’escrementi il parco, taccheggiato in tutti i negozi del centro, svaligiato un paio di appartamenti compreso quello di sua cugina Maria, sfasciato i bagni comunali appena inaugurati, attaccato abusivamente corrente da un lampione e acqua da un pozzetto.
Fosse stato per lui.

Ma c’eran quei due di sinistra-sinistra, in consiglio, che facevan parte della sua maggioranza di sinistra ed eran determinanti, con quel settepercento del cazzo ma proprio del cazzo.
In giunta ,passò la loro linea: integriamoli, va’.
Bambini a scuola coattivamente; madri avviate al centro donne e lavoro; padri avviati al lavoro tramite centro per l’impiego presso aziende amiche dell’amministrazione,roulotte avviate nel deposito comunale, e sostituite da alloggi popolari.

Il casino non finì: bambini spariti da scuola dopo due giorni e ritrovati a rubacchiare in giro; madri mai presentate al centro donna, ma ben presenti nei vicini supermercati a metter mani nelle borse di pensionate rincoglionite; padri presentatisi al lavoro il primo giorno sobri, il secondo ubriachi, il terzo ubriachi e feriti dopo rissa, il quarto giusto per fregare una bicicletta al proprietario usando una mano sola, quella non fasciata..

Gli alloggi popolari?
Dopo una settimana, i vicini di casa chiesero l’intervento ausl e dei carabinieri: in ogni appartamento,quelli stavano in venti, bivaccavano sulle scale,facevan casino fino alle tre, fregavano roba in giro: ci fu anche un bel repulisti dei motorini parcheggiati sotto al condominio.
Dopo due settimane, il Sindaco tentò una svolta: recupero delle roulotte ,uscita dagli alloggi popolari, creazione di un campo in zona stadio.
I furti si spostarono tutti laggiù, assieme a una popolazione pressochè doppia di quella arrivata, con tante altre roulotte e auto al seguito.
Acqua e luce? A carico del comune.

Dopo tre mesi, un paio di incendi di auto rubate, venti risse, furti, elemosine, accattonaggio,incidenti d’auto causa ubriachezza, il comandante della locale compagnia carabinieri andò dal sindaco: o ci pensa lei, o devo pensarci io con il questore.

Il Sindaco non sapeva a che santo votarsi.
Nella notte gli venne un’idea: del cazzo, ma pur sempre un’idea.
Nel condominio a fianco dei due di sinistra-sinistra c’era giusto un appezzamento di terreno libero: era di un’impresa che attendeva lo svincolo da anni.
Lo fece occupare da auto e roulotte, facendo trasferire tutto in tre giorni, record italiano.
Le roulotte erano ancora di più del primo trasloco.

I due consiglieri di sinistra-sinistra all’inizio tacquero.
Rimasero in silenzio per due settimane.
Finchè una sera la figlia di uno di loro, rientrando con un’amica, non si prese un colpo: un gruppetto del campo le inseguì su per le scale del condominio.
“Il caso,ora, è politico:va risolto”,sentenziò il di lei padre,consigliere e capogruppo.
“E’ chiaro”, convenne serio il sindaco.
Alzò il telefono e chiamò il questore. Chiamò anche il comandante dei carabinieri.
Si fece lo sgombero: durò tre giorni,durissimi,pianti, urli, botte, incendi.
Alla fine, nel campo rimasero una decina d’auto bruciate e di batterie seppellite, che ci volle un reparto speciale dell’esercito per levar gli acidi dal terreno.

In consiglio comunale l’aria si fece pesante: l’opposizione attaccò a testa basta, con tanto di mozione di sfiducia per manifesto casino mentale dell’amministrazione.
L’avevan scoperta,la mozione, leggendo casualmente il testo unico enti locali,trovandoci quel bell’articolo cinquantadue.
L’aria si fece ancor più pesante quando in due di sinistra-sinistra criticarono il sindaco: non si risolve così,il problema, la strada deve sempre essere quella dell’integrazione.
Il Sindaco non battè ciglio; in una pausa della discussione consiliare fece ai due un cenno: seguitemi un attimo fuori .
“Bene. Tra poco si vota. Se votate la mozione con la minoranza,io cado. Ma stanotte,statene certi, aspetto le vostre figlie sotto casa, e se non le trovo le aspetto anche domani e così via.Già che ci sono, mi prendo anche la vostra macchina sotto casa. Tanto per me è finita comunque, non me ne frega un cazzo.Ora decidete voi”.
Aveva lo sguardo giusto: i due di sinistra-sinistra votarono contro la mozione.
Uno si dimise; l’altro – quello della figlia inseguita dai nomadi- no.

“E’ solo questione di tempo”,disse il Sindaco quando gli riferirono che stava arrivando un’altra carovana di nomadi.
L’unico problema era solo di trovar l’area giusta lì vicino,che quell’altra l’aveva appena svincolata.

(State bene)
Ghino La Ganga

The addicted (1*)

luglio 25, 2009

Sere fa guardavo la tv.
Su un canale Sky davano una serie docu-fiction.
Titolo : “90 giorni con Lapo”.
Le telecamere del programma seguivano Lapo Elkann per novanta giorni.
Nell’episodio che ho visto, credo l’ultimo della serie, Lapo era a New York.
Ripreso di mattina, si allenava con un personal trainer.
Flessioni e piegamenti.
“Bisogna fare attività fisica : mente sana in corpore sano,dicevano i romani” ha sentenziato Lapo.
Continuava a far flessioni.
“E’importante tenersi in forma.Sennò te lo mettono in culo”.
Ha chiosato.

Poi andava a far colazione con il personal trainer, non prima di avere acquistato in un negozio una serie di quotidiani italiani, tra i quali svettava la Gazzetta dello Sport.
La leggeva avidamente,appena seduto al tavolo del Coffee-shop.
Mentre magnava bacon e uova,esponendo braccia ultratatuate e braccialetti vari, lanciava massime.
“La gelosia è assurda: ognuno deve avere i suoi spazi, io sono molto chiaro al riguardo.”
E giù una tazza di caffè.
“Essere felici non è possibile per sempre: adesso io sono felice perchè sto bene e mangio bene,poi dopo non so”.

A un tratto,c’era una digressione : le telecamere inquadravano quelli che lavorano nell’agenzia di Lapo, che ha nome “Italy indipendent” o qualcosa del genere.
Dovevano presentare non so quale prodotto,mi sembra un orologio, e per il lancio organizzavano un evento nel quale tutti eran vestiti come in “Eyes wide shut” di Kubrick,con mantelloni e maschere.

Le telecamente ritornavano su Lapo a New York.
Prima posava per un fotografo svedese(?) che doveva fare un servizio, dacchè non so quale rivista lo aveva eletto “uomo più elegante del pianeta”, o giù di lì.
Sicchè lo fotografavano con cappellino, nonchè una felpa arancione con la scritta “Drughi”, i tifosi della juventus .
Finito il faticoso servizio, lo seguivano mentre passeggiava per un’afosa New York, e si sedeva stanco ai tavolini di un bar con un tizio.
Il programma è alla fine, diceva una voce fuori campo.
“Allora ora che le telecamere sono praticamente spente lo possiamo dire: questi di ‘sto programma ce li siamo levati dai coglioni”,sentenziava Lapo.

E’ partita la sigla finale.
Io ero ipnotizzato.
Adesso son tre giorni che penso al programma.
M’ha dato dipendenza.
Devo vedere tutte le puntate.
Tutte, le devo vedere.
Tutte.

State bene.
Ghino La Ganga

Note:
(1*) Omaggio ad Abel Ferrara.

Il paese dell’alcool (*1)

luglio 23, 2009

Ieri,in auto,ascoltavo radio 24.
Tema del giorno: l’ordinanza del Comune di Milano riguardo agli alcolici ai minorenni.
Un tizio ha sentenziato che gli alcolici sono importanti ( sic), ma che è più grave avere un premier che va con le prostitute e che viene sbeffeggiato dalla stampa straniera.
Il conduttore ha provato a ritornare sul tema del giorno: niente, l’ascoltatore continuava sul premier e le prostitute, perchè è reato.
Ogni tanto ridacchiava.
Il conduttore gli ha fatto presente che non è reato.
L’ascoltatore continuava a ridacchiare: a me non va bene.
Il conduttore gli ha chiesto : non le va bene che non sia reato o non le va bene che il premier vada con prostitute?
L’ascoltatore ha detto,un po’ confuso : non mi va bene.
E ha ridacchiato.
Il conduttore ha detto : senta, da alcuni giornali pare che Berlusconi non sapesse nemmeno che era una prostituta, e che quest’ultima abbia registrato tutto per ricattarlo.
L’ascoltatore era perplesso, ma continuava,ridendo sgangherato : non mi va bene,non mi va bene.
Il conduttore ha ampliato la domanda : mi scusi, non le va bene che la prostituzione non sia reato, non le va bene che il premier vada con prostitute o non le va bene che il premier sia ricattato da una prostituta?
La conversazione si è interrotta.

Ha chiamato un altro tizio.
Anche lui è partito con gli alcolici: è esagerato l’allarmismo, qua da noi si beve meno che da altre parti in Europa; però ad esempio in Germania se escono quattro ragazzi uno non beve perchè guida, da noi no, è un fatto di cultura.
Il conduttore era rasserenato: bene, parliamo del tema del giorno, finalmente.
Invece l’ascoltatore è partito dall’altra parte : a proposito di Berlusconi, vorrei dire che nel mio paese c’era un detto.
Quale?ha chiesto il conduttore,sospirando.
Quando stavamo seduti al bar, e vedevamo passare un vecchio con una ragazza giovane, dicevamo una cosa.
Cosa? Ha chiesto ancora il conduttore.
Una cosa…. dicevamo “ecco il vecchio puttaniere”. Così dicevamo.
Il conduttore ha azzardato: ma lo dicevate perchè sapevate che era un rapporto mercenario?
L’ascoltatore: no, lo dicevamo e basta. Vecchio puttaniere. E basta. Era così. Quando eravamo al bar.

Ho spento la radio.
Mi pareva di stare in un paese di ubriachi.

State bene.
Ghino La Ganga

Nota:
(*1) ispirato ad Augusto Tretti ed al suo “Alcool”,film del 1980 – finanziato dalla Provincia di Milano (pensate un po’) – che vidi grazie ad Anskij anni fa .

Il lettone di ikea.

luglio 21, 2009

Tutto pare a portata di mano,anzi: di portafoglio.
Sicchè ci vuole poco tempo e si organizza la seratina giusta.
L’abito e l’aria da utilizzatore finale, due candele, l’atmosfera intrigante, una bella ragazza o ex ragazza che va bene lo stesso, quattro battutine, tre complimenti falsi che più falsi non si può,champagnino freddo o spumantino ghiacciato purchè buono,la barzellettina adeguata ancorchè zozza,lo sguardo serio dell’uomo sicuro:chè però bisogna stare attenti a non esagerare, sennò ci si ritrova diritti in un film di Nando Cicero.
Anche perchè tu non hai il lettone di Putin con le tende,caro mio;dunque per ripodurre la situazione archetipo, in sottofondo, c’hai avuto la bella pensata di piazzare, anche tu, Sal Da Vinci e Gli Scugnizzi.
Dopo lo capisci, perchè a quella s’è messa a ridere,ha lasciato lì i soldi e se ne andata.

State bene.

Ghino La Ganga

Distinguiamo.

luglio 16, 2009

Dicevamo che Craxi era un criminale, ed ora l’amico Walter Veltroni ( o Valter? Cazzo,siam sempre lì) sostiene che è stato un grande esponente della sinistra riformista, tanto che “sarebbe stato meglio che a condurre il cambiamento non fosse stato un post-comunista”.
Ebbene, non siamo incoerenti: distinguiamo.

Dichiaravamo d’esser diversi perchè totalmente onesti, ed è saltato fuori che non è proprio così .
E’ chiaro che non ci siamo contraddetti: distinguiamo.

Un tempo criticavamo chi organizzava parate di comici televisivi,sostenendo che impoveriva la cultura di questo paese, che viceversa doveva privilegiare gli artisti seri,unici abilitati a star sulla scena.
Oggi i nostri sindaci indicono rassegne, ove sul palco in una serata ci trovi,sì, Franco Branciaroli,ma nelle altre s’alternano la Littizzetto e quelli di Zelig.
Nonostante quel che appare, non abbiam cambiato idea: distinguiamo.

Ritenevamo che il mercato senza regole fosse un male assoluto, mentre da qualche tempo non vediamo l’ora di sbracare ed eliminare controlli, sì da non intralciare certe imprese che nel frattempo ci son diventate amiche.
Non per questo abbiamo rinnegato le nostre origini:distinguiamo.

Al culmine delle nostre idee filoamericane abbiamo creato regolamenti per le primarie tali per cui chiunque,munito di solido pacchetto di amici firmatari, poteva candidarsi, e che chiunque munito d’un par d’euri poteva votare.
Sicchè in certi luoghi si son candidati personaggi mai visti in sezione o parenti del segretario locale; han votato preti,suore,cani da passeggio,avanguardisti con fez in testa,ascari del Maresciallo Graziani,italiani residenti all’estero mai iscritti all’Aire, sedicenni senza togliersi le cuffie i-pod nelle orecchie,evasi,latitanti,pregiudicati,rei in attesa di diventar pregiudicati,cittadini dell’Iran,del Quatar e dell’Oman,fieri portatori di quella democrazia che noi siam certi di interpretare al meglio.
Però,se ora si vuol candidare quello là di Genova che urla,allora facciam barriera : non perchè usiam due pesi e due misure, bensì perchè distinguiamo.

Un tempo eravamo gli unici intellettuali, gli unici a saper capire,gli unici a saper scrivere,gli unici moralmente irreprensibili, gli unici capaci di governare.
Sì, lo sappiamo: non è proprio così.
Però adesso smettetela di chiamarci imbecilli e teste di cazzo: o l’uno o l’altro,distinguiamo.

(State bene.
Ghino La Ganga)