Boffo gli fa un baffo.

settembre 1, 2009

Egregio Direttore Dino Boffo;

La prima volta che vidi una Sua foto fu circa quattro anni fa.
Stava su Italia Oggi, a corredo di un articolo sul rilancio editoriale di Avvenire.
“ Il giornalista cattolico deve contribuire concretamente a svecchiare dalle radici il pensiero pubblico circolante”,si leggeva quale Suo pensiero.
Come appariva,Lei, nella foto?
Pizzetto.
Occhiali a montatura sottilissima stile Dolce e Gabbana.
Cravatta fluorescente con fantasia optical.
Giacca nera da discoteca.
Non riuscivo ad associare la foto all’articolo.
Eppure la didascalia era chiara: Dino Boffo,direttore di Avvenire.
La rilessi tre volte.
Quello in foto era proprio Lei.
Non era un gestore di un discobar.
Non c’eran santi: era proprio Lei, DinoBoffo,quello di Avvenire.
Quello che voleva “ svecchiare dalle radici il pensiero pubblico circolante.”

Beh, caro Boffo: dopo quattro anni la Sua missione editoriale pare fallita.
Il pensiero pubblico circolante è più vecchio di prima.
Difatti gli italiani,seppur colti in flagrante, negano da sempre d’esser quel che sono: ma lo fanno con ancor più tigna che in passato.

Abbia cura di sè, dunque.
Tragga da questa vicenda qualche aspetto positivo: non sarà più costretto a redarguir gli altrui cattivi costumi a sproposito,nè ad affliggere noi laici con i Suoi noiosi ed inopportuni pistolotti.
Potrà anche riflettere, finalmente libero, sul come render coerenti i Suoi desideri con la Sua vita , e sul come evitare di predicar precetti che,come si sa in anticipo, nessuno osserverà,magari Lei per primo.

Sarebbe bello che facessero altrettanto gli altri paesani nostri,credenti o meno .
Temo però che,ad essi, la Sua vicenda non insegnerà nulla.

Stia bene Lei, e stiano bene i lettori.

Ghino La Ganga