Fedele alla linea.

settembre 25, 2009

Praticamente non c’ero mai stato.
E’ il localino dove si ritrovano quelli della lista che-più-a-sinistra-non si-può.

Quella che ha preso due consiglieri,alle elezioni.
E che consiglieri.
Laureati,masterizzati.
Preparati.
Tipi tosti.
Tante preferenze.
Un casino di voti.

Son lì nel localino,quelli della lista.
Alcuni li conosco.
Si parla.
Tantissimi voti presi: son contenti.
Tanti attivisti,simpatizzanti che han prestato l’opera :quasi duecento.
Ognuno di loro ha rimediato sette/otto voti.
Totale quasi millecinquecento voti.
Una valanga.
A momenti ne facevan tre,di consiglieri.
Ma non importa: va bene così.

“Adesso rompiamo i coglioni!”
sentenzia il primo dei non eletti.
“Cioè?” chiedo io.
“Cioè cosa? Rompiamo i coglioni! Cambiamo le cose! Ci opponiamo!”
“A cosa?”
Mi guarda : devo essere un caso clinico,del resto ho passato i quaranta da un po’, lui ne avrà ventiquattro.
“A tutto.Vogliamo scuole,asili,case popolari.Basta cemento.”
“Ma scuole,asili e case popolari sono cemento.”
“Allora non capisci: noi vogliamo il cemento utile.Basta case. Scuole,asili,case popolari.”
Sto zitto.
Che vuoi dirgli? La sintesi è notevole. Zitto e basta. Cemento utile.
“E poi basta limiti agli interventi in consiglio! Uno parla quanto cazzo gli pare! Dove gli pare! Uno parla anche fino alle quattro, se uno ha voglia di parlare”
Gli altri lo guardano entusiasti.

Mi guardo intorno.
“Duecento attivisti,eh?”
“E questo è niente. Se vogliamo,ne mobilitiamo trecento e passa.”
“Ah.Posso fare una domanda?”
Mi guardano,lui e gli altri.
Uno non è che chiede se può domandare,lì dentro: domanda e basta.
“Allora?”
Se non domandi subito,s’incazza,il primo dei non eletti.
Mi affretto.
“Costituirete un’associazione?”
“Boh. Forse. Ma perchè?”
“Perchè stavo pensando. Il Pd,qui,non arriva a duecentocinquanta tesserati. Se voi vi tesseraste tutti, arrivereste alla maggioranza nel partito, e vincereste le prosisme elezioni. Mettereste dentro i vostri. Governereste davvero.”

Silenzio.
“Scherzi?”
“No. Sono serio. Sto solo facendo i conti.”
“Scherzi o sei scemo?”
Osta.
E’ metà di me,il primo dei non eletti,e non solo d’età.
I pensiero di buttarlo giù dalla sedia e prenderlo a calci in bocca fino a sentire i pezzi di denti sotto le scarpe mi sfiora .
Tuttavia non si ferma,il pensiero.
Non diventa azione.
Devo dirlo all’analista.
Ne sarà contento.

“Spiegami,allora” dico.
Sono tranquillo.Respiro profondamente.

“Ti spiego,visto che non capisci.”.
Mi mette alla prova,il primo dei non eletti.
Anche il pensiero della pulizia del suo sangue dalle mie scarpe, con una salvietta del localino, mi sfiora soltanto.
Due a zero per l’analista.

“Sì,grazie.Spiegami.”
Respiro forte.
Uno del gruppo,che è stato consigliere comunale tempo fa, ha sentito .
Ha anche udito il mio respiro.
Si china sull’orecchio del primo dei non eletti.
Gli bisbiglia qualcosa.
Qualcosa di efficace.
Perchè il primo dei non eletti adesso è un po’ meno convinto.
E’ come se lottasse per non mandarmi a fanculo,trattenuto dal fatto che mi deve spiegare, e quell’altro gli ha detto qualcosa.

“Noi non siamo un partito . Io odio i partiti. Tutti noi odiamo i partiti. Siamo un gruppo che cambia le cose. Perchè noi le cambiamo, le cose.”

Respiro.Parto.
“Ecco,questo l’ho capito. Ma la vita media di una lista civica è tre anni. Poi sparisce.Tutti hanno altro da fare.Purtroppo restano i partiti. C’è il Pd che è in coma,in questo paese. Prendetevelo. Siete tanti e tutti giovani. Formate il gruppo dirigente.Alle prossime elezioni comandate voi.Vincete voi E fate tutto il cemento utile che volete.Cambiate le cose che volete. E magari date anche qualche aiuto a ‘sti poveri elettori di sinistra, che non san che cazzo fare”.

Risata.
Il primo dei non eletti mi guarda.
“Tu non hai capito.Non hai capito proprio un cazzo.”

Aridaglie.
Santo analista,aiutami tu.
Respiro.
“Cosa,non ho capito?”
La mia domanda è come il colpo d’avvertimento delle navi quando operano i blocchi navali: dopo questo, ti sparo addosso.

Il primo dei non eletti non bazzica natanti, a quanto pare.
Riparte.
“Non hai capito che a me, a noi ,non frega un cazzo degli elettori di sinistra. Non ce ne frega niente. Vadano a fanculo,gli elettori di sinistra.Vadano a fanculo loro e quelli che votano.Noi facciamo per conto nostro. Non ce ne frega un cazzo degli altri. Chiaro?”

L’ex consigliere,quello della frase bisbigliata, è bravo.
Capisce al volo.
Si mette tra me e il primo dei non eletti.
Mi mette una mano sulla spalla.
“Ti va una sigaretta?”

“Sì.Sì,mi va.”

Mi alzo.
Esco a fumare con l’ex consigliere.
E’ bravo davvero.
“Oh,hai visto come si è fatta bella la Roberta? Figa,eh?
Dice, passandomi una camel.

State bene.

Ghino La Ganga

4 Responses to “Fedele alla linea.”

  1. Neoalfa Says:

    Sei sicuro che l’analista stia facendo poi quel buon lavoro? Frenare le emozioni è generalmente autolesionista. Non vedo perché dovresti soffrire tu quando intorno a te un bel mucchio di persone ha tanto da imparare dalla sofferenza. Sii di sinistra e condividi con gli altri l’esperienza.
    Risparmieresti sull’analista e aiuteresti la gioventù a crescere o li stroncheresti nel tentativo. Poco democratico invero ma la politica è una giungla.

    Saluti.

    • anskijeghino Says:

      per Neoalfa:
      dunque,non so se il reprimere le emozioni sia negativo: tuttavia se è vero che si soffre a non fracassare la testa a un coglione,il risultato è di non passare la serata in caserma.
      Ritengo dunque che lo psicanalista stia facendo un discreto lavoro.
      Di sinistra non so quanto sono:mi sa pochino,visto che dopo la camel ho pensato che il primo dei non eletti e la sua lista possono andare a farsi inchiappettare; se poi ciò avverrà nella giungla,stiano attenti al primo gorilla arrapato che incontrano.
      La serata ha confermato che la tipa di nome Roberta è in effetti una bella figa: ma questo non ha colore politico,ne converrai.
      Grazie per la lettura, stai bene.
      Ghino La Ganga

  2. ruzino Says:

    Suggerimento n. 1): la prossima volta ti porti dietro l’analista, che sia anche esperto di jeet kun do, e lo metti alla prova; n. 2): oppure si va a giocare a biliardo, possibilmente stecca all’italiana; n. 3): Roberta.


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