Mamma mia,ho visto Baarìa.

settembre 28, 2009

Con la Sicilia da cartolina che in realtà il set l’han fatto in Tunisia.
Con i canditi, il sole,la miseria colorata e pittoresca, Beppe Fiorello venditore scemo che ripete sempre la stessa battuta e la cambia solo a fine film; con la famiglia che è bella, ma così bella che sembra quella del mulino bianco se non fosse che il mulino bianco è da un’altra parte.
Con i poveri sempre buoni,solidali e vergognosi della miseria; con i ricchi che son ricchi dunque cattivi, i fascisti teste di cazzo, i politici tutti ladri tranne quelli del pci.
Con le donne siciliane che sono belle a prescindere,anche quando sono megere; e gli uomini siciliani che sono fighi a prescindere, anche quando fanno incazzare da quanto sono idioti.
Con le autocitazoni continue sul filone nuovocinemaparadiso-l’uomodellestelle-malèna tutto di seguito, dove finisce un’autocitazione comincia l’altra: il bambino genietto che scambia le figurine con pezzi di pellicola di films famosi, la sala del cinema dove il letterato del paese che sa leggere legge le didascalie ; la mezza tetta nuda della Bellucci,i contadini che prendono le terre,la moglie che siccome è bella (insomma…)è anche brava,colta e paziente; i figli che siccome sono figli di due belli&progressisti non possono che essere belli,bravi,colti,intelligenti e destinati a occupare il futuro del paese.
Con le citazioni sguaiate di Fellini, di Rosi e di chiunque vi venga in mente, tanto c’è di sicuro; la Chiatti che fa la Marianna del sessantotto francese che (non si sa come) viene a cantare in francese ai cortei in Sicilia:così ci scappa anche la citazione di quella cazzata di The Dreamers di quel trombone di Bertolucci e siamo a posto, anche questa è fatta.
Eppoi Gullotta che fa Gullotta, Bova che fa Bova,la Molina che fa la Molina e la Sastri che fa la Sastri, Lo Cascio che siccome interpretò Impastato ora,per contrappasso, fa lo scemo ( è una novità? boh…),Lo Verso che fa non un Lo Verso qualsiasi, ma Lo Verso sofferto,e già che c’è si dà anche una zappata sui piedi.
Perchè alla fine sei lì seduto che non ne puoi più perchè dura due ore e mezza,ti incazzi perchè ‘sto film non ha nemmeno il coraggio di buttarla in caciara da Bollywood,così almeno vi fareste quattro risate ; sicchè smadonni,disturbi quelli della tua fila, quelli che son venuti a vedere il film con te,che siete in otto te compreso.
Che son amici veri, poveretti, non ti dicono di star zitto.
Anzi, non san proprio che dire, nemmeno quelli più schierati a sinistra,che di ‘sti minchia-minchia films non se ne può più,vada a cagare anche il commissario Montalbano.

Sarà perchè anche a loro,a quelli che son lì con te, viene in mente l’atroce dubbio.
Un dubbio che è un po’ han lì, non riescono più a nasconderlo : chissà come sarebbe stato, se a governare la Sicilia, fossero stati i comunisti di ‘sto film dei miei coglioni.
Quelli che,dice Tornatore, eran poveri ,ma andavano a farsi fare i vestiti su misura dal sarto;andavano in vista in Urss e tornavano dicendo d’aver visto “cose terribili” e si fiondavano alla prima processione di santo utile; poi dichiaravano morti i compagni socialisti “che sbagliavano”, ma li abbracciano come nel libro cuore; non avevano occupazione, ma se emigravano in Francia per trovare lavoro ( la sera che c’era sanremo in tv) poi tornavano freschi come rose e perfino più eleganti.
Magari non sarebbe diverso del governo di quei quattro mafiosi da operetta che,dice Tornatore, se facevan secco un sindacalista era solo per fornire punti di riferimento turistici tra le montagne e far vendere bottoni da lutto; o di quei democristiani che – ciechi ,quanto i loro elettori – occupavano consigli comunali e scranni da assessori per arraffare bustarelle e favorir piani regolatori devastanti.
Magari non sarebbe stato diverso: questo è il dubbio.
Intanto Berlusconi produce.

State bene.
Ghino La Ganga