Uno pensa: no, a me non mi puo’ succedere, succede agli altri, a quegli stronzi che si incontrano quando fai la spesa o quando vai a votare Franceschini alle primarie.

Uno pensa: e’ come quando uno era piccolo, piano piano certe cose si accettano, ma altre, altre no, eh no, avevo ragione quando le ritenevo impossibili quando avevo un anno e le ritengo impossibili anche adesso che ne ho quasi 40.

Uno pensa: non puo’ succedere che un amico, uno tra i migliori amici, forse il migliore amico, mi pugnali alle spalle cosi’.

E invece e’ successo. E sono qui che piango. E allo strazio, tra le scatole di biscotti svuotate e le bottiglie di Martini scolate, aggiungo quel sentimento stranito e assurdo che mi pervade mentre faccio il “refreshing” della pagina online del Corriere, all’infinito.

Non doveva succedere, ma e’ successo. Ed e’ successo proprio a me.

Ed io Ghino, non so se potro’ mai perdonarti. Anzi non ti perdonero’ mai. Ma come, Rutelli sta per abbandonare il Partito Democratico e tu non mi tieni adeguatamente informato?

Meritavo questo? No, dimmelo, perche’ almeno ci purifichiamo la coscienza e la schiantiamo.

Meritavo questo io, che per ammazzare la nostalgia mentre sono dall’altra parte dell’Atlantico mi rileggo la legge Gentiloni, gli interventi di Maccanico, riprendo in mano il vecchio piano di Parisi contro i partiti?

Eh no Ghino, non lo accetto. Qua si parla di RUTELLI, mica di un Latorre o di uno Sbobba qualsiasi. Qua si parla di leadership, di fusione di culture che hanno fatto solo il bene del paese, di futuro, di speranze, di primavera, di Ulivo, di primavera dell’Ulivo.

Te lo ripeto: RUTELLI, quello del portale del turismo, quello della svolta cattolica, quello che porta in dote i teo-dem, quello che a suo tempo era il delfino quasi perfetto di Pannella, quello che al Partito Radicale il martedi’ ci sono Cappato e Perduca che si spellano le mani e votano le mozioni al 94%, mercoledi mattina le sconfessioni di Pannella, mercoledi’ pomeriggio’ i fischi di Perduca e Cappato, e il giovedi’ Perduca e Cappato manco si ricordano che era nel partito fino al giorno prima.

Si’, lo so, RUTELLI era il delfino quasi perfetto (quello perfetto era Capezzone), pero’ non accetto di non venire informato mentre una delle personalita’ piu’ luminose della sinistra italiana e quindi mondiale sta per uscire dal Partito, dall’indispensabile Partito Democratico, ed io sono dolorosamente all’oscuro.

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Come puoi farmi apprendere queste notizie dai giornali? Come puoi costringermi a dover ordinare via internet quell’imprescindibile volume, “La svolta. Lettera ad un partito mai nato” dal titolo cosi’ profetico e immaginifico, presentato oggi dal grande leader? Come non mi puoi rassicurare che hai gia’ provveduto a farmi avere il geniale volume in cui si denuncia il complotto, la svolta socialdemocratica del PD che non riesce a dare spazio sufficiente a Paola Binetti e al vero dialogo col mondo cattolico? Dopo Veltroni, stiamo per perdere il migliore, e tu Ghino stai zitto.

Devo pensare che e’ un tuo piano per farmi morire a poco a poco? Non rendermi partecipe dei travagli dell’unica forza sana in Italia?

Non mi puoi fare questo. Avrei preferito che mi avessi investito con la macchina, o che mi avessi accompagnato a una riunione di sezione di Sinistra e Liberta’.

Se vuoi anche solo sperare di riconquistare la mia amicizia, devi IMMEDIATAMENTE fare un resoconto dettagliatissimo degli eventi, cospargendoti il capo di cenere.

Perche’ non e’ solo l’amicizia di Anskij in pericolo, tu mi insegni, ma il destino dell’Italia.

Adesso basta, torno dai biscotti e dalle bottiglie di Martini, quelle piene.