Caro Ghino,

Possiamo ormai dire di avere felicemente rinsaldato quell’antico legame che ci rende uniti, inseparabili come l’UdC e i voti mafiosi, come il Papa e i distinguo del Pd sui discorsi del Papa, come Veltroni e l’Africa, come D’Alema e le regionali. Ed io proprio di questo volevo scriverti, e spero mi perdonerai se faro’ riferimento, per quanto riguarda le culture in oggetto, ai piu’ luminosi rappresentanti dei vari partiti post-comunisti come “i DS”, dato che me li sento ancora vicini – e troppo prematuramente dismessi – tanto quanto la Margherita.

Ora, la domanda che io volevo porti caro Ghino, e’ questa: come e’ possibile che nessuno si renda conto che, unitamente a quella cattolica, la cultura marxista in Italia e’ ancora cosi’ viva, vitale, sbarazzina, piena di idee, e soprattutto propugnata da un gruppo di instancabili ed intelligentissimi araldi che appunto ci fanno venire tanta nostalgia per quelle belle battaglie congressuali DS?

Come e’ possibile che nessuno si renda conto che la “diversita’” del PCI, cosi’ bene descritta da Pasolini, e’ ancora cosi’ presente e ben radicata tra noi?

Voglio segnalarti solo un episodio di questi giorni: come sai, lo scudo fiscale recentemente approvato e’ riuscito a passare anche e soprattutto per le assenze tra le fila del Partito Democratico. Lungi dall’essere un demerito, ti segnalo questa bellissima intervista a D’Alema, il quale fa presente “di non essere stato informato” su come quella sullo scudo fiscale “fosse effettivamente una votazione importante”. Il link e’ qui, su http://www.youtube.com/watch?v=0WBZE7nkvPo.

Momenti straordinari come questo, nel quale il Partito Democratico si prodiga per non intralciare il lavoro delle camere e di Berlusconi, e quindi in ultima analisi per il bene di tutti, fanno il paio con altrettanto meravigliose pagine della storia del PCI, tipo quella della conversione in legge del decreto sulle frequenze ad opera del governo Craxi, scelta rivelatasi poi giustissima e che ci ha consegnato il grande paese che abbiamo oggi.

E vogliamo poi dimenticare quella leggendaria direzione nazionale del Marzo 1974, quando Cossutta – proprio lui! – tuonava contro fondi neri e tangenti a livello locale, e il responsabile dell’Emilia suggeriva “gradualita’”? Per tacere poi dello straordinario intervento della grande Nilde Jotti, che suggeriva di “investire le tangenti in scuole e asili nido”, mentre Quercioli, con quel sapiente pragmatismo che lo avrebbe peraltro contraddistinto nella onestissima e trasparente giunta Tognoli a Milano, faceva presente che “le tangenti continueranno a esistere, ma senza i comunisti non si rilasciano le licenze”?

Altro che diversita’ antropologica di Pasolini, altro che Berlinguer! Qui, piu’ che l’uomo nuovo, abbiamo addirittura una riscrittura del genoma, virata verso un impegno e una limpidezza intellettuale come mai si sono visti dalle nostre parti.

Il che ci porta ai nostri giorni, al governo D’Alema, a Veltroni, a Latorre, ai DS emiliani, a Velardi, a Rondolino, a Minniti, insomma a tutto lo staff della volpe del Tavoliere, e poi a Fassino ed Anna Serafini che tanto si spende per il dialogo con l’altra cultura che solo del bene ha fatto al paese. Per tacere poi di tutte quelle altre grandissime personalita’, alle prime, alle seconde, alle terze, alle quarte, alle quinte e alle seste linee ex-DS. E mi fa ricordare una bellissima frase di Castagnetti, che a suo modo e genialmente unisce le due culture: “Per noi cattolici il Papa e’ il vicario di Dio in terra e quindi possiamo obbedire solo a lui, e questo i DS ormai dovrebbero averlo capito”.

Ora io Ghino ti chiedo: ma secondo te, dato che abbiamo avuto cosi’ tante riprove della loro genialita’, inscritta poi nella loro diversita’, perche’ ancora non l’hanno capito? Oppure forse l’hanno capito ma fanno finta e vorrebbero altri esempi? Te lo chiedo perche’ nessuno come me, o come te, ha a cuore il Partito Democratico e appunto le due culture, meglio se unite.

Un abbraccio,

Anskij