Ecco, se volete far pace con il cinema, se volete disintossicarvi di tutte le cazzate oscene che vi propina Tornatore in Baarìa, se volete restar seduti lì a guardar lo schermo e mai l’orologio, come non vi capitava da tempo,andate a vedere l’ultimo di Tarantino.
E’ un grande,il Quentin: un ripasso di storia del cinema senza distinzione tra pellicole “alte” e “basse”,tutte trattate con pari dignità, senza soluzione di continuità dai films di Pabst a quelli di regime della Riefensthal, al cinema di serie b di Castellari, o a quello di serie zeta di Margheriti, citato per nome e cognome; ai western con le scene cucinate lentamente, per esplodere dopo apposita cottura; alla violenza paradossale,scatenata,gratuita,ai richiami che arrivano perfino a Godard, ad Aldrich, a tutti quelli che sarete in grado di riconoscere.
Attenti bene,però: non è una gara, nè una competizione per fighetti che devono scoprire chi ne sa di più; perchè per fortuna il Tarantino ha ben chiaro che lo spettatore deve divertirsi, e non sentirsi preso in giro perchè non afferra al volo.
Ecco la differenza,cariVoi: un pomposo trombone come Tornatore non fa che citare grandi registi con pacchiano compiacimento, o autocitare le proprie pellicole con una spocchia che dopo tre minuti ha già rotto i coglioni; in questo, degno erede del più trombone di tutti, quel Bernardo Bertolucci che con il micidiale uno-due di “Io ballo da sola “ e “Dreamers” aveva già sfondato miliardi di testicoli.
Tarantino no, Tarantino mai: solo divertimento, come al cinema deve essere.
Sarà per quello che durante Baaria m’è venuta quella lombaggine che, durante Bastardi senza Gloria, mi s’è attenuata.
E sì che grazie ai casini per prenotar biglietti al multisala di Rimini in gruppo eravam finiti divisi in pattuglie: sei di sopra, tre di lato, due di sotto, io in prima fila, che vedevo pure male con il collo all’insù, per due ore e mezza.
Che son volate, per la miseria, fino all’applauso finale spontaneo di tutta la platea al completo, me compreso.
Andate a vederlo subito; anzi, se siete reduci da quell’accidente di Baaria, andate a vederlo anche stasera stessa.

State bene.
Ghino La Ganga

Oggi lo voglio dire: c’è una parte di questa nazione che ce l’ha con me, ed è una parte che è minoranza, ma anche maggioranza per come controlla ogni mio passo.
Insomma: maggioranza o minoranza?
Boh,e chi l’ha mai capito.
Però è una parte.
E’ quella parte che mi impedisce di avere tutti i soldi che senz’altro merito,che mi impedisce di parcheggiare dove cazzo non solo merito, ma voglio; quella parte che mi contesta come abuso edilizio perfino il solo desiderio di ampliare il garage.
E’ quella parte che fa sì che,in almeno due casi su due, una donna mi dia il due di picche e mi respinga.
E’ chiaro che è un complotto.
Dura da anni: vogliono incastrarmi,rendermi la vita impossibile.
A me, che merito tutto, che sono intelligentissimo, bellissimo,giovanissimo,adorato dai miei elettori ( mamma,papà e sorella,parenti romagnoli e toscani,amici vari,ragazzotte allegre,qualche compare di partito ),ed odiato solo da una sparuta pattuglia di gentaccia squalificata( ex moglie,ex suoceri,alcune ex fidanzate,un paio di ex amici per questioni di cd prestati e mai restituiti,un altro paio per una punizione tirata dritta nei coglioni,qualche ex componente di consiglio e giunta comunali).
Sono gli stessi che, quando alle elezioni da rappresentante di classe al ginnasio vinsi per un voto (il mio) ,me ne dissero di tutti i colori: quei comunisti del cazzo,che non accettavano il verdetto delle urne, che non avevano capito che la storia era contro di loro.
Insomma: è ora di dire le cose come stanno, cari voi.
Ma io vado avanti.
Vado avanti perchè è la gente a chiederlo, perchè la gente mi vuol bene.
Mica come quel buzzurro di Presidente della Repubblica, che mai si è degnato di farmi una,ma dico una telefonata; mica come certi conduttori di spettacoli di informazione (sic) ,tutti schierati contro di me, solo perchè non mi conoscono e non ho mai partecipato a un reality.
Io vado avanti.
Da domani.
Anzi,da oggi: meno male che Ghino c’è,stronzi.
Oh,cazzo,guarda te.
‘Sto zoloft è scaduto.
Me ne accorgo solo adesso.
E’ proprio un complotto.

State bene.
Ghino La Ganga