Una vacanza dell’orco.

ottobre 19, 2009

L’ho riletta tre volte. Dunque posso trascriverla: è proprio così.
Si tratta dell’intervista a Franco Manzanato, assessore al turismo della Regione Veneto, pag.25 di Italia Oggi di venerdì 16 ottobre scorso, in occasione della presentazione del festival “Veneto:spettacoli del mistero”.
Trattasi di inziativa turistica,volta a promuovere luoghi misteriosi e fiabeschi della regione.
Dice, il brav’uomo:
“L’idea è semplice e suggestiva, perchè crea un’offerta nuova rispetto a ciò che esiste da secoli in ogni parte del Veneto, dove gli spiriti del territorio, le ninfe e i fantasmi ci sono, e sono ricordati da ben prima che si sapesse che esisteva la Scozia, con i suoi spettri che sembrano andare per la maggiore.”

Cavoli: Highlands, fatevi in là, che arriva il Polesine. Prosegue,il Manzanato:
“C’è anche qui da noi un mondo ovattato e immateriale cui abbiamo voluto dare realtà concreta, per lo più benevolo, di certo dai contorni indefiniti ma terribilmente reali nella tradizione orale, del quale fanno parte molti esseri e spiriti, come le anguane custodi delle acque, ora mostruose ora bellissime, i mazaruò, i santi e i miracoli, le devozioni popolari, la mitologia greca e latina, i diavoli e i pentiti (sic), i misteri d’amore e le passioni, senza dimenticare draghi e orchi.”

Già,ci mancherebbe. Come dimenticare draghi e orchi,sebbene si sia tutti abbagliati dai pentiti?
Andiamo avanti.
“Posso assicurare che non sono luoghi di terrore, ma di emozioni, di sensazioni straordinarie; angoli di territorio affascinanti e bellissimi, ricchi di ospitalità, resa eccellente da menù da buongustai”.

Ah,ecco. Ora, il pre-finale.
“Perchè nel Veneto, santi e mostri, ninfe e maghi, amano anch’essi la qualità della vita che una terra unica e vitale come la nostra sa dare al più alto livello; la cercano come noi mortali, con i suoi sentimenti, i sapori, la bellezza esteriore di luoghi non raccomandati o venduti”.

Indi,il finalone.
“Se ci sono loro, ci sarà certo il timore dell’ignoto e l’ansia di svelarlo, ma in ogni caso si vive bene. Vi invitiamo dunque a novembre a visitare questi luoghi con noi.”

Osta,Assessore Manzanato: Lei ci imbarazza, perchè qua in Emilia Romagna eravamo ancopra fermi agli ufo e ai dischi volanti scambiati per tortellini.
Prova ne sia che siam dietro al Veneto come numero di turisti, distaccati (come recita Lei) “di almeno venti milioni di presenze”.
Sicchè ascolti, non faccia il difficile.
Noialtri, ovviamente preceduti dalla guida locale Galatea ( che reca il nome d’una Ninfa,ma guarda te la coincidenza), in Novembre si viene tutti in vacanza a casa Sua.
Lei sia gentile, ordunque: mostri la vera ospitalità del Veneto e ci somministri quel che consuma Lei; vino o altro non importa, perchè comunque non deve esser male, a giudicare dagli effetti esilaranti che provoca .
L’importante è che a servirci il tutto sia non dico un’anguana, non dico un mazaruò ( che cacchio è,tra l’altro?), non dico un mago o un santo.
Ma almeno un orco, un pentito, o direttamente un orco pentito, ce lo rimedia come cameriere?
Altrimenti, chi ci assicura che lì si vive bene?
Vorrà mica rifilarci quella tipa travestita da fantasma di Bianca di Collalto che stava nella foto con Lei!
Scusi,eh!
State bene.
Ghino La Ganga

2 Responses to “Una vacanza dell’orco.”

  1. frap1964 Says:

    Googlando… 😉

    Il Mazaruò della Val D’Oten (Belluno)
    Nell’incantevole Val D’Oten, racchiusa tra le Marmarole e l’Antelao, fioriscono piante assai rare fra cui la scarpetta di Venere. In questa zona, nel comune di Calalzo di Cadore, si racconta che vivesse il Mazaruò, un folletto vestito di rosso, con capelli lunghi e aggrovigliati, viso grinzoso e berretto a punta. Se costui si imbatteva in qualche bambino o giovane adolescente, gli faceva perdere l’orientamento, lo rapiva e lo portava a percorrere i sentieri più pericolosi. Un giorno il Mazaruò, vedendo una donna che raccoglieva della legna, si trasformò in un pesante ramo e si fece trasportare nella sua gerla fino al capitello nei pressi della chiesetta di Caravaggio. Lì, con una gran risata, si trasformò di nuovo in folletto e sgattaiolò via prendendosi gioco della malcapitata.

    • anskijeghino Says:

      per Frap1964:
      ah,ecco.
      E io, che pensavo fosse il nickname dell’assessore Manzanato.
      Vedi, a non sapere le cose.
      Grazie per la lettura,stai bene.
      Ghino La Ganga


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