Porte.

ottobre 27, 2009

porta

Ecco, io non è che vorrei tornare agli anni ottanta perchè ero giovane,per la musica,per il disimpegno, per la spensieratezza,per il pentapartito,per DriveIn,per L’astatosta,per il monclèr le timberland le fuoristrada o chissà che altro, ma perchè una sera del luglio 1985 andammo tutti in banda –almeno venti,ragazzi e ragazze – in una discoteca tra Riccione e Misano dove si eleggeva la Miss del locale,mettiamo MissBiba tanto per dire,e ci piazzammo nelle prime due file stile militarizzazione del posto, e tra gli altri c’era questo mio amico sanmarinese che come tutti i sanmarinesi la cazzata non è che la fa,ma la crea con una certa arte e cattiveria, e fece casino tutta la sera urli fischi schiamazzi;poi salì sul palco la MissBiba dell’anno prima (1984) che faceva la strafiga e diceva di saper ballare, “allora,non ci balli qualcosa?” chiedeva il presentatore in giacca di lino bianca, certo che vi ballo qualcosa,”sì,ballaci una bella mazurka” sparava il sanmarinese tra le risate, e MissBiba 1984 che faceva la sostenuta ignorando il casino, poi inziava la danza ,una cosa assurda a mezza via tra Giselle e La Storia infinita,ed il sanmarinese ogni due passi le urlava “ma la sai fare la sforbiciata?” e lei ignorava piroettando, ma le veniva da ridere, era chiaro perchè cercava di concentrarsi ma torceva le labbra, e quello indomito, “ma la sai fare la sforbiciata?”, ogni dieci secondi; lei poi cominciò a guardare in platea con aria di sfida, proprio lui,guardava, e lui minimamente imbarazzato che incalzava “ ma allora, ‘sta sforbiciata?” e giù risate generali, sicchè lei a un tratto partì e la fece,la sforbiciata, una sforbiciata che non c’entrava una cazzo, fatta solo perchè ormai non se ne poteva più, ma non s’era data lo slancio giusto e la sforbiciata finì in un mezzo cristo, un volo della miseria, patapàm,lunga distesa a culo sulla pedana, un male della madonna, una botta incredibile, con lei interdetta per qualche istante il presentatore in lino banco preoccupato che voleva interrompere ma lei eroica che si rialzava e finiva,finiva come poteva dolorante ,fulminando il sanmarinese che infieriva “ ma insomma, avevi detto che la sapevi fare,la sforbiciata” noi tutti a ridere, finì ‘sta danza assurda, il presentatore di lino vestito che recuperava centro scena e serata, ”avete visto come è stata brava MissBiba 1984,mica come questi cattivelli qua davanti” indicando proprio noi, con in testa il sanmarinese scatenato,che mica smetteva,anzi continuava, ” mica ho fatto niente,io, è lei che dice che sa fare e poi non sa fare”, ormai ballava tutta la discoteca di risate, tutti giù a ridere, anche MissBiba con il culo a pezzi,il presentatore che dava un tono, le candidate MissBiba 1985 che ridevano anche loro, noi non ne parliamo,paonazzi ormai senza fiato, ridere ridere come poche volte,diosanto che roba.

Ogni tanto imbocco queste porte nel mio passato,tutte d’un fiato.
Non so perchè.
Scusate.

State bene.
Ghino La Ganga

Nella tomba,un politico dc che si ribalta: cazzo, ma proprio in quella via dovevate finire?
Nei monolocali,i trans che non han ben deciso se esser uomini o donne, sicchè assommano la cattiveria dei primi all’isteria delle seconde,per soli cinquemila euro a botta.
Per strada i carabinieri: che si son stancati di giocare a guardie,sicchè adesso giocano a ladri.
All’angolo un sedicente fotografo, che quando ti telefona assume il tono di vero interprete dello spirito del tempo: ho queste foto di te che t’ingroppi una capra; secondo la mia morale -che è quella corrente-valgono cinquantamila euro, trattabili a trentamila; tu intanto paga, che tanto un anno dopo le pubblico uguale.
All’attico, quelli dei media; in genere gay cattolici, che visionano i filmati ma non li divulgano, come a dire ai lettori: pappappèro, schiattate, voi che al massimo vi vedete uno che s’ingroppa una capra su you tube.
Nel superattico, un premier che finalmente ha trovato un pirla con gusti diversi dai suoi, e non vede l’ora di farglielo notare: vedi te, coglione, a evitare le mie feste in sardegna.

Nell’auto blu che s’avvicina, un pataca : così incapace di fare i conti con la sua sessualità da scombinare la vita di tanti, mugliera, figlie,suoceri, vice,portaborse,portafogli,portafigli, assegni.
Capace solo di farmi tanta pena.

Abbia cura di sè,Marrazzo.
Se serve uno psicanalista, Le passo il numero di uno bravo.
Così,almeno Lei, deciderà cosa vuole essere.

Stia bene; stiano bene anche i lettori.

Ghino La Ganga