Pornoterapia.

ottobre 28, 2009

(Avviso:questo post è vietato ai minorenni e a chi non ammette situazioni crude e un linguaggio diretto. Tanto lo leggerete lo stesso, ma io v’ho avvisato. Come colonna sonora suggerisco “Like something 4 porno” di Felix Da Housecat.)

Stava male,Francesco.
Male al diaframma,lo chiamano: quel dolore che ti prende quando ti senti inadeguato.
La morosa Antonella l’aveva lasaciato da un bel po’.
Il problema era stato il come: l’aveva sputtanato in giro.
Un cretino.
Un inetto.
Incapace.
Pressochè impotente.

Antonella era libera,adesso.
Libera e gioconda.
Lo si vedeva bene, da come se ne stava appollaiata sugli sgabelloni da aperitivo, al momento dell’aperitivo, nei luoghi dell’aperitivo, nelle zone da aperitivo, in centro o al mare.
Insieme alle amiche: ridere e ridere.
Sempre a ridere,stavano.
Messaggini.
Aforismi su Facebook.
Feste.
Ragazzi.
Uno diverso a settimana.
Ma anche lo stesso ogni due settimane .

Francesco stava male.
Al diaframma.

Carlo era amico di Francesco.
A Carlo,Antonella stava qui, sul gozzo.
Gli stava sul gozzo da quando aveva capito che ci sarebbe potuto anche andare a letto,perchè lei ci sarebbe stata, nonostante lui fosse un amico di Francesco.
Perciò gli stava sul gozzo anche di più: gli veniva proprio il nervoso, quando la vedeva nei bar vari a far la spaccona.
Evitava di parlarne a Francesco, nonostante le continue domande di lui: “L’hai vista? Dove era? Con chi era?”.

Carlo era preoccupato.
Francesco si stava rimbecillendo.
“Mi sa che mi guardo un porno,stasera.”
“Ah,vabbè.Se non hai di meglio.”
“Cosa ho di meglio?Dimmelo tu…”

Carlo pensò che bisognava intervenire.
No: non con la solita amica cretina da presentargli.
No.
Qui ci voleva roba seria.
Terapia.
Ma fatta da gente brava.
Parlò con Guido,altro amico di Francesco.
Lo coinvolse.
Guido era uomo di mondo.
“Ci vogliono due come dico io.”
“Ma non basta una?”
“No. Due. Ce ne vogliono due. Altrimenti quello si fissa con una, e siamo daccapo.”
“Ah.Bah.Forse hai ragione.Due, allora.”

Gli presentò Jessica e Pamela,viste su internet.
Brasiliane.
Una mora, l’altra bionda.
Due schianti.
Jessica aveva la pelle ambrata, i capelli scuri lisci,il sedere tondo e alto, il seno abbondante,ritoccato dal chirurgo.
Anche Pamela aveva sedere tondo e alto e seno ritoccato dal chirurgo, ma i capelli erano lunghi e biondi e gli occhi erano verdi,merito degli antenati tedeschi.
Carlo parlò con le due ragazze, accompagnato da Guido.
Si trattava di recuperare un amico, il Francesco.
Bisognava esser dolci: il Francesco stava male. Stava male in ‘sto cavolo di diaframma.
Jessica e Pamela capirono,annuirono.
Ci avrebbero pensato loro.
Tutto stava nello stabilire dove,come e per quanto.

Il dove : la casa di Francesco,disse Carlo.
Altrimenti quello si spiazza,gli viene il panico,mi va in crisi.
Meglio ricominciare da un ambiente domestico.

Il come lo decise Guido,invece.
Meglio una volta a settimana.
Meglio se di sabato o di domenica.
La prima volta Jessica.
La seconda Pamela.
Dalla terza settimana, entrambe .

“Che dici? Con due in una volta?” chiese Carlo,sbigottito.
“Sì. Così si guarisce del tutto,credi a me.” sentenziò Guido, nell’approvazione di Jessica e Pamela.

Il quanto, fu meno difficile da decidere di quanto si pensasse.
“In genere, per un pomeriggio, prendiamo cinquecento euro l’una.” riferì Jessica.
“Ma quanto è lungo, il pomeriggio? “ pignoleggiò Carlo.
Jessica e Pamela si guardarono.
“Come è, il vostro amico Francesco? Avete una foto?”
Carlo ne aveva una, sul telefonino.
“Mh.Carino. Okay,facciamo così: la domenica lavoriamo meno. Perciò per cinquecento stiamo fino a sera. Va bene? Poi,se capita che abbiamo un sabato sera libero…magari stiamo di più anche il sabato”.

Affare fatto.
Il primo sabato Jessica era libera.
Offrì Carlo.
Aveva parlamentato a lungo con Francesco,per convincerlo ad accettare.
Alla fine gli aveva perfino messo le mani addosso. Sul bavero della giacca.
“Svegliati,testa di cazzo. Svegliati. Ti vogliamo bene, l’hai capito o no? “
Alla fine Francesco aveva detto sì.
Non sapeva bene nemmeno lui perchè.

Jessica arrivò alle tre di pomeriggio di sabato.
Era bellissima.
In jeans e camicetta bianca,con il seno che tendeva la stoffa..
Era brava,Jessica.
Si sedettero sul divano.
Lei cominciò a baciarlo, con molta dolcezza.
Si abbracciarono.
Si spogliarono.
Andarono a letto.
Per Francesco fu come imparare tutto di nuovo: lei era paziente, calma,lo toccava nel modo giusto,lo fece abituare al preservativo lentamente,infilandoglielo con la bocca.
Venne un paio di volte,Francesco.

La domenica della settimana seguente, arrivò Pamela.
Con quella cascata di capelli biondi.
Il taxista che l’aveva portata, a momenti, sfondava il cancello della casa di Francesco per guardarla mentre scendeva.
Appena vide Francesco, lo abbracciò.
A lungo,lo tenne lì abbracciato.
Lo coccolò.
Lo baciò e lo portò a letto.
Lei lo guidò, ma Francesco cominciava ad essere meno impacciato.
Venne anche lei, una volta.
“Sei dolce.Sei bravo.” disse Pamela,con una sorpresa sincera.
Per Francesco fu come rinascere.

La domenica dopo arrivarono entrambe.
Francesco lo sapeva,Carlo era stato chiaro: dalla prossima settimana devi sviluppare il tuo io.
Francesco era intimidito.
Due donne così.
Sul suo divano.
Furono brave,con lui.
Lo baciarono.
Lo portarono a letto.
Gli insegnarono come fare: con due donne è più intenso,più impegnativo, lo sapevano.
Lo tennero lì fino a sera tardi,lo fecero godere parecchio.
Era giovane,Francesco,ed era un bel ragazzo: glielo dissero.
Lui si sentì benissimo.
Il lunedì mattina Francesco fece fatica ad alzarsi: era stata una domenica tosta, raccontò a Carlo e Guido.

Il sabato dopo arrivarono ancora una volta insieme.
Francesco era molto più sciolto.
Gli insegnarono dei giochi.
Prima con la bocca.
Poi Jessica lo baciava, e gli mostrava come toccare il clitoride di Pamela con il medio inumidito, mentre lui la penetrava.
Stavolta vennero tutti e tre.

Il sabato successivo,nel letto,Pamela teneva Francesco di fianco,abbracciato per la vita.
Lo baciava sulla bocca, mentre Francesco penetrava Jessica da tergo.
Pamela lo aiutava a puntare il pene e gli diceva dolcemente “ bravo…così..così…” .
Jessica venne,forte.
Poi venne forte anche Pamela,mentre Francesco la prendeva a cucchiaio e Jessica lo leccava lì.
Non lo pensavano neanche loro,che Francesco si sarebbe sciolto così.
Quel sabato rimasero con lui fino a sera tardi, si fecero due spaghetti, guardarono la tv.
Più tardi gli fecero fare l’amore un’altra volta.
Lui le riaccompagnò a casa.
Si fermò a parlare con loro.
“La mia ex ragazza dice che sono impotente…” confessò Francesco.
“Eh?”
Le due ragazze si misero a ridere.
“Francesco,ascolta noi.Noi gli uomini li conosciamo. Stai tranquillo. L’impotenza non è roba tua.Ora vai a nanna, tesoro.Tu sei potente. Ed oggi sei stato molto,molto potente”.
Si baciarono.
Francesco tornò a casa.
Dormì come un sasso.

Il giorno dopo,domenica, Carlo e Guido erano al bar vicino al porto.
Era una bella giornata, il caffè si poteva prendere all’aperto.
Sigarette.
“Allora?” chiese Guido.
“Eh…il nostro Francesco fa progressi. Dolore al diaframma sparito.Sonno regolare e profondo.”
“Quindi?”
“Quindi, direi che con un altro paio di sedute il problema è risolto.”
“Cavolo…un altro paio di sedute… ma quanto ti costa?”
“Finora sarebbero quattromila euro. Sarebbero.”
“Come,sarebbero?”
“Sarebbero…perchè in realtà non sono.”
“Spiegati”.
“Hai presente il commendatore,il padre di Antonella,la ex di Francesco?”
“Sì…allora?”
“E’ mio cliente,lo sai,no?”
“Eh…allora?”
“Ecco: gli ho fatto installare un software supplementare costosissimo,che non serve a un cazzo e che non sapevo come fare a sbolognare. Ci copro ampiamente le spese della terapia di Francesco,e restano ancora dei bei soldi.Tutto in nero,perchè è convinto che io gli abbia anche fatto un prezzo di favore. ”
“Cazzo…geniale….”

Arrivò Antonella.
Ad un altro tavolo.
Con le amiche.
Sorrisoni.
Ragazzi che giravano attorno.
Antonella vide Carlo e Guido.

“Oh,voi.Come state?”
“Bene…”
“Mai una donna,eh? Mai una donna,voi due…..eh,cari voi…svegliatevi! Guardate qua, come siam belle io e le mie amiche!!!”

Guido si accese una sigaretta.
Abbassò la voce.
“Pensavo che….”
“..che altre due sedute a Francesco ci vogliono proprio.” finì Carlo.
“Ecco.Bravo. “
“Pensavo anche di farne due noi,di sedute.”
“Ecco. Mi leggi nel pensiero.Ci scappano?”
“Sì. Tranquillo.Bisogna solo trovare due diverse da Jessica e Pamela.Sennò è brutto, e Francesco si deprime un’altra volta.”
“Hai ragione. Giusto.”

Antonella non capiva.
Lei e le sue amiche eran troppo fighe.
Quell’idiota di Carlo.
Quell’idiota di Guido.
Stavan lì a confabulare.
Segaioli.
Impotenti.
O anche tutte e due le cose insieme,come quel coglione di Francesco,il suo ex.
Ne era certa,lei.
Lo dicevano anche le sue amiche, su Facebook.

(State bene.
Ghino La Ganga)