Basta, e’ venuta l’ora di tirare la linea. Il paese reale, quello democratico, quello delle liberta’, quello dei ciondoli a farfallina, deve scendere sul sentiero di guerra per difendere le istituzioni e i beni di Silvio Berlusconi. Dopo i recenti, inaccettabili attacchi di giudici e toghe comuniste, e’ giunto il momento di imbracciare le armi, unirsi ai 300.000 bergamaschi di Bossi e a quegli arditi che, il giorno stesso del pronunciamento della Corte (In)costituzionale, riandarono con la mente alle 5 giornate ed alzarono improvvisate barricate nel centro di Milano, mentre il popolino della sinistra, fintamente ignaro, continuava a sorseggiare Aglianico e mangiare olive e crema fritta all’ascolana. Il popolo delle liberta’, giustamente scandalizzato per quell’attacco alla democrazia, scendeva dai predellini e bruciava le macchina in piazza, mentre la sinistra beota si bruciava la gola con il prosecco.

Ma noi valorosi, che difendiamo i valori cattolici e dunque Silvio Berlusconi, plaudiamo a quei partigiani della liberta’ che, dopo gli ignobili attacchi di Mesiano e BiffoBoffo – a proposito, che dispiacere che hai dato ai tuoi genitori, che adesso sanno di avere un figlio gay! – sono entrati in clandestinita’ assieme al direttore della Voce di Rimini Franco Fregni e all’intellettuale cattolico Bruno Sacchini, ancora alla macchia per contrastare l’entrata in commercio della RU486. Ma ve lo potete scordare: la pillola della morte non sara’ mai disponibile sul nostro suolo sacro, ogni confezione che viene spillata e Gesu’ piange, e noi Gesu’ non lo vogliamo far piangere, mai. E poi, ci riconosciamo – ma no, e’ troppo poco, rendiamo grazie! -alle geniali parole del ministro Scajola, che ha reso inutili migliaia di studi pseudo-scientifici, ore di pallosissime conferenze e quintali di pagine e pagine – quanti alberi si potevano salvare! – e fregnacce del genere affermando proprio poche ore fa che “la sessualita’ e’ tra maschio e femmina”.

Si parla tanto di cambiare la Costituzione: ma perche’ sprecare tanto tempo, quando come ben sappiamo e’ stata scritta dai comunisti e quindi tanto vale stracciarla? E allora via, diamo le chiavi dello stato in mano alla nostra classe dirigente, ai Mantovano, ai Quagliariello, ai Gasparri, alle Gelmini, che i risultati gia’ si stanno vedendo. E basta con i deliri neocomunisti di un Urso o di un Fini, sull’ora di Islam insegnata a scuola! Che l’andassero ad imparare da Al-Qaeda il loro Islam, gli sporchi musulmani! Ma siamo fiduciosi, quando Maria Stella si erge a difensore dei valori cattolici, i risultati sono decisivi quasi quanto l’arcigna opera di ricristianizzazione portata avanti da Anskij, Ghino e i loro confratelli di fede.

Infatti, dice che vuole il voto per l’ora di religione, Maria Stella, ma sara’ sufficiente? Anskij e Ghino non vogliono fermarsi al semplice riallineamento dell’ora di religione cattolica, qui serve ben altro, come una completa riscrittura del curriculum scolastico in chiave cristiana, di diritto naturale e difesa delle tradizioni cattoliche in Italia. Basta scienze, ma avanti col disegno intelligente degli scienziati “piu’ preparati” e delle “ricerche piu’ avanzate”, indicati da Padre Livio Fanzaga; basta codice civile o cazzate varie, ma abituiamoci alle folgoranti visioni di Renato Farina, secondo il quale “uccidere un gay e’ meno grave che uccidere un padre di famiglia”; al posto dell’ora di ginnastica, una bella riproposizione della via crucis in onore di nostro signore ed insegnamento di marce e composizione di squadracce, al fine di sostenere fattivamente le istanze degli altri camerati che in ogni parte d’Italia, contro trans e froci, stanno finalmente riportando la moralita’ a livelli accettabili.

Ma soprattutto, vigilare. I loschi disegni dei comunisti sono ovunque: non appena D’Alema smette di parlare d’affari con Berlusconi, riprende subito le sue trame. E quindi uniti, popolo delle liberta’, in nome di Silvio, Marina, Barbara, Piersilvio, Luigi e tutti gli altri. L’Italia sono loro, siamo noi, ma solo se siamo loro.

Cara, Divina Galatea,

Anskij e Ghino sono genuinamente sollevati nell’apprendere e giudicare positivamente il tuo zelo nel personale, faticoso cammino di ricristianizzazione da te recentemente intrapreso. Eppure, a nostro insindacabile giudizio, resta ancora in te quella scintilla di renitenza e ribellione relativista che – ne convieni – sara’ nostra cura estirpare con la dovuta decisione. E’ il solo modo – tu ci insegni – per compiere il decisivo passo che oggi e’ piu’ che mai necessario, in un paese dove ancora sono purtroppo visibili focolai e rigurgiti di insubordinazione anticattolica.

Proprio cosi’, Divina: quando una ninfa quasi redenta ma un tempo – sono parole tue – rotta ad ogni perversione, si presenta cosi’ pregna di buone intenzioni, ma con ancora tanta incertezza sul cammino da intraprendere che’ la porti alla definitiva purificazione, allora Anskij e Ghino si sentono chiamati da una volonta’ superiore al perfezionamento di quei valori cattolici indispensabili a una creatura – specialmente di sesso femminile – che voglia dirsi conforme alla cultura del nostro paese, alle tradizioni cosi’ santamente propugnate dal nostro premier, alla legge naturale come ce la insegnano Sua Santita’ e le loro Eccellenze ed Eminenze illustrissime.

Perche’ – e scusa il cambio di tono – quando una donna scherza con Anskij e Ghino sui valori cattolici, allora son bacchettate. Dure. Sode. Gravi. Nodose. E frequenti.

A tale proposito – e qui la lungimiranza di Ghino emerge in tutta la sua potenza – e’ stata approntata una cappelletta segreta nei sotterranei della sua nuova residenza, dotata di tutte le attrezzature del caso. Crocefissi, rosari, cilici, ostie consacrate, e soprattutto unguenti lubrificanti sapientemente preparati con la miracolosa soluzione che proviene dal sacro suolo di Lourdes.

Per prima cosa, apprezziamo la tua rinnovata volonta’ di stare in ginocchio per espiare le tue – ancora brucianti – colpe. Ben educata in questo dal nostro osservantissimo premier e dal senso del dovere di Mara Carfagna e delle altre officianti, hai capito che in ginocchio si riflette meglio, si riesce perfettamente ad intuire la portata, il prodigioso getto di beatitudine che profluisce dal duro insegnamento delle scritture, la gravita’ delle argomentazioni della dottrina che, se afferrate in modo deciso e gentile allo stesso tempo, risultano in una esplosione di grazia e pacatezza interiore, figura di quella manna che piovve dal cielo sul popolo eletto e che fece loro rompere il digiuno.

Passata questa imprescindibile fase, sara’ la volta di un serrato ma indispensabile interrogatorio sul catechismo, nel quale la doppia sollecitazione del credo, ancora dirtto e ben pieno di virtu’, potra’ portare, se sarai pronta a riceverli come si deve – i valori – ad un prodigioso rincorrersi di beatitudini, doppie e addirittura triple, il cui risultato ultimo e’ segreto comune a pochissime anime elette e dalla fede integerrima: una multipla trascendenza e cosmica. Quante ne abbiamo viste, o Divina, insieme a Sua Eccellenza Mons. Bagnasco, prone sull’altare, le numerose aspiranti mentre sottomesse ricevevano la definitiva consacrazione! Per tacere di quelle giovani, docili creaturine di sesso maschile ugualmente iniziate ai piaceri della Quaresima e al mangiare di magro.

Insomma, se la tua disposizione e’ appropriata – e non a caso ci si serve spesso delle soluzioni di Lourdes, che come poche riescono a lubrificare la fede degli scettici – potresti essere iniziata al quarto segreto di Fatima. Potrebbe risultare un po’ ostico all’inizio, data la pienezza cristiana dell’esperienza, ma passata la prima sensazione di dolore teologale – e’ l’esperienza a dirlo – l’anima pia non si sazia ed anzi non solo si abitua, ma ne vuole ancora. E parecchio di piu’. Anzi, parecchi, di valori.

Il tutto, anche con sacerdoti aggiuntivi, che da semplici contemplativi, quando anche il loro credo raggiunge la necessaria rigidita’ morale, possono poi essere iniziati alla beatitudine. Come vedi, la nostra opera di ricristianizzazione prosegue instancabile. Dobbiamo ringraziare il premier, ma anche le farfalline, le smeraldine, le meteorine, le tarantine, le stelline, le brambilline, Sua Santita’ e tutte le Eccellenze ed Eminenze illustrissime se ormai in Italia il sesso prematrimoniale e’ cosa del passato, pratica immonda e lorda che il santo insegnamento di Nostra Madre ha piamente estirpato, e viene santamente sostituito dall’insegnamento cattolico declinato in tutte i suoi multiformi protocolli, come insegna Suor Maria Stella Gelmini.

Per cui conta sicuramente su Anskij e Ghino per rimuovere quegli slip turchesi. Abbiamo ben altre applicazioni virtuose e pii insegnamenti da praticare per traghettarti compiutamente nelle schiere di noi cattolici.

Portandoti i Nostri Santi e Immacolati Omaggi, sepre Tuoi

Anskij e Ghino La Ganga

slip turchese

Cari Anskij e Ghino,

mi rivolgo a Voi, che siete la mia luce nel nuovo cammino di santità da me intrapreso, per emendarmi da anni di bieco laicismo. Ahimè, abbandonata l’oasi di pace del Convento delle Accucciate di Villa Certosa, sono tornata al secolo per dare testimonianza della mia fede rinnovata. Non è dato infatti, a chi come me è stata alfine sedotta dalla Grazia, di ritenerla per sé: è d’uopo che chi è stata toccata vada per il mondo a darne le lieta novella, per fa sì che tutti i miscredenti sappiano come il venir toccata dalla Luce di Fede che ha il suo fulcro in Villa Certosa cambi la vita di una fanciulla e la renda per sempre diversa da ciò che era prima, quando ancora non l’aveva toccata nessuno.

Lasciando l’eremo, il nostro beneamato Premier mi ha salutata come si conviene, facendomi dono di alcuni piccoli segni che rendono noi Toccate dalla Grazia riconoscibili quando erriamo fra i miscredenti: un paio di ciondoli a farfalla da sgranare come un santo rosario durante le veglie notturne, una tartarughina da appendere al cordone della guepiere, e qualche baule di vestiti firmati comperati nelle boutiques di Porto Rotondo, perché non si può lasciare che i laicisti sguazzino nella loro facile ironia vedendo noi Toccate dalla Grazia vestite di stracci da pochi euro. Come ben sa il Santo Padre, lo sfarzo nel vestire è il più sicuro sintomo di vera macerazione interiore, e nulla più certifica un animo portato a comprendere le sofferenze dei poveri che una cappa bordata di zibellino, un camauro di damasco o delle ciabattine di Prada. Al fine di mortificare però il corpo in ogni momento della mia missione nel secolo, ho scelto di portare con me per calzarli sempre solo sandali da sera tacco dodici, che, come ogni donna ben sa, sono una tortura più dolorosa che non tutti i cilici della Binetti.

Miei cari Anskij e Ghino, vi confido che ero così soddisfatta di come mi ero comportata fino a quel momento, che mi recai a prendere il volo di stato con nel cuore una letizia ed una casta e pura gioia mai provate prima, neppure quando avevo raggiunto il Premier ai piedi del lettone di Putin per recitare assieme a lui, in ginocchio come si conviene alle aderenti al nostro ordine, le preghiere serali. Ma ahimè, come voi ben sapete, è proprio in questi momenti in cui più il nostro cuore si sente colmo di felicità che è sempre in agguato il Maligno. E’ stato proprio allora che con orrore e smarrimento mi sono ricordata che quella mattina, nella fretta di preparare i bagagli, avevo infilato distrattamente, senza pensarci, un paio di slip color turchese, retaggio del tempo infelice in cui, ancora non tocca, trascorrevo il mio tempo con i biechi laicisti, rotti ad ogni perversione, prima fra tutti quella per l’abbigliamento stravagante.

Fratello Anskij e Fratello Ghino, io mi rivolgo a Voi ben sapendo che non sono degna di invocare il Vostro ausilio, dopo che questo increscioso incidente ha dimostrato quanto ancora sia labile la mia fede, e sia io pronta a cadere vittima delle tentazioni con una facilità preoccupante, ma solo Voi posso invocare in questo momento, in cui mi ritrovo qui, sola, ottenebrata dai sensi di colpa. Ho ancora addosso questi slip turchesi. Per emendarmi dal mio peccato, mi aiutate a toglierli?

Vostra, pronta ad ogni penitenza

Galatea

Bacheca primarie.

ottobre 15, 2009

Volevo ricordare ai compagni che alle primarie possono votare sedicenni ed extracomunitari, anche se le due cose si cumulano va bene,basta che votino il candidato nostro e non quella testa di cazzo di Giappino,che si fa le seghe anche in sezione collegandosi coi siti porno e non ha mai combinato un cazzo che è iscritto a scienze politiche da una vita, diosanto, lui e quella cooperativa di teste di cazzo come lui neanche le pulizie nella biblioteca del comune son riusciti a tenersi e solo degli imbecilli di iscritti come i nostri posson pensare che servano a qualcosa; perciò state in campana, magari scucite qualche ricarica telefonica, tipo una da cinque euro subito e una da dieci euro dopo il voto,poi fate sapere a me che rimborsiamo tutto, tanto saranno tre-quattromila euro di spesa,non è un cazzo,che una volta la dc spendeva di più; vediamo di non fare gli scemi, portiamo a votare tutti quegli sfigati di ragazzetti che stan davanti al bar Fioraccio a far niente,magari sabato sera fatevi un giro al discobar Fighetto e mettete in mezzo a convincer gente anche quelle due mezze mignotte di pr che stan su facebook a far le ambientaliste dei miei coglioni,che lo san tutti che con cento euro a testa te le porti dove vuoi. Sia chiaro: se poi vengono a votare tutti quei cinesi pakistani indiani ucraini albanesi neri vari va bene, basta che votino quel cazzo che è stabilito, altrimenti vadano a cagare, loro e tutti quanti sono che alla fine ha ragione Bossi,sappiamo dove abitano.
Ps.Se viene a votare il parroco badatelo,lo seguite in cabina con la scusa della deferenza e se vota il segaiolo gli cambiate la scheda, a quel deficiente, gli dite che sennò se lo sogna il rifacimento del muro della canonica a bilancio comunale.

(Ispirato da una mail di Anskij.
State bene.
Ghino La Ganga)

A CONTATTO CON LA GENTE

su-2

Caro Anskij, caro Ghino, cara S.M.C.R.g.Galatea,

non vi tedierò con lunghi preamboli e giri di parole: la mia ammirazione per la vostra opera di ricristianizzazione della società italiana è cosa nota e non ha bisogno di ulteriori convenevoli. La situazione è grave e il tempo a disposizione è poco.
Il nostro paese si sta rapidamente laicizzando, e non di quella laicità positiva che porta gli ex-pci sulle posizioni degli ex-dc, gli ex-dc sulle posizioni del Papa e il Papa sulle posizioni di governo, no: prende piede la laicità negativa degli Odifreddi e dei Piero Angela, che vorrebbero mettere a tacere la voce del Santo Padre o quantomeno ridicolizzarla, mettendola sullo stesso piano di quegli straccioni dei valdesi o modificandola con i programmi del computer per fare le voci buffe.

Di questo passo, nel giro di pochi decenni, i cattolici saranno ridotti ad una minoranza – o comunque ad una maggioranza relativa – non soltanto nella società civile, ché quella ormai è un covo di senza dio da un pezzo, ma perfino nella nostra vera casa, il luogo sacro della cattolicità italiana e mondiale, la piccola enclave religiosa nel cuore di Roma: Montecitorio.

Ma per tenere alta la bandiera di Cristo in Parlamento servono soldi, per fare soldi serve l’otto per mille e per l’otto per mille ci serve la gente. Dobbiamo riconquistare la fiducia della gente, e per farlo abbiamo bisogno di un cambiamento di rotta, di una novità. Ebbene, l’idea mi è stata suggerita per caso da alcuni protestanti. Sì, avete capito bene. O forse evangelici. Sì. No, pentecostali. Insomma, sì, avete capito bene: infedeli.
Stavo camminando tranquillamente quando, nei pressi di una cattolicissima chiesa, una giovane signora sorridente mi ha offerto un volantino. L’ho accettato distrattamente perché ho intravisto la parola “Dio” e credevo fosse il foglietto della messa. Potete ben immaginare il mio stupore nell’accorgermi che non si trattava affatto del riassunto settimanale del Novus Ordo, ma di un vergognoso prodotto scismatico. Credo si chiami Chiesa Universale del Regno di Dio, o Comunità Cristiana dello Spirito Santo – non so, queste pseudosette brasiliane non sanno cosa sia il branding. Fortuna ha voluto che, per non apparire maleducato agli occhi della giovane signora, non lo gettassi lontano da me in preda al panico. Ho avuto così occasione di leggerlo e – fatico ancora ad ammetterlo – ragazzi, questi hanno capito tutto.

Il volantino è così, dice in alto “RIUNIONE SPECIALE PER LA TRASFORMAZIONE DELLA VITA – Per tutti coloro che credono in Dio”, e continua:

Tu che soffri con:
diabete; ulcera; reumatismi; asma; tumore; leucemia; epilessia; mal di testa; giramenti; problemi al cuore; infezioni; ecc. ecc.
Se hai problemi come:
cause legali; invidie; litigi; maledizioni; vizi; debiti; mancanza di lavoro; depressione; insonnia.

Se tu credi in Dio, lui può aiutarti. Partecipa a questa speciale riunione

 

eccetera eccetera. Io ero ancora abbagliato da tanta genialità (Dio contro l’ulcera, Dio contro il mal di testa, Dio contro le infezioni) quando ho guardato il lato interno del volantino:

 

RICHIESTA

Io_________________, chiedo al Signore Gesù Cristo
Per la mia famiglia:___________________________

___________________________________________

___________________________________________

Per la mia salute:_____________________________

___________________________________________

___________________________________________
Per la mia vita economica:______________________

___________________________________________

___________________________________________

Per la mia vita spirituale:_______________________

___________________________________________

___________________________________________

Un modulo, capite? Un semplicissimo modulo da compilare e da lasciare sull’altare della chiesa. Ebbene, io vi dico che è esattamente quello di cui abbiamo bisogno. Da troppo tempo abbiamo perso il contatto con la realtà, con i problemi della gente comune. La casalinga di Voghera non vuole sentirci parlare di teologia, dire no al testamento biologico, dire no al matrimonio gay, per queste cose c’è già il Pd, e infatti non lo vota nessuno. La casalinga di Voghera vuole cose concrete, vuole i soldi, vuole il lifting, vuole uscire una volta ogni tanto da Voghera e diventare per un giorno, che so, la casalinga di Vigevano, la casalinga di Pavia. E noi dobbiamo fargli sapere che il Signore può farlo. Il Signore può farti diventare segretaria di Voghera, presentatrice avon di Genova, vicecaporeparto di Firenze, tutto è possibile se hai Fede. Anche perché a Roma ci sono un sacco di prelati soli che avrebbero bisogno di una tuttofare.

Ovviamente andrebbero date alcune aggiustatine: i volantini sono pratici, ma sarebbe meglio mandare direttamente i moduli a casa, distribuirli nelle scuole e al lavoro. Si potrebbero preparare dei moduli precompilati, tipo quelli da cento, mille e diecimila euro che saranno probabilmente i più utilizzati.
Già immagino i nostri fedeli che tornano in Chiesa per consegnare le loro richieste: caro Gesù, vorrei per la mia famiglia il SUV, per la mia salute la vista, per la mia vita economica i soldi per la benzina e per la mia vita spirituale tranquillo, come fai, fai bene.

E naturalmente le firme. Firma del richiedente e firma dell’officiante, affinché sia chiaro che sine ecclesia nulla salus. Siamo cattolici e vogliamo i documenti in regola. Mi ricordo che una volta una signora mi chiese se il suo bambino era andato in Paradiso, io gli dissi “signora, ce l’ha il certificato di battesimo?” e lei “no”, e io allargando le braccia “e allora guardi, vedrò cosa possiamo fare ma non le garantisco nulla” e quella si è innervosita, ha cominciato a prendermi a male parole, a sbraitare, allora io le ho detto “Signora, ma dove crede di stare, tra i pentecostali?”.

Questo è lo spirito di cui abbiamo bisogno. Questo e quello Santo. Ma di più questo.

In Fede,
Aioros

1) Franceschini, non azzardarti ad espellere la Paola dal Partito Democratico che’ prendiamo il primo treno utile e dopo il dialogo col mondo cattolico lo facciamo alla maniera nostra, mettendoti una ringhiera in culo.

2) Quasi non sto nella pelle, molto probabilmente in settimana arricchira’ il nostro – mio, di Ghino e di Galatea – paniere di idee sulle proposte cattoliche anche un pezzo da 90. Ma che 90, 91, 92… e anche 69 volendo. Si annuncia qualcosa di scoppiettante, dio bonino.

Cara sorella Maria Cuoricina Redenta già Galatea,caro fratello Anskij;
i vostri interventi sono mirabili,senza dubbio alcuno; tuttavia,se proprio devo muovere un appunto, trovo difettino di quella concretezza cattolica,immediata ed urgente di cui questo paese – che, come dice fratello Anskij, “ci sta tanto a cuore” – abbisogna .
Cari sorella e fratello, ne converrete: bisogna partire “dal basso”, con misure di più pronta applicazione.
Misure che richiedono solo il munirsi di pochi,indispensabili oggetti:parlo di un saio e di un flagello,tanto per cominciare.
Il saio si indossa agilmente, uno scrollone e via, mentre il flagello – e qui sta la vera novità – andrà indirizzato non sul proprio corpo,bensì su quello delle decine,centinaia,migliaia di umani, che il peccato simili a bestie rende.
Alcuni esempi.
Si incontra un ciarlatano?
Giù una bella flagellata,affinchè si convinca che la sua opera di persuasione va messa al servizio delle nostra difesa dei valori.
Si incontra un truffatore?
Lo si convince a passare dalla parte di noi cattolici,affinchè la sua opera di peccatorio raggiro diventi virtuosa,perchè gestita dalla parte giusta; se tuttavia il truffatore rifiuta,sostenendo d’esser impegnato per il proprio profitto e non per il nostro,lo si flagella fino all’inevitabile ravvedimento.
Si incontra un frequentatore di prostitute?
Giù flagellate, finchè non ci conduce con lui a convertir quelle sventurate;le quali, se rifiutano di consegnar subito l’obolo guadagnato col turpe mercimonio del loro corpo, si beccano tante flagellate a loro volta.
Si incontra una coppia scambista?
Ci si fa portare nel club privè, e giù flagellate a chi non accetta lo scambio dell’abito firmato col nostro povero saio.
Si incontra uno speculatore di borsa?
Giù flagellate,finchè non dimostra d’avere investito fino all’ultimo euro in opere pie, cioè le nostre.
Si incontra uno del PD?
Una bella flagellata tanto per partire; se poi dichiara d’aderire alla mozione Marino,o addirittura – il tapino – di non credere, gli si scaricano addosso non meno di di cento flagellate.
Si incontra uno del PDL?
Una bella flagellata di saluto; poi una flagellata ogni volta che mente,dichiarando d’avere a cuore i valori della famiglia, fino a che non rivela il numero esatto delle amanti e non ci consegna tutti i suoi conti all’estero,altro che scudo fiscale.
Si incontra uno dell’UDC?
Una bella flagellata a prescindere;poi un’altra, poi un’altra ancora, finchè non confessa quello che già sa bene: ossia di far parte d’un partito troppo poco cattolico,quel meschino.
Indi,alcuni casi singoli.
Si incontra Michele Vietti?
Giù una bella flagellata sul gessato,al grido di “non sai fare un cazzo, e vuoi governare il Piemonte,eh?”
Si incontra Quagliariello?
Una flagellata di rimprovero: coglione, quando è ora di parlare di eutanasia sai solo urlare, che son capaci tutti; indi, gli si impone di autoflagellarsi.
Si incontra Parisi?
Una bella flagellata,già consapevoli che sarà come fendere l’aria.
Si incontra Siniscalco?
Flagellate a manetta: coglione, son capaci tutti a fare gli sburoni che tolgono l’ici agli edifici religiosi,salvo non muovere poi un dito per difendere l’esenzione.

Insomma,cara sorella Maria Cuoricina Redenta già Galatea,caro fratello Anskij: è tempo che noi cattolici agiamo.
Poche storie: ne va della difesa dei veri valori.

State bene.
Fra’ Ghino La Ganga