Forums.

novembre 30, 2009

Eran certi d’averci preso,stavolta. Partecipazione,ecco la parola d’ordine. Se te il cittadino lo fai partecipare e lo coinvolgi nelle decisioni,o almeno glielo fai credere,col cazzo che te lo trovi contro nel momento sbagliato:puoi sempre dirgli: guarda che c’eri anche te,coglione. Sicchè s’eran creati i forum; anzi, i forums,come avevano acutamente osservato i più giovani della sezione pd,Chicchetto in testa:loro sì che sapevan l’inglese e internet,quindi sapevan tutto.

Come si nominavano i partecipanti ai forums? Ma cazzo, votandoli,che diamine. Dunque s’eran distribuiti opuscoli,volantini,s’eran spedite e-mails (il plurale è segno di buona amministrazione,come avevano detto i giovani della sezione),s’erano affissi avvisi.

Il meccanismo ? Praticamente lo stesso delle primarie,che ormai c’eran tutti prepeparati,diosanto: si votava a manetta,anche gli extracomunitari,anche i bambini di sei anni perchè c’era il loro apposito forum, anche i cani e i gatti, per il forum “città degli animali”.

Come era andata? Bah. Insomma. Aveva votato il sei per cento della popolazione, compresi bambini,cani e soprattutto gatti.

Il forum urbanistica diede subito problemi. Tre geometri s’eran fatti votare dai loro familiari,totale ventisette votanti, ed avevan pulito il melo: fecero una specie di piano strutturale comunale alternativo,dove favorivano i loro ventisette parenti evidenziando come  edificabile anche la vigna piccola piccola e l’orto inquinato dalla pelletteria. Quando il sindaco glielo fece notare,s’incazzarono a bestia.

Il Forum lavori pubblici fu pure peggio. Due pensionati arrivarono alle mani con il dirigente del settore,perchè non li ascoltava quando proponevano il ripristino dell’antico lavatoio comunale davanti a casa loro: il rumore dell’acqua corrente avrebbe favorito la minzione, sennò col cazzo che espellevano i calcoli,diobono,dica lei se questa non è un’esigenza vera del cittadino.

Il forum turismo fu un casino,ma se l’aspettavano: con quella smania di coinvolgere tutte, ma proprio tutte, le associazioni che organizzavano almeno un evento l’anno, s’eran creati dissidi tra la pro loco e l’associazione genitori in parrocchia;  quest’ultima non poteva concepire che la festa per la comunione dei ragazzini fosse,turisticamente,meno importante della sagra del formaggio di scoreggia,che si beccava tutti i contributi comunali.

Il forum giovani? Bah,era quel che era,ma l’avevan messo in conto: si fecero un profilo facebook per invitare tutti alle feste di Chicchetto ( eletto presidente del forum) e chiesero un contributo per aggiornare emule,così avrebbero piratato meglio.

Il capolavoro fu il forum tributi e bilancio partecipato .E sì che il segretario comunale l’aveva detto,di non alimentare illusioni: fu il forum che ebbe  la più alta adesione, presieduto da un commercialista dell’opposizione che otteneva plebisciti con proposte di abolizione tarsu,ici,e che ritenevo possibile disapplicare l’irpef ad iniziativa dell’ente locale.

Tempo dopo, i presidenti dei singoli forums ( compreso Chicchetto: aveva rilevato che, nonostante tutte le ragazze invitate alle feste a spese comunali,  lui scopava sempre meno, perchè lo fregavano quei due albanesi del cazzo, non votati ma membri stabili del forum in quanto  espressione di minoranza etnica) andaron sui giornali: i forums eran stati tutti un successo, e nonostante questo la giunta non li cagava,non inseriva le loro proposte nelle linee programmatiche.

Il sindaco abbozzò: vedremo,ne parleremo,ci penseremo.

Fu quando Chicchetto andò sul gazzettino dicendo che il sindaco parlava politichese, che sentirono il primo cittadino  bestemmiare. Forte.

Bestemmiava forte,in piazza,da solo: dioforum.

O almeno così pareva .

State bene.

Ghino La Ganga

Avremo un vincitore.

novembre 26, 2009

Come dicevo ieri, or che l’anno sta per finire c’è in giro un gran fermento, tanti si candidano: c’ero prima io, io l’ho fatta più bella, sono più intelligente, l’anno scorso m’ero piazzato secondo e tu hai brogliato, tu no perchè sennò vincono sempre i soliti noti, quest’anno vinco io che è già qualcosa di diverso.

Insomma: i segnali che gli ultimi giorni dell’anno saranno quelli decisivi sono molto forti.

Tanto per dirne una: il riccionese che ieri,in un noto locale, ha constatato che alla sua vicina di tavolo avevan servito un aperitivo con un piattino di cozze, mentre a lui solo l’aperitivo senza cozze, ed è saltato in piedi ululando “mai avute le cozze in vita mia”, colpendo con una testata la vicina privilegiata, con uno schiaffone la cameriera, con un pugno uno dei carabinieri accorsi a fermarlo, e con un bel calcione finale la vetrata antisfondamento del locale (che tanto antisfondamento poi non era, come han potuto notare i passanti investiti dai cocci), ebbene, quel riccionese lì io sento che ha delle probabilità della madonna di vincere il titolo di fenomeno del 2009.

Con tutto che Riccione è quel che è, tra l’altro.

State bene.

Ghino La Ganga

Avevamo un vincitore.

novembre 25, 2009

Cavoli. Non c’è più niente di sicuro. Del resto è normale: la fine dell’anno s’avvicina, ed ecco che entrano in forma e si presentano come candidati anche quelli ai quali ormai non pensavi più,perchè ne avevi perse le tracce.

Prendete il Savoretti, assessore Riccionese “alle piccole cose”, come recita la sua delega: ha tracciato una sorta di resoconto di  fine d’anno, sostenendo che quella funzione dal nome – solo apparentemente!!- canzonatorio s’è invece rivelata utilissima: specie per lui,morcianese di nascita,che grazie al quel suo girovagare per le vie della sua nuova cittadina di Riccione, alla ricerca delle piccole cose da sistemare, s’è reso conto di quanti angoli nuovi vi siano,angoli che lui non aveva mai notato; e  sì che quella delega, ora, ha scoperto che ce l’ha anche un assessore d’un comune vicino a Torino, ma Riccione è arrivata per prima, c’è da esserne certi; il primo e vero assessore alle piccole cose è lui, Savoretti.

Per non esser da meno, l’associazione albergatori di Rimini ha istituito una sotto-associazione dedicata agli alberghi veramente riminesi.

Uno va a leggersi lo statuto, e trova che per far parte dell’associazione bisogna possedere o condurre in locazione un albergo :

1) sito in Rimini (cazzo, chi l’avrebbe detto?)

2) senza architettura (sic),ossia non con un aspetto derivante dal disegno di un architetto.

Beh, cari voi: io a proclamare un vincitore del concorso a fenomeno dell’anno non ci penso proprio.Per il momento son tutti candidati, e tutti con ottime possibilità di vittoria.

Caro vicentino del post precedente, devi aspettare: e stai attento, tu come gli altri, perchè quando la romagna si sveglia, può dare filo da torcere a tutta Italia.

State bene.

Ghino La Ganga

Abbiamo un vincitore.

novembre 25, 2009

Dunque:restano  meno di  quaranta di giorni alla fine dell’anno e,a pensarci bene, nel periodo fin qui trascorso di candidati validi se ne son presentati parecchi.

Ma il vicentino che ieri,giunto nell’area di servizio Montefeltro dell’A14 vicino al casello di Riccione, ha acquistato da due napoletani il classico pacco di mattoni e carta convinto di comprar computer e satellitare,e,fatti due chilometri,se ne accorto ed è tornato indietro percorrendo la corsia d’emergenza in retromarcia a tutto gas,giungendo proprio nel momento in cui una pattuglia di poliziotti  stava arrestando i truffatori,e,spaventato,s’è convinto di avere tanto da nascondere, sicchè ha tentato di rientrare in autostrada fracendo un testa-coda davanti alla volante semi-investendo le forze dell’ordine, che l’hanno bloccato a stento contestandogli una serie di contravvenzioni da paura, ma restituendogli i soldi del pacco, secondo me batte tutti e può già considerarsi il fenomeno del 2009.

Uno da mandare in parlamento subito. Con il pacco dei napoletani  in una mano e il verbale della Polizia nell’altra,ovviamente.

State bene.

Ghino La Ganga

Save an iodosan

novembre 24, 2009

E’ bastato leggere qualche riga.

Clizia Gurrado,su La Stampa di un paio di settimane fa,ricordava di quando scrisse “Sposerò Simon Le Bon” nel 1985.

Clizia diceva che lei aveva quindici anni,era bello innamorarsi dei sogni.

Sosteneva che pure adesso, che ne ha quaranta, si innamora dei sogni, è tanto bello così.

S’è come riaperta la porta.

Io nel 1987, di anni, ne avevo 22.

Andammo in gruppo a vedere i Duran Duran allo stadio Braglia di Modena.

Era maggio.

Impollinazione del prato a manetta: che per me, noto sofferente di rinite allergica alle graminacee, era un martirio.

Sicchè giù in gola i medicinali del tempo.

Iodosan di Zambeletti.

Pieno di caffeina, così evitava la sonnolenza data dall’antistaminico.

Per sicurezza ne presi due compresse,a distanza di mezz’ora l’una dall’altra.

E dietro una bella cocacola fredda.

Niente starnuti.

Benone,pensai.

Benone stocazzo.

Perchè la sonnolenza dell’antistaminico arrivò tutta all’inizio.

Gli altri parlavano e io mezzo rincoglionito sul prato, alle ore diciassette perchè le ragazze del gruppo avevan paura di perdersi John Taylor mentre imbracciava il basso.

Poi arrivò tutto l’effetto della caffeina.

Una sberla immane.

Subito una grande agitazione.

Insieme a un bisogno indemoniato di pisciare.

Non potevo farlo sul prato, davanti a tutti.

Di corsa a cercare i cessi.

Che stavano dietro dietro vicino ai parcheggi.

Arrivai che li pulivano.

Un’attesa infame,roba da cistite.

Roba da pisciarsi addosso.

Praticamente abbracciai la signora che puliva per scavalcarla.

Mi sa che la baciai anche.

Una delle infermiere delle ambulanze dell’assistenza m’aspettava alla porta.

“Dove vai? Vieni qui,tu….cosa hai preso…diosanto…”

“Niente..niente…ho preso dell’antiallergico da polline…tutto qua…tutto bene….”

“Antiallergico? Ma cosa dici? Ma sei da solo? Vieni qui…diosanto…”

“No,sono con i miei amici…va tutto bene…”

Era preoccupata a bestia. Mi bloccò. Mi prese il polso. Mi fece respirare. Mi guardò le pupille. Rilevò che portavo lenti a contatto.

“Lo sapevo”.

“Cosa?”

“Che porto le lenti a contatto.”

Rise,scuotendo la testa.

“Te sei fuori. Qua ti viene un collasso. Bevi questa.”

Mi fece tracannare una specie di acqua con sale e zucchero,o almeno così mi parve.

Arrivò una barella, con una ragazzotta svenuta bianca come un cencio;la chiamarono.

“Cosa avrai mai preso,te…..senti,mi raccomando:bevi molto. Molta acqua….bevi e vai a fare più pipì che puoi . Mi raccomando. Dì ai tuoi amici che più tardi ti devono portare qui. Diglielo adesso,che ancora ragioni.”

Rientrai nelle toilette.

Ripisciai.

La tipa delle pulizie stava in disparte,inorridita.

Tornai fra i miei.

La caffeina non smetteva di fare effetto.

Parlavo e parlavo.

“Dovete portarmi all’infermeria,dopo.”

“Come no,pataca. Ti ci portiamo adesso, se non ti calmi.”

“Devo bere molta acqua.”

“Quella te la diamo noi. Adesso stai un po’ zittino,che ci hai sfinito i coglioni.”

L’elicottero di quella testa di cazzo di Red Ronnie passava e ripassava a bassa quota.

Mi dissero,più tardi,che avevo cercato di colpirlo a sputi all’insù, nell’ilarità generale.

Non me lo ricordo,ma non lo escludo.

Si fecero le nove.

Poi le nove e mezza.

Non smettevo di parlare e fare cazzate.

Provarono a calmarmi, a farmi mangiare qualcosa.

Niente.

M’era anche passato il bisogno di pisciare.

Iniziò il concerto.

Con quel palco fatto come un cuore pulsante.

Mi pareva bellissimo.

Che figata.

Gli altri attoniti: che cazzo fai,Ghino,stai calmo.

Ma se è bellissimo. Non lo vedete,che è bellissimo?

Suonavano A wiew to a kill.

Poi Notorius.

Poi Skintrade.

Indi Hungry like the wolf.

Planet Hearth nel delirio.

Mi ricordavo tutte le parole delle canzoni.

Io non sapevo di saperle, in realtà.

Ma in quel momento,me le ricordavo.

Perfino wild boys, con quel sensatissimo chiudistrofa “ and your telephone been ringing /while you’re dancing in the rain”.

Gli altri,attoniti.

Giù un’altra cocacola.

Probabilmente avevo dentro più caffeina d’una cimbali.

Urlavo.

“Che bello. Cazzo. Bellissimo!”

Simon Le Bon che saltava sul palco con la bandiera gialloblù del Modena.

A fianco di noialtri,un gruppetto di tizi lo pigliava per il culo.

“Dài,superman! Vola giù,che tanto hai il mantello.”

“Facci TARZAN!”

Con le ragazzine inviperite: lasciatelo stare, è figo.

Due del mio gruppo mi fecero bere dell’acqua.

Preoccupati.

“Guardate che sto benissimo. Il concerto è bello.”

“E’ questo,il problema. Il concerto non è granchè. I Duran non ti sono mai piaciuti molto.”

“Dove sta il problema? Si può cambiare idea.”

“Ma non diventare scemi. Te sei diventato scemo. Mangia questo.”

Mi costrinsero ad addentare una tigella con il salame.

Sembrava di mangiar cartone.

Non sentivo i sapori.

“Ma non ci sarebbe un’altra cocacola?Eh?”

“Te la diamo in testa,la cocacola. Imbecille.”

Mi forzarono a bere acqua.

Molta acqua.

Il concerto finì.

Rimasi dell’idea che era stato bellissimo.

Non me ne volevo andare.

“Cazzo.Restiamo. Chiediamo altri bis.”

Mi presero per le braccia in due.

Mi trascinarono verso l’uscita.

Mi fecero bere ancora.

Ripisciai a manetta.

Uscimmo.

Gli altri eran stanchi.

Io no.

Mi misi al volante della mia auto.

Gli altri non volevano: cazzo, no,non puoi guidare.

“Guardate che sto benissimo. Son l’unico che non ha sonno,qui.”

Era vero.

All’altezza di Bologna dormivano tutti come ghiri.

Solo io parlavo e parlavo.

Da solo.

Ogni tanto quelli dell’altra macchina mi sorpassavano e guardavano come stavo.

Li salutavo ogni volta.

Eran tranquilli: ero ben sveglio.

Ma idiota.

Forse irrimediabilmente.

A Rimini ci salutammo.

Ognuno a casa sua.

Arrivai a casa carico come una molla.

Passai la notte in bianco.

Cazzo: che bel concerto.

Il giorno dopo avevo trentanove di febbre.

Ma era stato bellissimo.

Perciò,Clizia Gurrado, è a Te che mi rivolgo.

Se ancora oggi ti senti bene come negli anni ottanta, ti innamori dei sogni, e dici queste cose come se fossero assolutamente normali, non essere egoista.

Piglia una scatola di quello Iodosan che sicuramente hai imboscato e che consumi in quantità , e mandala quaggiù in Romagna.

Anzi,non essere tirchia: facciamo due scatole,va’.

Prometto che la ingerirò con l’accendino acceso in aria,cantando Save a prayer.

Stai bene, e stiano bene i lettori.

Ghino La Ganga

P.s.: un ringraziamento ad Aldo Nove, che con il suo “Neocibalgina” ha segnato la strada.

Ghino strikes back.

novembre 24, 2009

 

Che alla fine te l’han riparato,il computer,così adesso puoi tornare a scrivere.

Che alla fine è stato meglio così: qualche settimana fermo.

Qualche settimana nella quale avresti voluto ammazzare qualcuno.

Anzi.

Più di qualcuno.

Parecchi.

Che progettavi anche come.

A pedate,da Rimini a Bolzano, il primo.

A pedate da Bolzano a Lecce,il secondo.

A pedate da Lecce a Rimini,il terzo.

Il quarto,anzi,la quarta: a pedate, da Rimini e Pescara.

Perchè così pochi chilometri?

No,non perchè è una donna.

Perchè sei stanco.

E Pescara non t’è mai piaciuta.

 

State bene.

 

Ghino La Ganga

Dalla via

novembre 14, 2009

Lucio Dalla sui giornali dichiara d’esser andato a Milano, alla prima della Tosca, ove la sindaca Moratti gli avrebbe chiesto idee per l’expo; mica come a Bologna, dove lo ignorano e il sindaco Delbono non lo chiama.
Trovo che una bella idea per la Moratti sarebbe che il Dalla si trasferiisa a Milano.
Così Delbono impara e l’expo vien da Dio.
State bene.
Ghino la Ganga