Uomini che odiano le stronze (1*)

gennaio 2, 2010

Locale pieno. Caffè. Acqua minerale. Bisogno improvviso di pisciare. Vai alla toilette. Ce ne sono tre. Una per uomini. Una per donne. Una per svantaggiati. Davanti a quella per donne c’è una coda di sei donne. Davanti a quella degli svantaggiati c’è una coda di tre donne. Davanti a quella degli uomini c’è una coda di due uomini. Tu sei il terzo. Sei stupito. In genere, davanti a quella degli uomini c’è poca o nessuna fila. Tu e i colleghi maschi vi guardate: son stupiti anche loro. “Ma quanto ci mette, poi...” dice uno, mentre tu e l’altro annuite pensosi. In genere, la pisciata maschile è  breve: apertura  lampo o bottoni, boxer abbassato, minzione, scrollone, carta igienica se c’è, boxer rialzato, sciacquata mani ( mica tutti, va detto), abbandono toilette. Invece, qua s’aspetta. Cazzo avrà fatto, il collega maschio? Scappava il bisogno grosso?   Le donne in coda alla loro toilette e a quella svantaggiati non fiatano. Fan risatine.  Si sente scrosciare l’acqua. Avrà finito, pensate te e colleghi maschi. No. La porta non si apre. Tu e i colleghi vi guardate. Si apre, invece, la porta della toilette per svantaggiati. Esce una donna, e la prima della fila entra a razzo, chiudendo a tripla mandata. Risatine delle altre. Dalla toilette uomini proviene  un altro scroscio.  Avrà fatto, pensate. Si sente scorrere l’acqua del rubinetto. Tipo preciso, bravo, pensate. Si apre la porta . Esce una donna. Sui trent’anni. Carina, mora, tatuaggio a stellina sul polso. Vi guarda. Voi guardate lei, colpiti. Su tre toilette, tre occupate da donne. Anche quella dei maschi. “Oh, sentite, c’era coda… non c’era nessuno…a me scappava…cazzo, eh…” dice l’occupante, sorridendo non si sa bene a chi tra voi . Dal cesso appena liberato esce un tanfo tremendo. Lo sentite tutti, anche le colleghe dell’occupante:  dalla risatina le accodate  passano alla risata. L’occupante ride anche lei. Si rivolge ad altre tre/quattro accodate: “Oh,io ho fatto. Sto meglio, ah ah ah. Ci vediamo al tavolo, ah ah ah…ciao…“.  Il saluto lo rivolge anche a  voi maschi in coda.  Il primo della coda è imbarazzato: gli scappa da pisciare fortissimo, glielo si legge negli occhi e sulle guance: sicché  tira il fiato, entra senza respirare e chiude. Sei un eroe, pensate voialtri due colleghi mentre le donnine in coda ridono ancora: ah ah ah.  Ti viene un’idea. Però ci sarebbe bisogno dell’aiuto del collega. Appena si libera quello delle donne, uno  tiene bloccata la fila e l’altro entra, chiude a tripla mandata e irrora tutto l’ambiente di urina. Anche la maniglia. Guardi il collega maschio. Probabilmente lo pensa anche lui: il lampo nei tuoi occhi lo vedi riflesso, avete lo stesso sentimento di odio e bisogno di vendetta. Si sente scrosciare l’acqua e aprire la porta . Il collega maschio apneista  esce in un baleno, gli sentite bofonchiare un “ cazzo…terribile…” mentre sparisce esausto. L’altro collega ti guarda  ed entra a razzo dopo aver tirato il fiato. Non ne può più: deve pisciare, sennò muore. Resti solo, mentre le donne in fila fanno ancora risatine: l’olezzo non è svanito, si sente ancora. Si apre la porta degli svantaggiati assieme a quella delle donne: escono due donne, entrano due donne. Le due file femminili ridono: ah ah ah, ecco…ah ah ah…dài… E’ arrivato un altro collega maschio. Si accoda a te. La tua voce la senti uscire senza capire da dove viene: “ occupare anche il bagno degli handicappati non è giusto. Quasi quasi vado a chiamare il titolare.” Le risate delle donne cessano di colpo.  Il collega maschio annuisce. “E’ vero. Non è giusto. Non è igienico“. Il secondo apneista esce a razzo. Ti saluta, sfinito. E’ il tuo turno. Entri. Il tanfo è tremendo. La donna occupante non aveva neanche tirato bene giù l’acqua. Pisci come puoi. Ti lavi le mani alla meglio Esci. L’accodato entra, tirando il fiato.  La tua voce esce forte:  “Adesso vado dal titolare. ‘Sta roba fa schifo. E ‘ste qui ridono.” Ti incammini verso la cassa. Il silenzio raggelato che senti alle tue spalle è adorabile. Mai  quanto lo sguardo sconvolto di quella che ha occupato la toilette uomini, quando alza il viso dal suo i-phone e vede  che  la indichi platealmente al proprietario mentre gli descrivi il tutto ad alta voce.

State bene.

Ghino La Ganga

(1*) Omaggio alla buonanima di Stieg Larsson.

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7 Responses to “Uomini che odiano le stronze (1*)”

  1. ilmondodigalatea Says:

    Sì,Ghino, ma tu le stronze le calamiti. Anche al bagno. Comincio a pensare che ti serva un esorcismo.

    • anskijeghino Says:

      Mah,io la vedo così: ci sono donne che non si rendono conto di quanto sono stronze; in giro ce ne sono parecchie,sicchè capita di incontrarle, e non solo a me,credo.
      Inchino e baciamano.
      Ghino La Ganga

      • ilmondodigalatea Says:

        Ok, la stronzaggine inconsapevole è pericolosa. Però pare che te incontri solo stronze. Sta cosa mi preoccupa. 🙂

  2. Marco Says:

    Chapeau.

  3. ruzino Says:

    Anche: uomini che odiano “lo stronzo”. La tipa in questione esce ogni tanto dai bagni dei rifugi di montagna, mentre si è in fila con gli scarponi, e nei lunghi minuti di impacciato disbrigo dei propri bisogni si pensa a un attacco con l’antrace.
    Cari saluti


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