Presa per il pil.

gennaio 20, 2010

Tremonti ha affermato che,se si valutassero cucina, cultura e non so che altro,il pil dell’Italia starebbe al primo posto o giù di lì.

Ciò fa il paio con l’assunto di Alesina e Ichino,dei quali sto leggendo L’Italia fatta in casa: se si calcolasse il lavoro domestico svolto da genitori,nonni,figli che assistono nonni e zii rincoglioniti,mamme che fanno il soffritto,il trasporto dei figli a scuola, eccetera eccetera,il pil Italiano schizzerebbe a posti impensabili,dietro agli Usa e davanti alla perfida Albione e comunque prima delle detestate Francia e Germania.

Io non ho capito se è vero o se è una presa per il culo. A dirla tutta,mi suona  un po’ come quando eravamo in una delle tante crisi dello stivale e,per uscirne, facevamo una di quelle cose che adesso, con l’eurino bello amor nostro,non possiamo più fare: ossia  davamo una bottarella alla lira svalutandola ( a volte anche una bottarona: nel 1992  s’usci dallo sme),sicchè l’export ripartiva di slancio consentendoci di  millantare che era la qualità italiana a  trionfare.

Insomma, non ho capito se ce la stiamo raccontando ancora una volta . Ma appena l’ho capito,ve lo faccio sapere.  Oh:resta inteso che, se lo capite prima voi, mi fate sapere. Sennò che pil è? E che diamine .

State bene.

Ghino La Ganga