Chiamatelo Carpenter.

gennaio 26, 2010

Siccome oggi non ho voglia di scriver di politica,di PD, di Vietti che ieri sparato l’ennesima cazzata, di Bersani che fa l’indifferente,e di tanta altra gente inutile, lasciatemi fare – in ritardo,perchè il giorno giusto era il 16 – gli auguri a  di buon compleanno a John Carpenter,che ne ha finiti 62.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè vidi Distretto 13 e lo trovai dotato di buon cinismo post-western;  quando poi vidi Fuga da New York mi divertii tanto,quando vidi The Fog e La cosa rimasi lì teso che non mi spostavano neanche a forza,quando vidi Christine-La macchina infernale  uscii  dal cinema sconvolto; per Fuga da Los Angeles  risi come un pazzo; in Vampires  trovai notevoli la squadra anti-vampiro pagata dal vaticano e il riferimento agli Hussiti; trovai  Essi vivono uno dei film più geniali di sempre,altro che occhialini del cazzo da 3-d di Avatàr.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E soprattutto perchè giorni fa ho rivisto una sequenza del primo Halloween.   Una sequenza neanche fondamentale: in pieno giorno,Jamie Lee Curtis si sposta da una via all’altra del quartiere,seguita dalla mdp in soggettiva del maniaco; in sottofondo quella musica composta dallo stesso Carpenter e che adesso,ahimè,è sfinita dall’uso in quel cazzo di programma di pacchi alle sette di sera.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E nonostante fosse una sequenza così poco importante,vista più volte, e, stavolta, rivista perfino di fretta, m’ha fatto paura lo stesso.

Auguri,maestro.

State bene.

Ghino La Ganga