Quel porco di Es.

febbraio 22, 2010

 T’ha chiamato lei, aveva bisogno di qualche consiglio.

Era parecchio che non la sentivi: anche l’ultima volta aveva bisogno di consigli, perché è sempre in mezzo a qualche casino.  Fin dai tempi della scuola.

Pensare che tanti anni fa ti piaceva. Era proprio carina:  i capelli castano chiaro, gli occhi verdissimi, quel sorrisone,  quel bel seno alto, quel modo di parlare da svampita.

Una sera di tanti anni fa eravate entrambi “a spasso”, senza legami. Eravate usciti, avevate fatto tardi. Faceste i baci in macchina, come due ragazzini.

Avevi cominciato a baciarla tu. Lei, stupita, passava da un estremo all’altro: prima ti baciava, poi ti mollava una sberla, dicendoti baci bene ma sei un porco, te ne approfitti che c’è la luna, portami a casa.   Tu ubbidiente accendevi la macchina e lei ti fermava: no , vieni qui, e ti ficcava la lingua tra le labbra. Non aveva voluto fare altro: siamo ubriachi, smetti , sennò scopiamo e non va bene, aveva detto quando aveva sentito la tua mano sulle tette. Eppure quella sera non avevate toccato vino.

Però le mani te le aveva rimesse lì sulle tette, quando le avevi tolte,e t’aveva baciato ancora e ancora, intercalando con: che razza di porco, che sei.

Poi, era partita per una vita di tante storie. Lei voleva girare il più possibile e provare tutte le esperienze del mondo. Sicché aveva lavorato all’estero e aveva fatto anche una discreta carriera, s’era sposata con uno straniero affascinante, figo e atletico – come dicevano le amiche –  avendo dei figli.

Le notizie eran perfette, insomma: una vita al massimo.

Pensavi:una come lei mica si ferma con uno come me, che son noioso, pedante, poco atletico, anzi sedentario. E porco, in aggiunta.

Solo che il marito straniero è uno che la mena molto forte; la carriera l’ha sfinita; uno dei figli è malato grave; lei s’è depressa, ha cominciato a frequentare centri di meditazione in giro per il mondo.

 Ad un certo punto, in ufficio, quando siete stati uno davanti all’altro e dopo che le avevi esposto una serie di soluzioni sul da farsi, t’è venuto un pensiero: chissà come sarebbe andata, se quella volta l’avessi corteggiata ben deciso.

Chissà. Magari ci saremmo pure sposati. Magari, con il tempo, avrebbe perfino apprezzato come cazzo sono messo io, quel razza di porco.

 E’ stato in quel momento che il porco è  uscito da te, s’è seduto lì di fianco è t’ha detto chiaro e tondo: “ ma che cazzo dici? Se foste sposati adesso, ti rinfaccerebbe di non averla fatta andare a ramengo per l’Europa fino a stufarsi, di non averla picchiata molto, di averle dato solo figli sani.”

 Stavi per chiedergli che cazzo diceva, quel porco.

Ma era sparito.

 Dopo un po’ hai sentito lei chiedere: Ghino, ma mi ascolti?

 (State bene. Ghino La Ganga )

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