Il nostro blog merita rispetto: è tempo che noi avanziamo delle richieste.

Lo diciamo oggi, a voce non forte ma ferma, incoraggiati da parole sagge e moderate, le parole che piacciono  a noi cattolici.

Prima la Santa Sede ha chiaramente affermato,a proposito di Papa Pio XII, che ciò che conta non è quel che il Pio XII fece in vita, ma la sua fede: e perdiana, se ne aveva di fede, il sant’uomo!

Queste parole ci devono portare ad impegnarci, da subito, affinchè  questo importante filone non si arresti, ed anzi proceda speditamente.

È tempo dunque  di iniziare, oggi stesso, processi di beatificazione di Pinochet e di Franco: la loro opera sarà anche stata discutibile, ma la loro fede – che qualcuno provi a smentirci! – è stata incrollabile.

Pensate solo alle cinque fucilazioni ordinate da Franco una settimana prima di morire, o al referendum imposto da Pinochet sulla sua conferma nel 1990.

Va da sè che beatificazioni del genere devono solo costituire l’inizio di una lunga serie: una lunga serie  che avrà in Mussolini, Starace, Pavolini, Barracu, Buffarini Guidi, Balbo, Galbiati, Scorza, Borghese, Graziani, Farinacci i beati da proclamare subito, entro i primi cento giorni, e in Dollman, Videla, Viola, Galtieri, Massera, Astiz quelli da proclamare entro i cento giorni successivi; per Astiz, in particolare, siam certi che non ci sarà problema, anche se è ancora vivo e vegeto.

Vista la sua frequentazione della chiesa di Santa Cruz come infiltrato delle madri di Plaza de Mayo e la sua partecipazione all’omicidio di due suore francesi e una cittadina svedese, ci pare di poterlo gridare:  più dimostrazione di fede di così, non ci può essere, cavoli, e vada a fanculo l’opera, se deve tanto essere d’ingombro!

Cogliamo inoltre l’occasione,visto che parliamo di illustri viventi: vogliamo cominciare a protestare contro  questa barbara usanza di proclamare i beati solo quando sono morti?

Basta: i beati devono essere dichiarati tali già durante la vita, come Don Giorgio Panini! Avete un bel parlare e pigliare per il culo, voi laicisti, adesso che si e’ scoperto che il sant’uomo, dopo aver giurato e spergiurato di avere avuto un raptus, in realta’ si era ben premurato di puntare la sveglia per l’ora del delitto! Ma cazzo, era ovvio che Don Giorgio sapeva benissimo di poter incorrere in un raptus alle tre di notte e aveva fede che lo Spirito Santo sarebbe accorso a salvarlo!

 

Ma ancora, ad esempio, siam certi che tra pochissimo, in mezzo a quelli che han dimostrato più fede, non possa che toccare giustamente a Massimo D’Alema: dove lo si trova un’altro che per Berlusconi ha fatto gratis le leggi che Craxi invece si faceva lautamente pagare? Deve averne di fede, il nostro, in tutti quei pacchetti di azioni Mediaset che si porta dietro!

 

E che dire di quei geniali deputati PD, estensori di una leggendaria normativa sul crocefisso, già mirabilmente decostruita da Galatea, e il cui succo è che la rimozione possono chiederla solo su carta intestata della regione in tre copie controfirmata dal garante della privacy quei genitori che ad oggi non risultino ancora espunti dalle liste dell’AIRE ma senza mutui a tasso variabile e con appostilla concordata in tribunale che certifichi la possessione di un minareto ed almeno una audizione per la parte di “Sgabanaza” in commedie dialettali ed una partecipazione documentata a cooperative di soffiatori di vetro?

E cazzomaria, devono averne di fede negli elettori imbecilli PD se pensano di beccare ancora un voto! E forse manco hanno tutti i torti!

Ma vogliamo poi tacere del Partito Radicale? Come acutamente fatto notare da Malvino, il doversi almeno temporaneamente mettere da parte, ora che Emma Bonino è pure appoggiata dai Corlenonesi del PD di  Bersani-Cesa-Medvedev e D’Alema-Casini-Putin, sta portando Marco Pannella ad un epilogo letale drammaticamente convulsivo, in modo repentinamente pirotecnico. Ora che Emma gli toglie spazio è talmente affranto dal non potere fare la vittima che Pannella sta pure perdendo colpi nella creazione dei prossimi delfini, che dopo Rutelli e Capezzone si annunciano ancor più straordinari e salvifici per le sorti della politica italiana. Ma abbiano fede Cappato, Perduca, Vecellio e Diego Galli: tra poco avranno il nuovo nome da applaudire con mozioni al 97%, per poi far finta che non fosse mai stato nel partito!

Infine, una menzione d’onore non puo’ non toccare alla cattolicissima Mariastella Gelmini, sposatasi in gran pompa gia’ gravida con un divorziato, e come testimoni due separati di cui uno mignottaro semi-pedofilo e l’altro ex-comunista, e i paggi da famiglie multiple, mono-nucleari e comunque strampalate. Sembrava quella scena delle “120 Giornate di Sodoma”di De Sade dove i convenuti al castello studiano a tavolino il modo di commettere piu’ peccati possibili contro la religione, fottendo analmente con ostie sulle cappelle e contemporaneamente frustando i/le piglianculi/e – ovviamente loro parenti per aggiungere anche l’incesto – con crocefissi e rosari. Se non ci fosse l’ipocrisia di noi cattolici, bisognerebbe inventarla. E quindi abbiamo fede che Mariastella e gli/le altre/i continuino a darcene prove cosi’ virtuosistiche!

 

Poi ier l’altro, scorrendo i giornali,abbiam trovato la perla di Menichini, direttore di Europa, un giornalino che tira trentamila e vende tremila (avete letto bene: 3.000) copie a spese pubbliche:

“Europa è un’impresa piccola ma sana, che si è conquistata passo passo uno spazio di credibilità e di ascolto. Forse non presso il grande pubblico,ma sicuramente nel circuito significativo del dibattito e del confronto politico.” Dichiarazione subito rinsaldata dall’indispensabile Mario Adinolfi, il grande “giornalista” e “politologo” “creatore di pensieri forti”, addolorato per l’addio della Binetti e di Rutelli e che fa il fenomeno a spese vostre “lavorando” per Europa e D’Alema dopo essere stato imbucato dagli ultimi conati di diarrea parastatale democristiana nella benemerita stampa di partito e dei bollettini di sottocorrente.

Il nostro caro puffone dai boxer grandangolari, il Ferrara molto mancato come dice Bordin, – tra le frasi preferite, l’ignobile, vigliacca e nefanda “l’informazione in Italia è tutta sovvenzionata” – si vanta della propria condizione di parassita, e fa la morale pelosa e untuosa a quei poveracci che “non sanno prendere decisioni”, come se un ricercatore precario o una bestia da soma dei call center che non ha i suoi contributi e il suo “lavoro” inutile alle spalle non avesse preso alcuna decisione nella sua vita. Il messaggio è più o meno quello di Berlusconi alle fighe: sposarsi uno ricco da mungere per il resto della vita. Con quello stile sobrio e sbrigativo, poi, che piace tanto a noi cattolici. Come quando afferma il falso dicendo che la Bonino e’ candidata PD in Lazio ma contro il PD in Lombardia, mentre e’ infatti vero che la Bonino si e’ candidata a prescindere e sono proprio i suoi geniali compagni di partito che hanno scelto di appoggiarla.

Beh, cari Voi, ora non ci ferma più nessuno: non vogliamo solo che questo blog venga proclamato beato subito, entro i prossimi cento giorni.

Noi vogliamo anche che ci vengano assegnati fondi pubblici, perchè è chiaro come il sole che questa nostra è un’impresina sana, che – sebbene piccola – si è conquistata passo passo uno spazio di credibilità e di ascolto.  Forse non presso il grande pubblico, ma sicuramente nel circuito significativo (sono parole del geniale Menichini) del dibattito e del confronto politico.

E se qualcuno oserà smentirci,farà i conti non con l’opera nostra, ma con la fede nostra.

E saran cazzi amari, questo lo si sa bene.

Anskij e Ghino La Ganga

 

Volevo far presente che iersera San Remo l’ho visto a tratti e mi pareva  abbastanza dimolto palloso che hanno anche eliminato pupo e il principe eccazzo quindi mancano due veri motivi di interesse irene grandi deve smetterla di rifare le canzoni dei Baustelle che non le sa rifare  però a mezzanotte è comparsa Dita Von Teeese e s’è spogliata e io son rimasto basito ingrifato voglioso sbigottito fortuna che  esistono donne così quelle donne che le altre donne criticano perchè son molto formose si muovono sinuose sorridendo insomma quelle donne che piacciono a noi uomini anzi ci piacciono di più perchè mentre le guardi senti le altre donne che dicono  è grassa e tu puoi zittirle state zitte sceme cazzo dite cosa capite voi di donne idiote andate a fre le imbecilli con le vostre amiche sfigate anoressiche dei miei coglioni sparite che mi rovinate l’atmosfera andate fuori dalle palle andate a ingozzarvi di sushi insipido e a bere  tisane del cazzo  andate fuori di qui subito chi mai vi vuol vedere e sperate che stasera la Fiorentina vinca così non vi prendo a calci in culo quando vi incontro.

Forza Viola. State bene.

Ghino La Ganga

Tortellini as usual.

febbraio 16, 2010

“Ah.Eccoti qua.”

“Già”

“Novità?”

“Nessuna. Salvo che forse a Bologna lanceranno una candidata donna”.

“Ah.Ma pensa. Cos’è,il contrappasso? Per colpa di una donna siamo in ‘sto casino,dunque una donna ce ne tirerà fuori?”

“Boh. Secondo me è perchè  sono più brave con i congiuntivi. Tieni conto che il candidato degli altri ne azzecca pochi…ma come cazzo faceva a dirigere un quotidiano,dico io…”

“Ah,quello è un mistero. Che a me sembrava incredibile anche quello prima,di direttore,eh?”

“Davvero.Poveretto.Sparito nel nulla. Un giro omaggio in regione… e via.”

“Eh.Già. Come succede anche di qua, eh? Quanti ne abbiam mandati in regione a farsi il giro omaggio? Una volta li mandavamo a Strasburgo, poi han scoperto che in regione si sta meglio e alla fine la paghetta la prendi anche qui…”

“Vero. Senti..e invece in regione hai visto,che quelli han candidato appunto una donna…”

“Sì. La figlia di papà. L’avvocata del tenore. Boh. Non mi pare ‘sto gran fenomeno…sta antipatica appena parla,tra l’altro…non so se i voti li prende…”

“Già.Ed è strano,perchè secondo me con tutta quella storia  su quel cretino,con un candidato un po’ più forte, le palle le rompevano di brutto…specie a Parma,a Piacenza…”

“Mh.Vero.Mah,va a finire che è la solita scelta per perdere. del resto,anche a Bologna, che mai gli è venuto di lanciare appunto l’ex direttore, che così ha più possibilità di perdere….”

“Hanno addirittura invertito i candidati,come i terzini sulle fasce a calcio : la figlia di papà avvocata doveva candidarsi a Bologna e invece la mandano in regione; l’ex direttore che sbaglia i congiuntivi doveva candidarsi in regione, invece lo mandano a Bologna… boh… che manovre del cavolo…”

“Senti,tornando a quest’altra parte qua…. ma la candidata donna che vogliono scegliere,sarà mica come quella là del 1999,contro Guazzaloca… mica sarà una così,eh? Una che non sapeva nemmeno cosa significava lavorare…”

“No,no…credo proprio di no….oddio,adesso che mi ci fai pensare… il rischio è che vadano a pescare quelche ex magistrata….”

“Oddio.Siamo a posto. Ma vogliono perdere, allora?”

“Va’ a capire. Qua  mi sembra la gara a chi candida il più scarso, quello meno conosciuto,quello meno simpatico.”

“Davvero. Sapessi per chi votare,io…”

“Che non puoi votare nemmeno per il meno scarso. Rischiano d’essere alla pari…”

“Vero. Scarsi uguali. Senti, ma il professore? Zitto e mosca?”

“Ah,cosa vuoi ce dica. Ne ha cannati due su due, di pupilli…”

“Già.Che tristezza…..per storie di sesso,tra l’altro.”

“Eh.Del resto,a Bologna, cosa mai vuoi che conti? Il tortellino… e  quell’altra roba.”

“Già. Bisogna tenerne sempre conto. “

“Vero.”

“Dài. Teniamoci aggiornati.”

“Okkei. Ciao. “

“Ciao.”

 

Colpi bassi tra mare e monti.

febbraio 15, 2010

Voi che non vivete in Romagna, non potete sapere com’è svegliarsi la domenica mattina, aprire i giornali e apprendere che a Sogliano al Rubicone (FC),durante una seduta di commissione consiliare,  il consigliere comunale della Lega, che di nome fa Roberto Morini, indispettito dalle difficoltà burocratiche connesse all’apertura d’un passo carrabile, gridando  “ti strappo le palle”  avrebbe afferrato l’assessore comunale ai lavori pubblici del PD, che di nome fa Lino Brigliadori, per il cavallo dei pantaloni, stringendogli i testicoli forte-forte-forte: sì non solo da rompere i pantaloni del malcapitato, ma da provocargli atroci dolori,che avrebbero indotto l’assessore Brigliadori a rivolgersi a un medico specialista,e a dichiarare ad un quotidiano locale: “il male me lo sono portato avanti parecchio”.

 

Voi che non vivete in Romagna,non sapete com’ è svegliarsi la domenica mattina,aprire i giornali e sapere che a Bellaria-Igea Marina (RN) , dal 5 al 9 marzo si svolgerà il Riminisex,manifestazione erotica con strip-tease,parata di pornostars,convegni tematici,anticipazioni video vietatissime,il tutto condotto da Corrado Fumagalli,quello della fortunata trasmissione notturna Sexy Bar.

Voi che non vivete in Romagna, non sapete com’è dover scegliere tra l’assistere al prossimo consiglio comunale a Sogliano al Rubicone (FC) e l’assistere al Riminisex a Bellaria-Igea Marina (RN); nè sapete com’è il cercare di veder tutto,scapicollandosi dall’un luogo all’altro,dalla collina al mare e ritorno, o dal mare alla collina e ritorno,con il rischio di perdersi il meglio di entrambi gli eventi.

Voi che non vivete in Romagna, non siete abituati a questi colpi bassi.

Per questo ci invidiate.

State bene.

Ghino La Ganga

Prima quell’insieme geniale dato da: centri benessere/amici degli amici/brasiliane ex cacao meravigliao/polo della protezione civile trovate sul lettino /preservativi usati/bikini messi per l’occasione/ figli da sistemare/risate alla prima scossa/risate alla seconda scossa/godute all’assegnazione dell’opera senza appalto/ biglietti da cento euro presi dal sacchetto delle offerte per l’africa/nipote con maserati/impianti sportivi dove si pratica uno sport antichissimo.

Poi,il caso dell’imprenditore milanese che videoregistra la consegna d’una tangente al consigliere comunale che gli ha fatto sbloccare un terreno: utilizzando una microcamera prestatagli da un ex fotografo di Corona,del quale era socio.

Infine, il ricordo dell’analisi esposta nel 2004 da Loredana Sciolla nel suo “La sfida dei valori” (Ed.Il Mulino): analisi secondo la quale l’Italia è  maturata tantissimo dai tempi del familismo amorale  di Banfield, ed è dunque un paese cresciuto socialmente tanto quanto altri in Europa, se non addirittura di più.

Orbene,cara Loredana: le  ipotesi sono due .

La prima: alle domande dei sondaggi della Vostra analisi, gli italiani V’han risposto un mare di balle cammuffate da buoni sentimenti,mentre continuano allegramente a farsi gli affari propri fregandosene del bene comune.

La seconda:  gli italiani v’han risposto la verità,ossia che a loro interessa solo che stian bene parenti strettissimi e qualche amico,che è tale anche se pregiudicato;anzi, è meglio,specie se si deve truffare o incastrare qualcuno; tuttavia,nonostante l’assoluta  chiarezza delle risposte,Tu e la Tua equipe scientifica non avete capito un beneamato cazzo di niente. 

Oh,Loredana: magari le due ipotesi coesistono. Hai visto mai.

State bene, tu e  i lettori.

Ghino La Ganga

 

Dal “Corriere” di oggi

Il delitto|Lui puntò la sveglia alle 3, poi il massacro

Il giallo di Vignola

«Sono la fidanzata del prete omicida» Il rapporto legato al possibile movente

Dal nostro inviato Francesco Alberti VIGNOLA (Modena) — C’era ancora odore di morte nella villetta alle porte del paese quando lei, bruna, minuta, sui quarant’anni, si è presentata in ospedale, al capezzale di don Giorgio Panini, sfidando occhiate inquisitrici e sorrisetti maliziosi. Era da poco passato Natale e attorno al letto di quel sacerdote grande e grosso, che con le sue 5 parrocchie e le tante iniziative per poveri e diseredati si era fatto a Vignola la fama di «stakanovista di Dio», c’era una piccola folla, tra magistrati e carabinieri. Tutti lì per capire in preda a quali demoni quell’omone di 57 anni avesse massacrato a coltellate il suo miglior amico e socio in affari, Sergio Manfredini, 68 anni, riducendo in fin di vita la moglie Paola, 62, e ferendo il figlio Davide, 42, prima che quest’ultimo, armato di candelabro, lo spedisse al tappeto, mettendo fine alla mattanza. Don Giorgio Panini aeva rapporti d’affari con la famiglia Manfredini che ha tentato di sterminare Lei comparve sulla soglia della camera d’ospedale sapendo che sarebbe stato impossibile passare inosservata e che da quel momento la sua esistenza non sarebbe più stata la stessa. Furono i carabinieri i primi a chiederle cosa ci faceva lì e in quali rapporti fosse con il sacerdote. E a loro, così come qualche giorno fa al pm Lucia Musti che l’ha ascoltata in qualità di persona informata dei fatti (del tutto estranea all’omicidio), lei ha dato la stessa risposta, semplice e diretta: «Io e don Giorgio siamo fidanzati». Proprio così: «Fidanzati». Lei separata da anni e con un figlio grande. Lui uomo di Chiesa. Entrambi, da tempo, nel mirino delle comari di paese, che favoleggiavano di «una donna del prete», di «un amore nato tra salmi e rosari». E ora, eccola lì, la prova provata. L’irruzione della signora in questa storia di sangue, pur lasciando intatto il quadro delle responsabilità (don Panini è accusato di omicidio premeditato e contro di lui ci sono indizi pesanti), costituisce un tassello importante per risalire al movente. Gli inquirenti sono convinti che la molla dell’aggressione vada ricercata nell’intreccio di affari che da due decenni univa il sacerdote all’amico Manfredini e alla moglie. Un piccolo tesoretto, il loro: decine di conti correnti, proprietà immobiliari in Puglia, nel Bresciano e nel Modenese, un giro di investimenti che sfiora il milione di euro. Un sodalizio che ha funzionato fino a quando don Giorgio non ha conosciuto la signora. In paese c’è chi dice che il sacerdote avesse intenzione di lasciare la Chiesa per lei. Chissà. Di sicuro, facevano sul serio. Si erano messi perfino a cercare casa. Per i Manfredini, che fino a quel momento avevano diviso tutto con il don, una situazione difficile da accettare, sia per lo scandalo che ne sarebbe derivato che per motivi economici. L’antivigilia di Natale, l’aggressione. Il legale del parroco parla di «raptus». Ma si è scoperto che la sveglia del prete era puntata sulle 3: l’ora del delitto.

Questo è il vero patrimonio.

febbraio 11, 2010

Dell’Unesco,intendo.

Come possiamo discriminare il vero,solido paesaggio italiano? Tanto è chiaro: l’elezione nel novero dei siti/patrimonio non si sa bene quale criterio segua.Perchè è troppo discontinua: si ha l’apparenza che basti fare un po’ di bobba,elargire qualche denaro a destra e sinistra, e zacchète che ci si finisce,in quel partimonio bello.

Ordunque: mi spiegate come possono essere tenuti fuori quei posti,quegli edifici,quei luoghi della memoria della mia generazione, e anche ( senz’altro) di quelle a venire?

Come si fa,ditemi voi, a non inserire subito nel partimonio dell’unesco una roba geniale come il quartiere Corviale di Roma. Ditemelo Voi.

 

 

 

E ditemi voi come si,dico io,come si fa a non inserire subito,da domattina, un bell’uno-due di quartieri che ci hanno reso famosi nel mondo,grazie a quell’unione di geni indiscussi come Gregotti e Franz Di salvo: lo Zen di palermo e Le Vele di Napoli,intendo.

 

 

 

 

Eppoi,dico io,vogliamo dimenticare Roma? Ci vogliamo scordare di quel geniaccio di Piero Barucci, e del suo strepitoso quarteiere Laurentino 38,così poco compreso dagli abitanti,quegli stolti?

 

 

 

 

E il Corviale? Un capolavoro così? Ce lo dimentichiamo?

 

 

 

 

Indi,vogliamo limitarci a dedicare solo una facoltà universitaria a un genio planetario come Aldo Rossi, che aveva della morte un’idea che ti faceva amare ancor di più la vita, basta vedere il suo cimitero di Modena?

 

 

 

 

E del profondo pensiero di Leonardo Benevolo, creatore delle spettacolari e intelligenti torri del quartiere San Polo di Brescia,vogliamo scordarci, porcamiseria? Via,subito nel patrimonio,perdiana!

 

 

 

 

Ed ora,passatemi un po’ d’orgoglio Emiliano Romagnolo: ditemi voi quale regione,dico io,può vantare un insieme come quello dato dal quartiere Pilastro a Bologna con il suo geniale virgolone, dal parcheggio Montefeltro a Forlì, dalla centrale nucleare a Caorso (PC) e dallo spettacolare ed ordinatissimo insieme della spiaggia di Rimini? No,dico: ce ne vogliamo scordare proprio adesso?  Quale regione può vantare,in aggiunta,una ridente cittadina che ha perfino avuto il colpo d’astuzia di piazzare in piazza un busto di Lenin, e di intitolargli il luogo?

 

 

 

 

Insomma: cari amici, è tempo che ci muoviamo seriamente perchè l’Unesco la pianti con tutte quelle pugnette di distinguo,e inserisca,da subito,nel patrimonio dell’umanità,tutti i luoghi che ho segnalato e tutti quelli che – nello stesso stile – vanno senz’altro ricordati: sono luoghi che hanno segnato la nostra esistenza,e la segnano ancora,molto di più di tanti altri luoghi celebrati, ma del tutto  privi di quello specifico sociale che è così necessario al nostro benessere: cioè,tanto per dire, uno a Piazza San Marco ci deve proprio andare e pochi ci abitanto; mentre da certi quartieri ci si passa per forza,e tantissimi ci abitano : hai voglia a protestare,vince il numero.

Ce lo ha già insegnato la chiesa cattolica a proposito di Pio XII: non conta l’opera in sè,conta la fede con cui è stata fatta . Sicchè senz’altro va fatto beato chi s’è mosso con la massima  fede,anche se ha rovinato la vita di tanti . E assieme a Pio XII vanno ricordati coloro che hanno seguito la stessa linea, per la miseria: non possiamo dimenticare Pinochet e Franco,tanto per dire i primi che mi vengono in mente.

Sì,avete ragione: sarebbe un discorso lungo. Mi fermo qui,allora. Ma tanto sapete che ho ragione.

State bene.

Ghino La Ganga

Paranormal normality.

febbraio 10, 2010

Iersera ho visto in tv un spezzone della conferenza stampa congiunta  Sacconi-Roccella-Boscagli a Lecco. Ho tolto l’audio. Sacconi sembrava uno che va avanti a occhi semichiusi,recitando sempre le stesse frasi.La Roccella pareva una povera donnina instupidita dal freddo: sorriso eginetico, frasi sconnesse.Boscagli stava muto,occhi sbarrati,denti stretti,con l’aria di dire se sono qui c’è un motivo,cazzo .

Ho tolto l’audio. Sembravano tre fantasmi. Le labbra della Roccella  si muovevano a malapena, ferme nel sorriso instupidito,gli occhi paralizzati.

M’han fatto paura. Ho spento. Ho chiamato il Ministero degli Interni per segnalare la pericolosità di certe immagini. Non m’ha risposto nessuno. Mi son preso ancor più paura.

Ho dormito malissimo,mi sembrava di sentire rumori dappertutto.

State bene.

Ghino La Ganga

Ritenendo di interpretare anche il pensiero di Anskij, vorrei far presente a quel caro visitatore che ieri cercava qui notizie sulla querelle tra l’assessore riminese Zerbini e il consigliere comunale Di Spirito – con il chiaro intento di sapere cosa ne pensiamo sulla vicenda dello Zerbini il quale,come riportano i quotidiani locali,  avrebbe ricevuto finanziamenti dal comune di Rimini per la sua aziendina in Polonia, proprio quando era presidente della commissione bilancio del comune – che noi, di certe cose,qua  non ci occupiamo,perchè siamo gente superiore.

Infatti non ci interessano certi scandaletti di provincia: che ci  frega a noi, se uno va in Polonia e si fa fotografare con le ragazze carine che così lo pubblicano sul Carlino;e poi,già che è la’,apre non si sa bene che aziendina per fare non si sa bene cosa,ricevendo un contributo comunale tramite la commissione che presiede ; mica interessa a noialtri, e sottolineo a noialtri, quel che accade nel privato delle persone,anche quando riguarda il pubblico,perchè noialtri siam superiori; le beghe di pollaio ci lasciano indifferenti,specie quando hanno l’odore del pollaio del retroparrocchia,quei bei pollaietti che certi pretini tengono in certe canoniche,per aver l’ovino fresco da farci lo zabaglione la mattina, poverini,così l’umore gli si rinfranca.

Semmai,attendiamo curiosi di sapere chi mai cazzo se l’è comprata dallo Zerbini,quell’aziendina in Polonia che non s’è ben capito che mai facesse, e che comunque  ha trovato un acquirente (un faentino,dicono i quotidiani locali): perchè quel qualcuno,che s’è comprato quell’aziendina, è già candidato da ora alla vittoria finale nel nostro concorso “Fenomeno del 2010”,con serissime probabilità di vittoria.

Anche senza contributo comunale e foto con le ragazze carine;che lo sappia: adès ‘tfè un bèl màng (*1), si dice dalle nostre parti.

State bene.

Ghino La Ganga

Note: (1*) dal dialetto romagnolo: adesso ti fai una bella sega.

Povera ricca.

febbraio 8, 2010

“Pronto.”

“Ah.Eccoti.”

“Volevo dire:io c’ho un dubbio.”

“Sarebbe?”

“Sarebbe: non è che per caso quello lì,con tutte quelle storie che una donna è bella a 25 anni ma non a 43, fa il cretino apposta,e critica l’arte povera con uno scopo?”

“Spiega un po’….”

“Voglio dire: ho capito che non ha mai sopportato l’arte moderna, e non so cosa cazzo infilerà in quel povero padiglione Italia l’anno  prossimo. “

“Mh.Vero.Poi?”

“Ho capito che prendersela con Celant è facile: a chi sta simpatico,Celant?”

“A nessuno.Con quel caratterino…..Poi?”

“Poi: ho capito che qualche ragione ce l’ha pure: chi cazzo si compra un igloo,pace all’anima di chi l’ha realizzato? No,dico…chi mai cazzo se l’è comprato,a parte qualche museo e qualche pazzo d’america? E uno specchione ? Chi mai cazzo s’è comprato uno specchione di quelli giganti o una stellona di lui lì…quello con il nome che sembra un minerale…….o un cumulo di stracci di quell’altro…quello che di nome fa Michelangelo e di cognome  Topoletto…,anzi no…Pistolino o non so bene come …..no?”

“Sì,vero. Vabbè,se vogliamo dirla tutta, anche quella volta che Paolini era andato alla Biennale e  gli avevano assegnato qullo spazio del cavolo tra due colonne, e lui l’ha riempito con due palle giganti che parevano due coglioni…che poi ha detto: ” ho utilizzato al meglio lo spazio assegnatomi…”..ecco,ha fatto il simpatico: ma non credo che chi le ha comprate,quelle due palle giganti,le abbia pagate granchè….se poi era Paolini,che mica mi ricordo…”

“Bravo. Eccoti arrivato. Non mi risulta che sia arte costosissima. Tuttavia….”

“Tuttavia?” 

“Tuttavia,se la fai sparire per un po’ da tutte le mostre,cosa resta?”

“Boh.Un cazzo.”

“Ecco,bravo. Un cazzo. Quindi compri le opere che è un piacere.Anche a stock,le compri….”

“Ah.Cavolo….”

“Pensa a quello svizzero dei miei coglioni. Chi mai s’era filato le sue sculture,in passato….e adesso,paf,quattro stronzate di recupero e giù una quotazione della madonna santa…”

“Cavolo…è vero….quindi?”

“Quindi: aspettiamo qualche mese. Se continua così, già tra un po’  anche le cose dell’armeno con la K, si compreranno a meno quattrini….”

“Poi?”

“Poi l’anno prossimo,con la sbornia delle mostre per i  centocinquant’anni d’Italia si aspetta l’aumento dei prezzi, e giù che si vende. Vedrai che la mancata presenza alla biennale la notano in pochi…”

“E noi facciamo una bella paccata di soldini.Bravo. Basta che non ci abbia già pensato qualcun altro…”

“Questo è il mio dubbio: lui lì,che fa tanto il critico e spara a zero…non è che sta comprando? O sta agevolando qualcuno che vuol comprare?

“Ah.Eh,già. Bisogna capire….mh. Mi sa che domani faccio qualche telefonata.”

“Bravo.Oh,diamoci da fare. Che qua è peggio della borsa.”

“Giusto.Vero. Dài,ci sentiamo domani. Ti chiamo dopo che ho sentito…..hai capito chi,vero?”

“Sì,sì… ma è ancora affidabile? M’avevano detto che s’è parecchio rincoglionito….”

“Dì…magari sarà così. Ma intanto parto col sentir lui.”

“Ok.A domani. Ciao.”

“Ciao.”

( La situazione è di totale fantasia. Questa telefonata non è mai esistita. I riferimenti ad artisti o critici esistenti è compiuta in modo del tutto casuale. Celant sta simpatico a tutti; Paolini è un grande artista. Come tutti gli altri che si riconosceranno nel post,ovviamente. State bene. Ghino La Ganga ).