Nelle giornate del 14,15 e 16 agosto 2009,le strade di Milano Marittima sono state rese impraticabili da una fiumana di migliaia di ragazzi e ragazze: entravano ed uscivano da una festa all’altra, da un happy hour all’altro a qualsiasi ora del giorno e della notte ,paralizzando il traffico,lanciandosi sulle auto,scuotendole, vomitando alcolici in strada e in ogni dove,dirigendo il flusso con tanto di megafono. Immancabili i gavettoni, non solo d’acqua.

Tale fatto ha prodotto i suoi begli strascichi: interpellanze e mugugni perfino in Consiglio Comunale di Cervia; cittadina che, oltre ad essere il capoluogo della frazione Milano Marittima, deve perfino scontare d’esserne meno famoso.

In quest’inverno freddissimo le idee si son chiarite per benino,ora son tutti d’accordo per cambiare.  La prossima estate basta con il casino,con la musica troppo alta,con gli happy hour che non portano buon turismo,ma solo vandali: “fino ad ora ci hanno portato poco lavoro e parecchi disagi,si tratta di brutta gente, che gira per il centro a torso nudo”,afferma sui quotidiani locali  Sabina Zabberoni,titolare di una nota boutique della località.

Ma la colpa,sarà mica dei gestori delle discoteche e dei locali sulla spiaggia,che esagerano con le feste?

La colpa non è di gestisce gli happy hour,perchè quegli imprenditori li conosco e sono bravi” ha chiarito la Zabberoni Sabina,mentre i suoi colleghi commercianti preparano per domenica 14 marzo una protesta anti-happy hour ( forse la prima in Italia).

 Uno degli imprenditori chiamati in causa è Massimo Natali:  lui  però non c’entra più niente, ha lasciato la gestione di uno dei locali da ballo sulla spiaggia  più noti ( il Papeete) proprio poco tempo fa: adesso,anzi,è contrarissimo agli happy hour e alle feste che “squalificano il turismo e portano gente poco elegante”.

Beh, se qualcuno dei lettori si sorprende per l’estrema velocità dell’imprenditoria locale, che prima inventa poi critica l’invenzione, ed anzi organizza manifestazioni contro quel che faceva un anno fa o poco più, sappia che il titolo di questo  post è solo l’inzio dello slogan, con il quale il disc-jockey del Papeete arringa il pubblico,quando lancia un brano nuovo a tutto volume.

La fine è : l’importante è che ti muovi. 

 No,non: che ti muova. 

Dice proprio: Che ti muovi.

State bene.

Ghino La Ganga