Se lo chiede L.e.i.

marzo 23, 2010

 

Grazie,Bagnasco.Con la sua cazzata in zona Cesarini,m’ha scosso dal torpore, che in questi giorni mi portava solo a trattar di musichette e filmetti: ha ragione Lei,devo andare a votare.

Devo andare a votare contro di Lei,che minimizza la pedofilia perchè in fondo perdonabile, e condanna l’aborto a prescindere.

Certo,dovrò scegliere tra ‘sti tre qui: il non laureato in filosofia che rompe i coglioni da quindici e passa anni e non ne ha azzeccate granchè; l’avvocata esperta di vedove,trust e necrologi; il commercialista dei tortellini.

Chissà chi,di questi tre,ce l’ha più con lei. Magari tutti e tre, a dispetto delle dichiarazioni di facciata. Ma stia tranquillo: di qui da domenica lo scopro.

Ah,già che c’è;mi saluti la Sua congrega di scioperati che reca quella sigla, che ora mi sfugge.

Come è,già? Sei? Nei? Pei? Cei? Boh.

Grazie a L.e.i.,intanto.

Stiano bene i lettori.

Ghino La Ganga

Audio.

marzo 22, 2010

 

 

 

 

Mi spiace,ma Springsteen non l’ho mai granchè digerito. Fin da quando avevo vent’anni. St’aria da santone dell’america di periferia m’ha spesso irritato: sta di fatto che, salvo rarissime eccezioni,quando vedo passare un suo video cambio canale. Mi viene voglia di ascoltare tutt’altro; ad esempio, questi qua sotto. Che c’ho perfino gli originali su vinile dell’epoca.

 

 

 

 

Solo elettronica? Mannò. Ascolto un po’ di tutto. Pensate un po’: a volte, cambiando canale, mi fermo perfino a contemplare un video di questa qua. Sì,ho capito: non sa cantare. Ma  basta togliere l’audio, e siamo a posto. No?

 

 

 

 

State bene.

Ghino La Ganga

 

Telegramma.

marzo 20, 2010

Vista iersera marchetta governatore Vasco Errani in Rimini stop durante discorso at passaggio mettere uomo centro della politica udito forte colpo stop era mio testicolo destro finito at suolo stop uscito fumare sigaretta attesa fine discorso in strada stop assistito uscita notabili PD locali stop richiesto cosa facevo affermato  non avere voglia  votare stop due note donne PD locale transitanti  intimatomi devi votare  anche sine voglia stop preciso una est ex forza italia ora possidente dichiarantesi solidarista stop altra est operaista ora imprenditrice in nero stop udito altro forte colpo su asfalto stop era mio testicolo sinistro residuo finito al suolo esso stesso stop causa forte menomazione fisica segnalo mia impossibilità partecipazione voto 28 et 29 marzo prossimi stop cordialità state bene Ghino La Ganga

Incolmabile.

marzo 19, 2010

E’ stato quando ci siamo conosciuti,che ho compreso l’incolmabile distanza che separa  un uomo normale, come me, da un artista, come te”.

Questa la dichiarazione di Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna, rivolto a Tonino Guerra che festeggiava i novant’anni.

Beh,caro Vasco: io tra due domeniche avrò ben chiara l’incolmabile distanza  che separa un uomo normale di Rimini, come me, da uno di Massalombarda che deve essere votato,come te.

Stai bene Tu, e stiano bene i lettori.

Ghino La Ganga

Emilia la nostra.

marzo 18, 2010

 

 “Oh.”

 “Eh.”

 “No,voglio dire…..ma tu lo sapevi?”

 “Beh…bastava leggere le delibere,no? Lo sapevano più o meno tutti. Dài.”

 “Allora,visto che lo sapevi…..spiegami un po’. Noi critichiamo quelli là perchè candidano a parlamentari i loro avvocati….li mandano in televisione,eccetera…”

 “Sì.”

 “Poi salta fuori che noi,i nostri avvocati, o li riempiamo di incarichi di difesa di enti pubblici,oppure li mettiamo direttamente a dirigere enti pubblici…”

 “Sì.”

 “No,dico io: dove sta la differenza? Cioè: cazzo critichiamo quelli là? No,dico:spiegamelo…..”

 “Boh.Cazzo ne so. Senti,ti pare che adesso ci mettiamo a parlare di ‘sta roba? Piuttosto: preparati,che a Modena c’è l’assemblea della Banca, tra pochi giorni.”

 “Anche lì,si candida un avvocato…”

 “…chissà se ce la farà.”

 “Non è dei nostri?”

 “Mah. Chi l’ha capito. Abbiamo gente nostra da entrambe le parti,direi. Dài,adesso abbiam da fare tutti e due. Ci risentiamo per decidere chi votare.Ciao.”

 “Ciao.”

 (State bene. Ghino La Ganga)

Il laureato.

marzo 17, 2010

  

Quando facevo l’università,a lezione tra noialtri studenti,c’era uno che era il classico perfettino: mai un capello fuori posto, sempre il vestitino in ordine, sempre gli appunti presi bene,sempre la penna giusta – anzi: più d’una,una collezione tale da battere qualunque prima della classe – con l’evidenziatore di otto colori ed il libro di testo sottolineato nei punti giusti.

Al momento delle domande, poneva sempre il quesito giusto,quello pertinente,sul caso singolo; il caso sul quale il professore doveva impegnarsi a rispondere;sicchè risultava che il perfettino era dimolto preparato,si pensava studiasse anche la notte. Correva voce avesse una mente superiore: alcuni sostenevano d’averlo visto, mentre ascoltava le lezioni, elaborare perfino dei difficilissimi cruciverba.

 Alla fine del terzo anno, con grande stupore, apprendemmo che non aveva manco completato gli esami del primo: vestito di tutto punto in giacca e cravatta,si sedeva per sostenere l’esame ma si  impappinava davanti al primo assistente che gli capitava; balbettava, oppure si metteva a discutere capziosamente con chi lo interrogava, sostenendo che la domanda gli era stata malposta.

Sicchè chi lo interrogava prima gli chiedeva se stava bene; poi se voleva uscire a prendere una boccata d’aria; infine, alla quarta domanda priva di risposta, lo congedava, con la convizione che fosse un cretino,seppure assai ben vestito.

 Stamattina,in pressochè tutti i Tribunali d’Italia, è emerso che non si sa dove far svolgere il tentativo di conciliazione pregiudiziale,previsto come obbligatorio dal 20 marzo 2010 ( cioè dopodomani), in tante materie, da una nuova legge sul processo civile.

Le commissioni di conciliazione innanzi alle quali il tentativo dovrebbe svolgersi, infatti, non sono state costituite in praticamente nessuna Camera di Commercio, salvo forse ( ma non è del tutto chiaro) in quella di Milano.

 Sfogliando i giornali, ho guardato attentamente la foto di Alfano.

Somiglia un casino a quello là,quello che era a lezione ai tempi miei.

No,dài, non può essere: io ho qualche anno di più.

Sentite,però: magari è lui. Avete visto mai.

 State bene.

 Ghino La Ganga

Funny pulp.

marzo 16, 2010

  

 Ne ho già parlato: faccio fatica a vedere Funny Games di Haneke,nelle due versioni 1997 e 2008.Ci ho pensato su,cercando di capire come vincere questo problema.L’unico modo,che accennai tempo fa,sarebbe quello che ne girassi un remake proprio io.Non ho in mente una trama ben definita.Solo qualche passaggio.

Ad esempio: l’inizio può essere anche quello del film.Oppure no: potrei anche girarne un sequel.Mettiamo,dunque, che l’azione cominci da dove finisce il Funny Games di Haneke, con l’uccisione nel lago della povera madre,ultima superstite del macello della famigliola in vacanza.

Ebbene: i due assassini,sempre di bianco vestiti,anzichè dirigersi verso un’altra casa,tornano in quella che hanno già barbaramente visitato.Potrebbe essere,no?Uno dei due,tanto per dire,potrebbe anche trovare in un angolo una valigetta che prima nessuno aveva notato.

Potrebbe aprirla, ed essere illuminato ed estaticamente abbagliato dal contenuto,che lo spettatore non vede.Proprio in quel momento suonano alla porta.Cavolo. Chi può essere?

E’ ben spiazzante,per due abituati a compiere visite, l’essere a loro volta visitati. No?Ecco,qui potrebbe stare il primo nocciolo del film: una situazione inaspettata,il tema dei visitatori visitati.

Orbene: magari i due di bianco vestiti pensano a una fuga sul retro. Ma è meglio di no: meglio aprire , e allontanare subito chi ha suonato ( postino del cavolo? Lattaio del cavolo? Pensano i due) con la prima scusa che capita.Sicchè aprono.E si trovano davanti questi due qui.

 

 Due che a fare indovinelli sono bravi. Più bravi di loro. Specie se cercano una valigetta. E sono anche più bravi nel recitare preghiere o passi della bibbia, specie Ezechiele,recitato a memoria.

Il resto della trama? Beh,lasciatemici lavorare.

Ma già ho qualche idea sul come Samuel Jackson e John Travolta potrebbero mostrarsi un tantino irritati nello scoprire che quei due damerini,vestiti come due cazzoni gelatai reduci da una partitina a tennis o a golf,non sappiano dire chi mai è Marcellus Wallace, nonostante tre proiettili piantati nella gamba.

 Ho capito: mi ci devo mettere d’impegno. Va abbandonato il concetto di uno o trino, e ampliato quello di doppio. Però il tema del contrasto bianco/ nero, con molto rosso in scena, va a meraviglia. No? Ok. Capito.Devo lavorarci su  per benino.

State bene.

Ghino La Ganga

 

 Io non so, e non m’importa di sapere, cosa abbia spinto i nostri nonni ad abbattere le loro case coloniche per edificare,al loro posto,villette o condominii.

Io non so,e non m’importa di sapere ,cosa spinga oggi i nostri coetanei a prediligere la costruzione ( o l’acquisto) si case nuove,ma realizzate come fossero antiche coloniche,secondo lo stile che qualche architetto definisce happy rural.

Né so,nè m’inquieto, perchè la musica folk s’è aggiornata, è cambiata: sicchè da Romagna mia s’è passati a Ciao Mare,e da Secondo Casadei a Raul Casadei eppoi a Mirko Casadei, che ancora non pare finita.

Né m’importa di sapere perchè un tempo il dialetto era considerato un ostacolo all’italiano come lingua comune; né perchè poi,invece,fu considerato una lingua del popolo,perciò da salvare; né perchè dopo, a salvataggio eseguito, venne considerato uno strumento razzista e leghista, e gente come Van De Sfroos fu guardata con sospetto.

Ieri,però, ho letto un’intervista a Giovanna Marini, che annaspando sosteneva: i canti della tradizione orale non possono essere incanalati in rivoli dove i sentimenti e le emozioni diventano soldi che corrono nelle tasche di coloro che hanno come unico interesse il ritorno economico.

Sicchè, la Giovanna così concludeva: Tutto ciò mi mette un senso di allarme tale da farmi ritirare nel mio guscio,fatto di poco ma sicuro,che non è proprio quel che volevo.

Lo ammetto: una foto così nitida del casino mentale totale di cinquant’anni di sinistra italiana, con quell’attaccarsi alla prima icona contadina che passa, e mollarla incazzati cinque minuti dopo, perchè non vuol restare contadina , io, ancora, non l’avevo ancora vista.

State bene.

Ghino La Ganga

Consegna risaputa.

marzo 12, 2010

“Oh.Ciao.”

“Ciao. Hai saputo, vero?”

“Ah…sì…cioè,non so se ho saputo la storia giusta,io…”

“Vediamo se la sai come la so io. Piero s’è preso una fissazione per la Gloria,lo sai…”

“Questo lo so.”

“Ecco. Andiamo avanti: la fissazione era tale,che Piero la pensava di continuo,alla Gloria….”

“Anche questo lo so. Che poi,voglio dire: chi non l’ha pensata almeno una volta,la Gloria…con quelle due tette e quel culo in fuori…. che quando si passa il rossetto sulle labbra si fermano tutti a guardarla …… ”

“Bravo. Fino a qui la sai come me. Procediamo: Piero non ne poteva più. Farei qualunque cosa per andarci a letto….anche una volta sola..,diceva…”

“Anche questo ce l’ho. Lo sapevo. L’ha detto anche due settimane fa,dopo aver visto Avatàr…che l’ho incontrato fuori dal cinema….m’ha fermato per dirmelo….”

“Questa di Avatàr non la sapevo io……ecco,neanche quel film l’ha distratto,vedi. A me l’aveva detto un mese fa,dopo aver bevuto tre birre… comunque, fin qui ci siamo. La fissazione la conosciamo entrambi. “

“Eh.Io però sapevo che era perfino disposto a pagare… perchè lei non lo considerava…. aveva sempre rifiutato d’uscirci,lei, con il Piero….”

“Ah,cazzo, allora la sai proprio come me…… mille euro.Era pronto a pagare mille euro. Che tutti gli dicevano: sei scemo. Ti spacca la faccia,t’ha già detto no, e te ti metti a trattarla da puttana….”

“Fin qui coincide. Sapevo anche io quella cifra. Di più : per evitare la faccia spaccata, lui ha detto: i soldi glieli faccio recapitare con una lettera: cara Gloria,abbi pietà di me, io non ne posso più,ti prego,m’ammazzo di seghe….fai come credi tu,ma concedimi una sola volta . Una roba del genere.”

“Così. Preciso-preciso a come la so io. Un tono pietoso. Con allegate due banconote da cinquecento euri….mandate con il corriere di fiducia suo…quello al quale puoi affidare anche la nonna, che te la recapita dove vuoi…”

“Bravo.Così. Una busta con la supplica, allegate due da cinquecento,mandate con corriere allo studio della Gloria…che ha ricevuto tutto.”

“Esatto.Anche io la so così. Il corriere non c’entra niente. I soldi sono arrivati. Il corriere è un galantuomo,lo conosco anche io “.

“Ecco.Appunto. Perchè il problema è quello lì. Cioè: la Gloria ha telefonato al Piero e gli ha detto tante di quelle porcherie e insulti da ribaltarlo. Gli ha detto che non vuole nemmeno incrociarlo per strada. Lui piangeva, è rimasto lì a belare anche quando lei aveva già chiuso.”

“Eh..certo….solo che resta il dubbio…. dove cazzo son finiti i mille euro? Perchè la Gloria non glieli ha mica rispediti….”

“E il corriere non c’entra niente,lo sappiamo tutti….”.

“Già…..”

“Già. Vedi,la sappiamo nello stesso modo.”

“Ah.Certo. Dì, se so qualche novità ci sentiamo.”

“Va bene. Casomai i mille euro saltassero fuori….hai visto mai…”

“Sì,come no.Più facile che salti fuori un paio di sandali Jimmy Choo addosso alla Gloria,secondo me. “

“Sei cattivo (ridendo)… magari i soldi si son persi,chissà….”

“Se devi sparare una cazzata così,vedi di crederci almeno un po’. Dài. Ciao”

“Eh….è vero.Ciao.”

Io confesso.

marzo 11, 2010

Confesso di avere assistito a un unico concerto di Lorenzo Jovanotti, a Pesaro, nella primavera del 1997 insieme all’allora mia signora.

Confesso di essermi sentito a disagio,fin dal momento in cui il Jovanotti entrò in scena, preceduto dalla banda comunale della frazione di Candelara, a balzelloni e saltelloni, stile ubriaco che si diverte un casino.

Confesso di essere rimasto sbigottito nel constatare, a quasi fine concerto, che a non più di cinque metri da me stavano un professionista del mio paese – che conosco bene e che all’epoca aveva oltre 45 anni – seduto affranto con la faccia tra le mani, e la di lui mugliera, che di anni ne aveva all’epoca 40, bardata in micromaglietta, ombelico fuori, settanta orecchini in ogni dove,meches di tutti i colori, che si dimenava come un’ossessa, contentissima di ballare pum-puml’ombelico del mondo-pum-pum.

Confesso di avere provato un fortissimo desiderio di spingerla giù dalle gradinate, risparmiando però il di lei marito.

Confesso di non avere trasformato il desiderio in azione.

Confesso di essermi confrontato con l’allora mia cognata,anch’essa presente al concerto e che all’epoca non aveva compiuto ancora vent’anni,sui motivi del successo di Jovanotti, e di averne ricevuto la risposta : ha centrato la mia generazione.

Confesso di aver intuito i contorni di tale frase solo dopo un paio di mesi,quando udii l’allora mia cognata,attivista cattolica votante ulivo, replicare stizzita “nessuna te l’ha chiesta, perciò io non te la restituisco, la ricarica” a un tizio sconosciuto che, al telefonino, le chiedeva se poteva ricaricargli il telefonino per lire cinquantamila,visto che per errore di numero lui aveva ricaricato quello dell’allora mia cognata dello stesso importo,importo che l’allora mia cognata stava allegramente utilizzando.

Confesso di avere avuto forti dubbi, già allora, sull’humus culturale dell’allora mia signora,ovviamente sorella dell’allora mia cognata.

Confesso di non essermi più granchè appassionato,dopo quell’occasione, né alla vita né all’opera di Lorenzo Jovanotti,se non in casi sporadici: ad esempio lessi su Playlist di Luca Sofri che, la sera della nascita di sua figlia, Jovanotti si recò in sala di incisione e registrò solo il verso tredici dicembre ,che poi sarebbe diventato parte integrante di Per Te.

Confesso di aver provato il desiderio di investire una consistente somma di denaro nel progetto di fare incontrare Luca Sofri e Lorenzo Jovanotti in una sala d’incisione, per sopraggiungere alle loro spalle e battere le loro due teste assieme, in modo da ottenerne il suono pum-pum, e registrarlo.

Confesso di avere desistito dal progetto,solo per effettiva mancanza di tempo da dedicargli.

Confesso di avere udito tempo fa,sulla spiaggia di Rimini in una giornata primaverile, una mia conoscente di circa quaranta anni cercare di allietare il suo bambino, cantandogli a squarciagola Sono un ragazzo fortunato mentre il poverino piangeva e piangeva.

Confesso di averle chiesto se le piaceva Jovanotti.

Confesso di averla sentita rispondere sìììì,un casinoooo!!!Vado a vederlo appena passa di quaaa!!!L’ho già visto sei volteeee!!!!

Confesso di non essere mai stato tanto vicino all’omicidio, e di essere stato trattenuto solo dalla presenza del minore.

Di tutto ciò rendo piena confessione,per gli usi che se ne vorranno fare.

State bene.

Ghino La Ganga