Viva la miseria.

aprile 6, 2010

 

Mi son finito di leggere Ricominciamo dalle periferie di Ilardi e Scandurra, edizioni il Manifesto. Il tentativo è quello di analizzare perchè la sinistra ha perso a Roma le amministrative del 2008. Gli interventi sono di alto livello. O almeno : vorrebbero esserlo. Infatti Alberto Abruzzese imperversa per parecchie pagine: ma non ho capito un cazzo che è uno di quel che voleva dire. Franco Ferrarotti si impegna a dire che lui studia le periferie dal 1979 : non si sa bene con quale utilità, visto che non esprime un’idea utile. L’unico a parlare con qualche chiarezza è Walter Siti: non ha ricette, ma almeno si riesce a capire quel che dice.

Orbene: visto che Siti è l’unico chiaro, e che ogni due righe del libro è citato da tutti Pier Paolo Pasolini come colui che ha tracciato la via per l’analisi delle periferie, vien da affermare che gli unici contributi interessanti allo studio dello sviluppo urbanistico delle città italiane son venuti da da scrittori. Mica da sociologi o architetti.

E questo la dice lunga: unitamente alla riflessione che chiude il libro.

L’intervistatore chiede a Siti: la sinistra, per recuperare consenso,potrebbe buttarsi a fare tutte battaglie sulle libertà, come l’antiproibizionismo?

Risposta di Siti: non credo. L’unica speranza, non so quanto augurabile, è che venga una crisi economica così forte da provocare miseria, quella vera. Solo così la gente tornerebbe a sinistra.

State bene.

Ghino La Ganga