Vox e Ultravox.

aprile 15, 2010

 

                                                                                                                

 

 

 

 

E’ stato quell’amico tuo,quello che organizza tutto lui, sa come si fa, ci pensa lui, gli Ultravox che si riuniscono dopo vent’anni, è una cosa imperdibile, andiamo-andiamo-andiamo, dài, che ho anche la macchina nuova che ve la faccio provare, tutti a bordo, tanto il concerto comincia alle 22 e al Vox di Nonantola non son mai stati puntuali; sicchè c’è tutto il tempo, magnamoci una piada, anzi due piade, anzi due piade e un cassone o crescione, giù un bel caffè in autostrada, anche una sigarettina, i biglietti già comprati; eccoci qua, si passa Bologna e in un momento siamo a Modena sud, a razzo per la superstrada per Ferrara, eccoci arrivati, eccoci a Nonantola (MO); veh, ‘sto cazzo di Vox, mica è cambiato, proprio lì in centro; ma come mai non c’è ‘sta gran ressa, mah, vedrai che siamo alla fine in pochi a ricordarci degli Ultravox, mica come vent’anni fa,che facevano seimila paganti al parco nord di Bologna; porcamiseria, io c’ero, Ghino c’era il sei settembre 1984, un concertone, che avevi diciannove anni; ma ti scuotono gli altri, cazzo, ma qua avevamo capito le 22, invece il concerto è iniziato alle 21.30, porcaputtana, ecco perchè all’ingresso non c’è la fila, son già tutti dentro, han già fatto 5/6 canzoni; entrate a razzo, con gli altri che vorrebbero menare l’amico organizzatore, ma non c’è tempo, tutti dentro che i biglietti a momenti ve li strappate da soli, stan suonando The thin wall, con quella batteria elettronica che ti ha sempre smosso qualcosa dentro, come se fosse un suono tuo, quelle tastiere elettroniche; e siete la’ dentro, che è strano, ma strano-strano, a te sembra non di essere a un concerto, ma a una di quelle feste di gente dell’università dei tempi tuoi, era buio e dovevi orientarti, ma dopo un po’ ti accorgevi che li conoscevi tutti; tutti cantano le canzoni a memoria, anche Hymn, con quel passaggio “Faithless in faith/we must behold the things/ we see..” che non sei mai riuscito a capire di chi era, era Keats? O Byron? O chi altro? Boh.. intanto vanno avanti, Vienna in un tripudio, specie quando Billy Currie imbraccia il violino elettrico e fa l’assolo, poi One small day, poi Dancing with tears in my eyes, e via dritti, una qualità del suono della miseria, c’è anche la balconata superiore ma alla fine si sente meglio di sotto, al piano terra, tutti che ballano, gente che avrà la tua età,alcuni con i figli; le donne son fantastiche, ce ne son tre tue coetanee con i capelli biondi mechati come allora, quando eseguono White china resti stordito, ti rendi conto di quanti gruppi elettropop da discoteca di oggi abbian copiato dagli Ultravox; e li vedi adesso, Midge Ure senza capelli e la pancetta, ma cazzo che voce e che energia che ha ancora, senti Warren Cann come pesta sulla batteria, senti Chris Cross come ci da’ col basso,porcamiseria; ti arriva improvviso il ricordo del concerto del 1984, eravate una decina, attorno a voi una folla immensa, che cantava ooooh-ooooh-oooh-oooh-the look and the sound of the voice, e per due decenni a passa ti sei chiesto dove eran finiti tutti; beh, eccoli lì, intorno a te, contenti di vedere che ti ricordi le parole, proprio come loro; ti ricordi anche che il sei settembre 1984 a un certo punto eri stanco, ti eri appoggiato a Claudia, che aveva una quinta naturale, lei t’aveva abbracciato da dietro, con quelle due tette favolose che ti sostenevano la schiena, t’era parso d’essere in paradiso, lei l’aveva capito, stai comodo,eh? Da dio,sto…..ridendo, tutti e due, e pensi che Claudia sono anni che non la vedi, chissà, magari è lì anche lei, dopo ventisei anni; che quando sta per finire il concerto ti senti abbracciare al collo forte, pensi non è possibile, ti giri, non è Claudia, no, sono Marco, siam tutti qui; ma cazzo, ci siete anche voi, lo potevate dire, che venivamo su tutti insieme; vabbè,almeno adesso andiamo a sbronzarci per bene tutti insieme. Che bello ‘sto concerto,eh?

 

State bene.

Ghino La Ganga