Inno africano.

giugno 16, 2010

 

Prima di attribuire propositi sovversivi a questo qui, bisognerebbe considerare che nessuno sa che quello suonato prima delle partite è l’inno nazionale, dacchè per regolamentarne l’uso s’è atteso fino al 2001 o giù di lì, inquantochè prima era considerato un po’ da fascisti suonarlo ovunque: perchè questo era uno stato borghese da abbattere. E se anche non era uno stato borghese da abbattere – visto che pullulava di borghesi che dicevano di volerlo abbattere fino a che non si son resi conto che significava abbattere se stessi e le proprie seconde case perlopiù abusive – comunque era uno stato del cavolo, immeritevole perfino d’avere un inno. Tant’è che il ricordarne le parole era sinonimo d’essere sfigati, poveretti, imbecilli, roba da giochi della gioventù sinonimo di giochi del littorio, e le bandiere tricolore andavano a ruba solo in giornate singole,tipo il 12 luglio 1982, o giusto/giusto una settimana prima; poi dopo basta, tornavano in cantina o anche nella pattumiera, fino a che non arrivava qualche golletto del cazzo a ricordare che quel dialetto, che ci ostiniamo a chiamare lingua e che rompe tanto i coglioni sovrapponendosi ai nostri bei guagliò-ammarò-vaffancù-monsù-ahò-seghè-cinno-cittino-cumpà-ustmamò,dovremmo più o meno parlarlo tutti: cosa non vera; c’è la prova, cioè alla rai o mediaset, se non parli dialetto delle tue parti, non vai in onda ; in aggiunta adesso, per esprimerci meglio, non vediamo l’ora che arrivino quelle trombette sudafricane del cazzo che ti invorniscono dopo tre secondi, e c’è già un coglione che vuole importarle e venderle a otto euro l’una. E figuratevi se non era uno di Rimini.

State bene.

Ghino La Ganga

 

Mia mamma non guida granchè bene. Lo sappiam tutti da sempre. Le piace molto stare nella corsia opposta alla sua; sarà perche è Toscana, zona non lontana dal Chiantishire; sarà per questo, magari tutti quelli di quelle parti,sebbene italiani, guidano così, eran era già pronti a ospitare frotte di inglesi contromano; che poi, voglio dire, a furia di guidar contromano ne ha avuti di incidenti,mia mamma; alcuni clamorosi: certi frontali, che come fosse uscita viva c’era da chiederselo; ed un paio di volte anche con qualcuno a bordo, tipo mia sorella seduta proprio lì a fianco, dove s’era presa la botta più forte uscendone per foruna anche lei, miracolosamente, illesa; sicchè mio babbo a un certo punto la rimandò a scuola guida,mia mamma: tu adesso per favore fai almeno dieci lezioni; che poi diventarono una ventina, perchè così siam più tranquilli; fatto sta che a diciotto anni compiuti ci pensai io, a scassarle la macchina, che avevo solo il foglio rosa, e mi infilai con la sua macchina in un fosso assieme a tre miei amici di ritorno da un compleanno, capitombolammo su un fianco dell’auto e uscimmo stile marinai di sommergibile dalle portiere dell’altro fianco, finito all’insù; che non stavamo in mare me lo ricordò mio babbo: per la prima volta in vita sua brandì la cinghia , mi inseguì sulla terra vicina al sinistro, mentre il carro attrezzi aci recuperava la vettura, e gli abitanti della zona assistevano attenti ma impassibili, con tanto di nonnetto che diceva al nipotino sulla bici vedi a esser scemi, tu diventa intelligente che è meglio per tutti.

Sicchè ierl’altro mia mamma ha ripreso l’antica usanza, s’è messa contromano in rettilineo; mentre in senso contrario, cioè nel suo senso giusto,arrivava un camion; e a superare il camion c’era un’auto sportiva a manetta che,per effetto del sorpasso (vietatissimo), si trovava nella corsia opposta, cioè quella dove si sarebbe dovuta trovare mamma mia, che però stava nell’altra, a pregustare un bel frontale col camion; ed è stato allora, come m’ha raccontato mammema un po’ spaventata a pranzo, che lei s’è resa conto del pericolo, ha pensato a tutti i suoi incidenti, le è venuto in mente forse sto sbagliando; dunque ha scartato di colpo nella corsia sua, cioè quella occupata dall’auto sportiva che stava eseguendo il vietatissimo sorpasso del camion, perchè lì c’è la doppia linea bianca continua; e per effetto di questo geniale incrocio volante, che neanche le piste Polistil di quand’ero bambino avrebbero potuto creare, l’auto di mammema ha sfiorato la sportiva che sorpassava, velocemente, un amen; abbastanza però da far constatare,a lei, che nell’auto sportiva stavano suo nipote ,cioè mio cugino Pippo, con sua moglie seduta a fianco, che la mandavano a fanculo mentre lei ce li mandava di ritorno; e a mio cugino Pippo, e a sua moglie seduta a fianco, che stavano ricevendo e dando un vaffanculo alla zia di Pippo, cioè mia mamma, quella che prearava le merende a me, a mio cugino Pippo ed altri, dacchè siam praticamente coetanei, qualche mese di differenza,pochissima distanza,insomma; più o meno quella degli gli ombrelloni che ci separano alla spiaggia al mare; che noi stiamo all’ombrellone sei, loro all’ombrellone dieci; tant’è che domenica dopo al mare ero sulla brandina steso a leggere ed è arrivato Pippo che aveva appena fatto il bagno, non sapeva come cominciare, mi dai una sigaretta? E mentre fumavamo,lui che diceva certo che io sono una testa di cazzo ma la zia guida male, ed io non sapevo che dire, ridevo e basta, adesso arriva mia mamma,cioè tua zia;vedete un po’ voi, che io non ho voglia di guidare.

State bene.

Ghino La Ganga