Piove,romagna ladra.

giugno 19, 2010

“Oh.”

“Eh.”

“Senti. A me ‘sta roba che piove sempre sta sui coglioni.”

“Anche a me.Infatti, qua non viene nessuno.”

“Ecco,bravo. E se non viene nessuno, a chi la facciamo,noi, la piadina senza scontrino? A chi lo affittiamo,l’ombrellone senza ricevuta? Chi facciamo finta di selezionare all’ingresso,che basta che paghino e entran tutti ? ”

“A ‘sto cazzo. Di conseguenza: come ce lo compriamo, il monolocale a fine stagione da affittare alla prima escort che passa,in modo da rimettere in circolo l’economia?”

“Bravo. Son cazzi. Quindi,bisogna trovare il rimedio subito.”

“Ci sarebbe. Basterebbe non dirlo,che piove.”

“Già.. Solo che quelli delle previsioni non ci ascoltano.”

“Eppure è tanto facile. Basta dire: sole con qualche nuvola. E amen.”

“Che poi,se piove, son già tutti qua e mica scappano. Al limite,intasano la statale per andare al centro commerciale,o al parchettino tematico.Quelle due ore di fila che non han mai fatto male a nessuno.”

“Sacrosanto. Che poi,se ci pensi, è strano. Voglio dire: in autostrada metton quegli avvisi del cazzo: dall’inizio dell’anno già cento morti,vai piano. E mica nessuno li legge. Giù tutti ai trecento a sorpassare a destra, e chi s’è visto s’è visto. Se ne battono i coglioni anche del tutor, adesso…..”

“E invece le previsioni del tempo le ascoltano tutti. Come l’oracolo,’sti coglioni. Un pataca appare su mediaset e dice: qualche pioggia. Ed è andata: mica vengono,’ste teste di cazzo.”

“Bisogna far qualcosa. Che so: comprarsi il meteo. Farlo diventare nostro. Che dicano solo quel cazzo che vogliamo noi.”

“Ad esempio: solo sole sulla riviera adriatica. Sempre. Solo sole. Anche a novembre. Anche a dicembre.”

“Bravo.Sante parole. Alla prossima assemblea dei nostri lo diciamo forte: poche pugnette, una bella tassa di scopo, e ci compriamo il meteo: così piove solo dove non è romagna. E che cazzo.”

“Giusto. Adesso comincio a fare le telefonate. Mando qualche mail.”

“No,no. Te telefona,che le mail le leggono dopo una settimana, quei quattro sdrulèd dei nostri. Ci sentiamo. Ciao.”

“Ciao.”

(Telefonata di purissima fantasia. Mai avvenuta,neanche nei pensieri di qualcuno: qualcuno che, se si riconosce nel post qua sopra, ha già sbagliato, è tutto un equivoco. Ah,dimenticavo: sdrulèd significa “sdrucito”: si usa nel dialetto di queste parti per definire una persona un tantino impreparata. State bene. Ghino La Ganga)