Onestamente.

giugno 30, 2010

  

Onestamente mi dispiace,ma, onestamente, non riesco a piangerne. Onestamente non capisco come possa esser considerato eroe un ragazzo campano che ha partecipato al primo grande fratello, e ad alcune fiction su carabinieri e pompieri; per tacere,onestamente, di qualche comparsata da muccino e altri. Onestamente, non capisco quale spirito familiare porti madre e padre d’una bambina di sei anni ad arrischiare la pelle – si dice settimanalmente – per lanciarsi col paracadute da sempre più in alto.Onestamente, non capisco come la compagna del defunto – e madre di una bambina di sei anni – sopravvissuta per puro caso, l’anno scorso, a un incidente simile a quello di ierl’altro, possa aver continuato a saltar giù dagli aerei, da sempre più in alto, come se niente fosse. Onestamente, non capisco tutto questo; sarà perchè, onestamente, non digerisco questo bisogno di trovarsi eroi anche dove, onestamente, non ne vedo. Onestamente, confesso di avere le palle piene di questi amici delle vittime,che piangono in tv dichiarando che è morto un amico,un fratello, un santo, senza che sia ben chiaro, onestamente, in quali miracoli egli si sarebbe prodotto. Onestamente, confesso d’esser più preoccupato del fatto che duemilioni di connazionali adulti sono analfabeti, che altri dodici e passa milioni di connazionali adulti sono semianalfabeti, come sto apprenendo nel leggere La cultura degli italiani di Tullio De Mauro. Confesso pure d’aver collegato quei dati al clamore successivo alla scomparsa del povero paracadutista, nel rapporto causa/effetto. Onestamente,sia chiaro.

State bene.

Ghino La Ganga