E’ da qualche tempo che il Corriere si esalta – e giustamente – per il governo del fare. Non potrebbe essere altrimenti: ricordiamo gli straordinari fondi di due anni fa di Pigi Battista, Panebianco, Galli Della Loggia, anche Massimo Franco. Si lodavano la gestione della crisi economica, lo straordinario attivismo nel dopo terremoto a L’Aquila, il rigore di Brunetta, la mondezza subito via dalle strade di Napoli, la riforma dell’universita’. Non citavano Alfano, e mi chiedo come mai.

Andando a leggere gli stessi intellettuali oggi, e’ stato aggiustato un po’ il tiro: su Tremonti meglio non insistere troppo perche’ anche lui briga alla successione del nonnetto, Brunetta non si fa piu’ sentire, la mondezza di Napoli ricompare a Palermo, forse a L’Aquila qualcosina non e’ andato per il verso giusto. Che cazzo e’ rimasto: la riforma dell’universita’, che tra l’altro e’ ancora da votare. Pero’ il governo sta facendo benissimo sulle intercettazioni. E vogliamo parlare dell’agenda riforme dei prossimi tre anni (che ormai sono due e mezzo), a cominciare da quella – imprescindibile – sulla giustizia? Su cricche, arruffoni, malavitosi da rotocalco, inquisiti, ministri del nulla, sottosegretari faccendieri, societa’ segrete, mafiosi e camorristi neanche una parola: tutta gente che era li’ per brigare ma che poi a guardarci bene non e’ che fosse veramente li’. Il Corriere delude un po’: che andassero a lezione da Feltri, Belpietro e quell’altro con la voce da cagna che sta partorendo, adesso il nome non mi viene.

Ma facciamo un breve excursus sul nostro caro leader Silvio Berlusconi, l’uomo che, come dice Stefania Craxi, “porta la volonta’ dei cittadini direttamente in consiglio dei ministri”.

Questo e’ il Berlusconi ottimista, quello della rivoluzione liberale, dei predellini e delle liberta’. La caccia ai comunisti e’ aperta, ma si puo’ risolvere con il buon senso. E’ il Berlusconi che sa che lodi, leggi ad personam, prescrizioni, condoni fiscali ed edilizi, legittimi impedimenti, intercettazioni et alia hanno un iter parlamentare preferenziale e che hanno buone possibilita’ di andare in porto. Cose che noi non solo possiamo ma dobbiamo perdonargli, perche’ senza quelle non potrebbe cacciare i comunisti.

E’ l’espressione del nostro presidente che, in fondo, preferiamo. La tira fuori quando e’ certo che tutti quegli altri stronzi di cui si circonda sapranno non farsi scoprire, e riusciranno a stare zitti come l’eroe Mangano. Ma porca paletta, ma doveva proprio venir fuori che Dell’Utri e’ un mafioso? Massi’, magari domani se ne scordano gia’ tutti, adesso dico a Daniele di fare un bel comunicato. Inutile: questo Berlusconi e’ quello invincibile, e cifra del suo stile e’ la sagace perizia con la quale comunica i risultati trionfali dei suoi governi. Peccato non aver trovato quelle belle foto dove stringe la boccuccia prima delle barzellette: irresistibile.

Ed eccolo, il presidente infuriato coi giudici che non vogliono afferrare la sua innocenza, coi comunisti disfattisti, con la corte costituzionale di sinistra, con la stampa che e’ per il 72% di sinistra, con i talk show che sono tutti di sinistra.

E chi lo tiene piu’, quando e’ cosi’ combattivo? Lo guardano, e i PM si nascondono nella tristezza delle loro camerette comuniste. Vai presidente! Meno male che ci sei, come diceva Maurizia in Banana meccanica, “che bello prenderlo nel culo!”.

Qui invece non e’ dopo aver sentito una poesia di Bondi o un comunicato di Bonaiuti. E’ quello stallo – momentaneo – di chi deve trovare la prossima strategia per prenderti per il culo. Ma  lo ricordiamo anche in una straordinaria immagine con Sua Eccellenza Mons. Bagnasco, che gli rinnovava le patenti cattoliche. E tanto, con i comunisti dietro l’angolo, chi ha voglia di scherzare?

E’ dovere di un cattolico stare vicino ai suoi fratelli. Ma anche alle sue sorelle. Specialemente se sono berlusconiane di ferro, e quindi interlocutrici privilegiate del politico preferito da noi cattolici. E’ dunque nostro dovere rammentare all’On. Pizzolante, amante storico di Stefania Craxi, di ricordarsi di darle le pillole la prossima volta che si vedono in riviera a bombare. Perche’ senno’, interviste come quella rilasciata recentemente al Corriere da Stefania mica vengono tanto bene.

Non sono i rituali attacchi al traditore Fini che sorprendono, quanto l’allarme sull’entrata dei comunisti al governo della regione in Sicilia, rimessi in gioco, dice Stefania, da quel reprobo di Micciche’. Effettivamente, bisogna ringraziare Stefania Craxi: ci ha dimostrato come i comunisti si annidino dappertutto. Ed ora, guarda te, sono anche al governo della Sicilia. Anche se e’ detto da una con grossi problemi mentali, l’allarme anticomunista dato da un membro della famiglia Craxi fa sempre il suo bell’effetto.

Ma e’ l’ultima parte dell’intervista che riesce un po’ strana. Dopo aver decantato le lodi del partito carismatico di Berlusconi, che salta quel cazzo di ingombro che e’ il parlamento “per portare la volonta’ dei cittadini direttamente in consiglio dei ministri”, Stefania ammette che si’, effettivamente alcune nomine di dirigenti e quadri venute dall’alto non sono state proprio un successone. Insomma, nel partito ci vorrebbe piu’ democrazia. Anzi, mi correggo: nel partito carismatico ci vorrebbe piu’ democrazia, che so, magari le mignottelle e gli yes man li facciamo eleggere con votazione qualificata. Lo ribadiamo: detto da un Craxi, suona davvero bene. Dai, Stefania: porta tu ancora piu’ democrazia nel partito. E ricordati di chiedere le pillole a Sergio, la prossima volta.