L’Emerito.

agosto 10, 2010

  

Vorrei essere severo. Ne sa troppe,ne ha fatte troppe, ne ha nascoste troppe. E mica solo via Gradoli e compagnia bella. Mannò.Ce ne sono tantissime altre. Pensa un po’ quando voleva decorare i Gladiatori. Pensa alla storia di Giorgiana Masi, con lui livido in viso,sceso dall’alfona 1750 blu, che diceva ai carabinieri in borghese: a quessti bissogna darrgli unna lezionne.E Ustica? Gran manovratore, come pensano tutti, o gran fesso, come diceva lui? E a Bologna nel 1977? I blindati a sgomberare Piazza Verdi li mandò lui spontaneamente in quanto Kossiga con la K, o dietro richiesta bipartisan e/o consociativa del sindaco comunista Zangheri? E le visite a Craxi latitante in Tunisia? E le frasi sui giudici ignoranti quando picconava? E le micidiali strisce su Frigidaire,dove era rappresentato come un inquietante e carognesco GufoFrancesco? Sì, vorrei essere severo. Poi però mi viene in mente che quel suo tremendo cinismo è la base di tanti politici considerati tosti. E mi ricordo anche altri fatti. Mi ricordo di quella volta che andò a Bilbao a incontrare quelli dell’Eta in clandestinità sulle colline; e ci andò a cavallo di un asino, vestito di blu con cappellaccio in testa, come se fosse la cosa più normale del mondo, incurante delle sbigottite proteste di Aznar, alle quali replicò vaddo a trovarre dei vecchi ammicci. Mi viene in mente di quell’altra volta che, al processo per i legami di ‘ndrangheta e P2, regalò al giudice Cordova un gioco da tavolo del piccolo investigatore, un salvagente con paperella, un secchiello con paletta, allegando un garbato biglietto di invito a distrarsi e ricrearsi; e di quando, dopo la rituale querela del magistrato, esibì al processo lo scontrino del negozio di giocattoli vicino al Quirinale, dove aveva acquistato quegli oggetti assieme al fiddo Giffunni.Mi viene in mente la memorabile intervista al momento dell’intervento in Iraq: l’unica cosa che l’Italia può farre serriamente per la coalizionne è riempirre due o tre moschee di pasta e passatta di pommoddorro, e mmetterci i carabbinierri del Tuscannia a farre la guardia.

Beh. Che dire? E’ un grandissimo figlio di puttana. Ma non riesce  a starmi sui coglioni.

Auguri,Francesco.

State bene.

Ghino La Ganga

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