L’altra telefonata.

agosto 16, 2010

“Ghino!”

“Pazzotti.”

“Come stai?”

“Da cazzo.Tu?”

“Eh…in vacanza, sarei….ma cosa succede,che l’Antonella si vuol separare….che la accusate di abbandono…dài,è ferragosto. Non siamo tutti più buoni,a ferragosto?”

“Quello è il natale.La pasqua.”

“Che pataca,che sei. Senti,come facciamo? L’Antonella vuol tornare in casa…. che vuole restarci lei, perchè Maurizio può andare dai genitori,lei è senza un alloggio,invece….”

“Già. Anche i suoi genitori ne hanno abbastanza di lei,eh?”

“”Ghino,non fare la testa di cazzo,dài….lo sai che lei ha dei diritti…”

“Pazzotti, io sono una testa di cazzo. Lo sai. I diritti di Antonella li discutiamo poi. Te adesso sei in vacanza: facciamo che anche lei si è presa una vacanza, e resta dalla Daniela, o da quel Franco coglione che se l’è presa. Ne ragioniamo quando torni.”

“Dài…sei pesante….. è ferragosto….”

“Appunto. Un vero coglione, quel Franco. Si mette in casa l’Antonella a ferragosto. ”

“Ma dài. Falla tornare in casa, e Maurizio sta dai suoi. No? Poi ne parliamo quando torno…e smettila con ‘sto Franco, che non c’entra niente….”

“Pazzotti,te mi stai simpatico. Ma non fare il cretino. Facciamo che l’Antonella domani alle cinque del pomeriggio viene a casa di Maurizio a prendere un po’ della sua robina del cazzo. Si porta dietro la Daniela, e io sto lì con Maurizio e un altro amico a badarla. Poi l’Antonella va dove cazzo le pare. Ma la casa resta a Maurizio. Poi ne parliamo. Poi. Quando torni.”

“Osta. Te mi vuoi far tornare prima….”

“Al contrario. Resta in vacanza quanto ti pare. Al massimo posso sorvolare sull’abbandono di tetto coniugale, clamoroso. Al massimo. Ma sul resto,stocazzo. ”

“Dài,lei non ha praticamente reddito…. lui le dovrà riconoscere una cifra….”

“Sì,sì…ne parleremo. Parleremo di tutto. Ma mica è spastica l’Antonella. Lavorare, può lavorare.”

“Dài, mi vuoi fare incazzare. Lo sai che non hai ‘sta gran ragione…. che la giurisprudenza dice certe altre cose…… lo sai…”

“Pazzotti?”

“Eh?”

“Te te la scopi, l’Antonella?”

“Ma sei scemo? Cazzo dici?”

“Bravo. Così ti voglio. Distaccato. Perchè se te la scopi, io lo scopro e ti segnalo all’ordine.”

“…. ma sei stronzo? Cosa dici? …sei matto? Ghino….. cazzo dici….ci conosciamo…”

“Vero. Quindi lo sai, che non mi devi fare incazzare. Così non io non faccio incazzare te. E’ bello,lì in vacanza?”  

“Ma che discorsi fai…la vacanza….roba che ti dovrei querelare…..”

“Ma certo. Goditi le ferie. Domani alle cinque aspettiamo l’Antonella. Diglielo. Ciao.”

(State bene. Buone Ferie. Ghino La Ganga)

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