Serataccia. (1*)

agosto 20, 2010

 

Iersera son stato a cena a casa di un mio amico,sposato, tre figli.

Dopocena, il maggiore dei tre, dodici anni, ha proposto a suo padre e a me di giocare con la Playstation .

Prima a Call of duty.

Il dodicenne come ribelle iracheno o similare. Io come marine.

Sono sopravvissuto sei secondi. M’ha beccato con un coltello lanciato da dieci metri. M’ha detto: riproviamo,che prendi un’arma automatica così spari meglio.

Sono sopravvissuto dodici secondi. Nonostante infatti mi fossi nascosto e avessi rafficato come un cretino, l’ho mancato totalmente. Lui m’ha preso in piena fronte con un ak-47, due colpi secchi e via.

Vabbè,passiamo al calcio,ha concesso pietoso.

Ha organizzato un torneino a tre: prima lui, alla guida del Camerun, contro suo padre, condottiero del Ghana. L’ha messo sotto due a zero, un gol per tempo, dopo aver colpito ben sei pali, sentenziando qua se non ti alleni perdi.

Poi ha affrontato me, che m’ero scelto l’Uruguay.

Nel primo tempo ho retto: difesa a cinque, botte da orbi, praticamente tutti i miei uruguagy ammoniti salvo il portiere Muslera.

Secondo tempo: crollo verticale, tre a zero per lui.

M’ha chiesto,mellifluo: la vuoi,la rivincita?

Massì, ho pensato: se è vero che sbagliando si imparara, magari un pareggio lo porto via, io che non gioco mai.

Ho messo la difesa sempre a cinque, quattro centrocampisti, una sola punta.

Primo tempo zero a zero. Mi sembrava già un trionfo.

Secondo tempo, schianto secco. Sei a zero. Già che c’era, lui cambiava anche l’esultanza dei suoi giocatori virtuali: Eto’o m’ha rifilato quattro gol prima succhiandosi il pollice, poi facendo una macarena,poi una samba, poi mimando lo scocco di una freccia. Ci mancava il toh ad ombrello, ma pare la Sony non lo preveda.

S’è fatto tardi,ha detto,pietoso, il di lui padre.

Mentre il pargolo restava ad allenarsi a schiantare la consolle, suo padre m’ha detto vieni, qua c’è qualcosa di più familiare. Ha tirato fuori dei vecchi album panini degli anni settanta. Ce li siam sfogliati. A un certo punto abbiam smesso. La metà dei calciatori nelle figurine son morti per eccesso di doping. O almeno così pare.

Son tornato a casa.

Stanotte non ho dormito benissimo.

State bene.

Ghino La Ganga

(1*) Dedicato a Giancarlo Galdiolo,malato di cui si sa in questi giorni,  e a tutti i disgraziati calciatori italiani colpiti  da Sla e malattie simili.

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