Lavorare sui giovani.

agosto 24, 2010

Ieri stavo parcheggiando nel garage,entrandovi dalla pubblica via sulla quale esso si affaccia. Di fianco al mio c’è un altro garage. I segnali PASSO CARRABILE che li contraddistinguono sono ben visibili, sulle saracinesche di ingresso. E’ arrivato un ragazzo in bicicletta,sui vent’anni. Cuffiette i-phone ben infilate, che non entrasse  il minimo suono di traffico. E’ sceso e ha cominciato a incatenare la bicicletta alla grondaia , piazzando la due ruote proprio davanti alla saracinesca in modo da ostruire tutto l’accesso  al garage del mio vicino. Ho abbassato il finestrino dicendo senti. Quello non sentiva, proseguiva l’incatenamento. Ho suonato il clacson. Niente. Son sceso e gli ho urlato NON PUOI LASCIARE LA BICI LI’ E’ PASSO CARRAIO  NON SI ENTRA PIU’.  A  NON SI ENTRA PIU’ aveva realizzato che parlavo con lui, s’è tolto una delle due cuffiette e m’ha guardato stordito. Ho ripetuto il concetto a voce più bassa. M’ha guardato sempre più stordito. Non ha proferito verbo. Ha considerato la lunghezza della bici. Per la prima volta nella sua vita ha notato che ostruiva pressochè tutto. Ha bonfochiato cazzo ci stava benissimo. L’ha incatenata levandola dall’accesso, piazzandola praticamente su tutte le altre biciclette . Ha fatto spallucce, s’è incamminato verso un ufficio pubblico nelle vicinanze.

Iersera sono tornato a prendere l’auto. Davanti al garage c’erano tre biciclette incatenate: una ad una grondaia, le altre due in fila indiana, una alla ruota dell’altra.  Dovevano essere stati dei creativi: senza dubbio i ragazzini che stavano festeggiando un compleanno al quarto piano del palazzo. Si sentivano musica a tutto volume e urli fortissimi. Ho suonato al  campanello. Nessuna risposta. Ho risuonato. Niente. Mi ci sono attaccato. Dalla finestra s’è sporta una ragazzina, avrà avuto dodici anni. AVETE LEGATO LE BICICLETTE DAVANTI AL MIO GARAGE, VENITE A LEVARLE PER FAVORE.  La ragazzina è rientrata in casa, si son sporte altre due. Una è scesa: osta,non è mica la mia. Adesso vedo di chi è.   Ha evitato di suonare il campanello. S’è attaccata al telefonino. Nessuna risposta . Alla fine è salita. Son passati dieci minuti. Son scese due ragazzine sui dodici anni. Megatruccate. Seccatissime. Hanno aperto e levato  due delle bici. La terza,legata alla grondaia e ben piazzata davanti alla saracinesca, no. Non era la loro.  Forse era della Sofia, rimasta di sopra alla festa . Han chiamato la Sofia per telefonino . Niente. Una delle due è salita. Son passati altri dieci minuti. E’ scesa la Sofia, forse dodici anni, con trucco, smalto e minigonna da acchiappo. Cazzo mi rompete le palle quando sono con Lorenzo…...ah, ma questa non è la mia bici. E’ di mia mamma, che adesso è a fare un giro qui in centro con la mamma della Matilde.

S’è attaccata al telefonino. La madre ha risposto. Era in una gelateria lontana. No, non si muoveva: le chiavi bisognava andarle a prendere.

Sofia era un tantino perplessa.

Vabbè….aspettate. Ha telefonato a Lorenzo, che ha risposto ed è sceso dalla festa  in tre secondi. Dobbiamo andare da mia mamma, dài, pigliamo la bici. Lorenzo ai pedali, Sofia al manubrio sul cannone.  Io e le altre lì ad aspettare. La situazione pareva  affascinarle: in effetti è vero che c’è il cartello PASSO CARRAIO, ma la mamma della Sofia ce l’ha messa, la bici……l’abbiam messa anche noi.

Dopo circa mezz’ora Sofia  è tornata da sola. Con le chiavi della bici della madre. E Lorenzo,han chiesto le altre? Pesava. Adesso arriva. A piedi. 

Ha liberato la bicicletta.

Finalmente ho avuto accesso al garage. Mi mancava da fare solo una cosa.

“Senti,Sofia. Visto che m’avete fatto perdere un’oretta, me lo fai un favore?”

“S-sì…..”

“Perchè alla fine mi sembri la più sveglia. Come si chiama, tua mamma?”

“Elena…”

“E di cognome?”

“Elena…..Martinotti…..”

“Ecco: la vedi,più tardi?”

“S-sì. Viene qui alla festa…..a prendermi.”

“Ecco,Sofia. Le dici : il signor Ghino La Ganga desidera che la signora Elena Martinotti sappia che deve andare a fare in culo, perchè è meno intelligente di sua figlia Sofia. ”

“Ma…come… è perchè non sapeva dove mettere la bicicletta…”

“Sofia: sei una ragazzina intelligente, continua ad esserlo. Dì a tua mamma Elena Martinotti che Ghino La Ganga la manda a fare in culo, con la sua bicicletta . E che la prossima volta Ghino La Ganga chiama i vigili, così Elena Martinotti  deve pagarsi anche la rimozione. Eh? Vedi? Brava, Sofia. Adesso aspetta Lorenzo, digli di non parcheggiare mai davanti ai passi carrai,  e tornate alla festa.Ah, già : dì a Elena Martinotti che se stanotte avrà un po’ di colite non sarà a   causa del gelato, ma perchè la ricorderò nelle mie preghiere serali.” 

Ho aperto la saracinesca del garage con il telecomando. Sono salito in macchina. Nel passare vicino alle ragazzine, ho salutato.

State bene.

Ghino La Ganga

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13 Responses to “Lavorare sui giovani.”

  1. ilmetapapero Says:

    il problema son sempre i genitori analfabeti

  2. MadDog Says:

    Via, Ghino, che sei stato di una gentilezza assoluta.
    Io al tuo posto avrei semplicemente aperto il portone del garage, aperto il baule della macchina, recuperato la cassetta per gli attrezzi che porto sempre con me (che non si sa mai)e avrei smontato le tre biciclette riducendole ai minimi termini (fidati che un’ora basta e avanza). Poi avrei ammucchiato a lato strada i vari pezzi cosicchè le proprietarie, finite feste, spesucce e gelati, si sarebbero ritrovate con un graziosissimo puzzle da ricomporre.

  3. Nick Says:

    Memorabile.

    A Pesaro gira da anni una freddura che si conclude con “…allora vaffanculo tu e la tua bicicletta”, che è ormai diventato proverbiale: per una volta mi sembra pertinente.

    Mi vengono in mente due piccole riflessioni:

    a) che, come hai sottolineato, anziché cani e bambini (o ragazzini), bisognerebbe sprangare padroni e genitori;

    b) come diceva Michele Serra, la cosa che inquieta di più colui che riporta il maleducato/incivile a miti consigli di questi tempi non provoca una reazione di aggressività, ma di sbigottito stupore (vedi il ragazzotto con le cuffie, ma anche il mio vicino al quale chiedo di abbassare la musica a palla alle 5 del mattino… che evidentemente per lui è “normale” e mi guarda come la mucca osserva il treno).

  4. pio Says:

    quoto madDog, ah si
    proprio si

  5. gianni Says:

    si’, anch’io penso che ghino sia stato davvero fin troppo civile, e anch’io avrei smontato le bici nel modo piu’ barbaro possibile.


  6. Il problema sono sempre i genitori.

  7. OperationOne Says:

    mi spiace ma anch’io sare passato dritto dritto dalla parte del torto: con le bici ci avrei fatto una scultura d’arte moderna dal titolo “intreccio”.
    invece il tuo esempio è illuminante e cercherò di tenerlo a mente.

  8. anskijeghino Says:

    per Metapapero,Nick,MadDog,OperationOne,Pio,Galatea:
    grazie per la lettura. Quanto al mio comportamento, ci sto lavorando. In un primo momento anche io avrei devastato le bici con un martello,poi ho respirato forte e mi son trattenuto.
    Il mio analista sarà contento, visto come stiamo lavorando sull’indirizzare la mia aggressività verso scopi produttivi.
    Ad esempio: individuare la casa di Elena Martinotti e trovare un qualche motivo per iniziare un procedimento giudiziario che sfinirebbe un elefante. Che so. Scoprire come alleva la figlia, e al primo sgarro (anche un banale scapellotto) segnalare il tutto ai servizi sociali. Chiedere l’accesso agli atti amministrativi del comune per sapere se ha pratiche edilizie in corso, sottoporre il tutto al giudizio di un tecnico, rilevare eventuali abusi; indi segnalarli all’amministrazione, sostenendo un mio interesse legittimo anche se abito a dieci chilometri. Finire accidentalmente contro la sua auto parcheggiata in strada, lamentare una lesione e chiederne il risarcimento per l’illecito ingombro del suolo pubblico,specie se ( come suppongo, vista la personalità dell’interessata) l’auto risulterà parcheggiata in divieto di sosta.
    Così,tanto per impiegare l’aggressività. Senza mai cadere nello stalking, ovviamente.
    All’idea,già mi sento meglio.
    😀
    State bene.
    Ghino La Ganga

    • ilmetapapero Says:

      Comunque dopo attenta riflessione credo che avresti dovuto intitolare il post piu’ appropriatamente con
      “Dell’utilita’ di avere una fiamma ossidrica sempre a portata di mano in garage…”

      Ovviamente la fiamma ossidirica avrebbe dovuto essere usata sulla canna della bicicletta, piuttosto che sulla catena eh, che poi se la sarebbero cavata troppo a buon mercato.

  9. frap1964 Says:

    Il moderato investimento di una bella pinza troncatrice a manici lunghi del tipo usato in edilizia, tenuta in luogo accessibile, è in grado di risolvere il problema in pochi minuti senza lunghe e noiose attese di vigili urbani (se vengono poi…) e/o di geniali Elene Martinotti e relativi pargoli/e.
    La/le bici può/possono poi essere lasciata altrove (cavoli loro) e/o ricoverata/e nel garage, se possibile.
    In sostituzione della/e medesima/e un bell’avviso di rimozione avvenuta con relativo recapito cui rivolgersi ed espressa specifica degli orari (scelti opportunamente, in modo che debbano tornare e almeno una volta vadano a casa a piedi).
    Così non si passa dalla parte del torto e ci si gusta e pregusta la scena al momento opportuno, con probabile lunga profusione di tante scuse e “ringraziamenti”.

  10. anskijeghino Says:

    per Metapapero e Frap1964:
    adoro essere scavalcato a destra….
    Bravi,ragazzi.
    State bene.
    😀
    Ghino La Ganga

  11. frap1964 Says:

    Ah, naturalmente se la bici viene sistemata altrove e non nel garage, è senz’altro opportuno reincatenarla con proprio lucchetto, allegare avviso ecc. ecc.
    SEMPRE in modo che debbano tornare.
    Quando chiamano naturalmente si chiarisce che la volta successiva saranno invece chiamati i vigili per il ricovero (a pagamento). 😉
    Nel frattempo, per evitare che la cosa si ripeta, fossi in te, sotto il segnale personale di passo carrabile, aggiungerei bene in vista uno di quegli avvisi che spesso si vedono in giro e che chiariscono che eventuali bici incatenate saranno immediatamente rimosse. Farlo stampare su lamierino o plastica costa una cifra ragionevole, ma penso si trovino anche già prestampati.
    E’ sempre un ulteriore elemento dissuasivo e poi… uomo avvisato, torto passato. 😉


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