Duo da festival.

settembre 3, 2010

 

Ci son poi volte nelle quali due menti straordinarie si uniscono,sicchè vien fuori il capolavoro: annunciato,perchè, quando due menti così si uniscono, che vuoi che venga fuori? Un capolavoro,appunto. Da un lato la Transavanguardia , che si pensava fuori d’Italia non facesse proseliti: e invece, zàcchete, eccoti qua lo Schnabel Julian transavanguardista, un po’ svizzero, un po’ mmmericano, un po’ tutto. Dall’altro, il Giornalismo con due coglioni grossi così (quelli che vengono a chi ascolta) : eccoti dunque la Jebreal Rula, arrivata Italia quale palestinese con passaporto israeliano e il diploma di estetista; sicchè nulla le fu precluso, manco di risultar bravissima nello scrivere.

Presenti a Venezia con un film ( di Schnabel) tratto da un romanzo ( della Jebreal), costituiscono la prova del nove dei post precedenti: un omino e una donnina di ingegno modesto che tuttavia, uniti per caso o per volere, spaccano il mondo e suscitano clamori.

Spero dunque che Schnabel riproponga il suo spettacolino del 2000: quando,chiamato sul palco della Sala Grande in quanto vincitore con il suo Prima che sia notte , si presentò in pareo visibilmente alterato nell’attenzione e, strappato il microfono alla madrina Chiara Caselli ( altra donnina d’ingegno mica male!) , affermò che lui era solo un pittoro. Indi scoppiò a piangere, e, una volta ghermito il premio, urlò a squarciagola la fondamentale frase: “E PENSARE CHE FRANCO ERA…..UN CAZZO….!!!!” ; frase che riscosse un uragano di applausi comandati, dacchè nessuno capì mai chi fosse Franco; nè, soprattutto,  perchè e di chi fosse un cazzo.

Ebbene, con una coppia così in gara,  io so che non vedremo altro che capolavori.

State bene.

Ghino La Ganga