Santi allo stadio.

settembre 22, 2010

 

Che poi alla fine quando vedi  ‘ste fiction sui santi in prima serata capisci che il nostro non è un paese civile è solo un paese del cazzo che non può vivere normalmente perchè si ricordino di te devi sempre fare qualcosa di assurdo ma mica rispettare la legge o pagare le tasse nossignori devi fare i miracoli le stimmate l’olio santo le madonne varie erigere statue di don bosco di padre pio di don qualunque di don cretino buttarti giù dai campanili perfino Dario Fo ci fa gli spettacoli Francesco lo santo et lo jullare è impossibile esser persone civili o preghi o bestemmi o porconi mica stai zitto e fai quel che devi nossignore ad esempio domenica un mio conoscente tifoso del Cesena era allo stadio appunto a Cesena settore distinti riservato alle famiglie sono arrivati gli ultras del Lecce non si sa perchè cazzo qualche cretino li ha sistemati lì quelli han cominciato a porconare il fatto eccezionale è che adesso gli ultras si muovono con le famiglie cioè vere famiglie ultras del sud con il padre che urla alle mamme quarantenni di cesena vieni qui troia fammi un bocchino mettiti a pecorina mentre sua moglie urla bravo dai che così a quella troia sborri sulla schiena il tutto mentre il figlio guarda divertito e dice dài che dopo me la scopo anche io e tutti quelli attorno ridono perchè Lecce in fondo è la Firenze del sud c’è la cultura che salva la civiltà come ben sappiamo prima che arrivino gli stewart dello stadio e i carabinieri passa mezz’ora a momenti si menano è infatti chiaro che dopo trenta minuti che dici a una in pugliese ti voglio sborrare sulla schiena quella non è che sta zitta o dice bravo non vedo l’ora un po’ s’incazza specie se ha il marito bagnino a fianco che si alza fa vedere le mani dice ieri ho messo a posto duecento brandine da spiaggia a Cesenatico oggi metto a posto anche te tua moglie tuo figlio la tua sborra la faccio tornare in salento addosso a voi terroni di merda arriva il brigadiere dice sono terrone anche io ma adesso per favore stia calmo ordina a una decina di agenti di piazzarsi vicino ai leccesi e agli stewart di separare le due file e così fanno la partita va avanti quando segna il Cesena le famiglie ultras leccesi espongono Padre Pio pensaci tu e bestemmiano forte uno dei tifosi cesenati vicino al mio conoscente dice e noi cazzo esponiamo che abbiamo solo Padre Vicinio da Sarsina quelli di fianco dicono la prossima volta lo portiamo che è meglio di niente.

State bene.

Ghino La Ganga

Giacchette sporche.

settembre 22, 2010

Sì,ho capito: l’hanno arrestato per droga, ‘sto sciagurato. Contribuì ( perchè la causa principale, come sempre, fummo noi stessi giocando scriteriatamente) a cacciar fuori la nazionale italiana dai mondiali del 2002. Sicchè, da quel momento in poi, ci disinteressammo tutti di ciò che avveniva in Giappone e Corea. E pensare che, al turno successivo, toccò alla malcapitata Spagna di incontrare proprio la Corea del Sud che ci aveva eliminato. Ai poveri iberici furono annullati non uno, ma ben due gol regolari, e le loro azioni vennero tante volte interrotte da fuorigioco inesistenti. La partita fu trascinata fino ai rigoni, con la qualificazione della Corea: squadra che,senza tutti quegli strani strafalcioni arbitrali,mai sarebbe arrivata a una semifinale di coppa del mondo. Difatti, incontrata la Germania sotto la direzione del primo arbitro degno di questo nome avuto in sorte ( Collina), perse ritualmente, palesando una pochezza disarmante. Ordunque: sappiamo oggi che Byron Moreno è finito nel narcotraffico.

Resta da capire dove sian finiti l’arbitro Gamal Al Ghandour e il guardalinee Michael Ragoonath. Quelli di Corea del Sud-Spagna. Quelli che annullarono un primo gol alla Spagna per un fallo di un Coreano. Quelli che annullarono un secondo gol alla Spagna perchè il pallone era troppo alto: non poteva non essere uscito dal campo.

State bene.

Ghino La Ganga

Integrazione.

settembre 21, 2010

Qualche settimana fa, in un appartamento di un quartiere periferico di Rimini, è avvenuto un fatto come (purtroppo) tanti ne accadono. Una famigliola composta da padre,madre,due figli, ha ospitato a cena tre zii (due fratelli del padre e la sorella della madre) con alcuni nipotini, per una pizza in compagnia. Dopocena tutti si sono seduti in salotto: chi davanti alla televisione, chi attorno al tavolo per fare due chiacchiere. E’ stato allora  che hanno avvertito strani rumori,provenienti dalla porta sul retro: qualcuno stava cercando di forzarla. Gli adulti hanno preso in mano la situazione: fatti nascondere i bambini in una cameretta, il padre e i due zii maschi si sono muniti di bastoni ricavati dalle scope usate per le pulizie di casa e si sono chinati al buio, nella stanza ove accede la porta sul retro; la madre e la zia, brandite alcune pentole con manico, si sono appostate in seconda linea, stile fanteria di retroguardia. Quando la porta è stata definitivamente scassinata, sono entrati due individui: padre e zii non hanno lasciato loro il tempo di fiatare, mettendo a segno una raffica di bastonate, sul busto e sulle gambe, tale da far crollare  a terra i malfattori; madre e zia, al primo segno di stanchezza dei congiunti uomini, hanno subito  provveduto a sostituirli, assestando alcune potenti pentolate sulla zucca  degli scassinatori, schienati e storditi dalla gragnuola di colpi. Immobilizzati quindi i due aggressori – con un paio di morsetti da cavo elettrico presi dalla cassetta degli attrezzi –  padre e zii maschi han provveduto a un primo,sommario, interrrogatorio. Ne è emerso che gli scassinatori eran due rumeni,convinti che la famigliola fosse uscita, dacchè era una sera nella quale era solita andare a mangiare la pizza fuori. I due malfattori non potevano sapere che, giusto qualche giorno prima, la padrona di casa aveva acquistato un fornetto da pizza di ultima generazione, e che la serata in corso era, appunto, quella del collaudo generale del nuovo elettrodomestico presso i parenti più vicini, invitati per l’occasione ad assaggiare pizze, tutte  rigorosamente senza prosciutto o salame. Arrivata la polizia, gli adulti nella famiglia hanno fatto presente agli agenti  che  l’Italia è ridotta a paese invivibile, che non è possibile che oneste famiglie di lavoratori vengano aggredite in casa, che i bambini potevano spaventarsi moltissimo, che solo la presenza di spirito di una famiglia unita come la loro ha potuto efficacemente contrastare questi rumeni: dei quali, come tutti sanno, non se ne può più, sarebbe ora di far qualcosa.

Gli adulti della famiglia hanno altresì fatto presente  che si ricorderanno di questi fatti, quando sarà ora di votare. Cioè tra un po’ di  anni,quando conseguiranno la cittadinanza italiana. Perchè sono  Tunisini.

State bene.

Ghino La Ganga

Un luogo nel quale la novità si sposa con la tradizione della nostra terra: dunque largo al sushi, ma accompagnato da vera piadina romagnola . Spazio ai cassoni,ma ripieni di tofu.Sì al sangiovese, purchè superiore e  preceduto da spritz, intervallato da sakè,seguito da grappa aromatizzata al farro.

Un luogo dove la tendenza si sposa con la storia: puoi navigare wireless con il tuo i-pad visitando virtualmente le migliori gallerie d’arte , mentre consulti un’edizione d’epoca de le vite dei pittori del Vasari, per lasciarla subito, attratto dal nuovo numero di GQ.

Un luogo dove scopri piacevolmente che la socialità, sebbene stia attraversando un’epoca assai frenetica, osserva i rituali di sempre: quelli che, proprio perchè antichi, fanno sentire a casa propria .

Sicchè il luogo è pieno di fighe. Che non te la daranno mai.

State bene.

Ghino La Ganga

(1*) un grazie all’ideatore de “La Figa lessa standard di Cesena” per l’ispirazione

Un becero,due beceri.

settembre 17, 2010

 

Io lo so che quando uno, riguardo ai Rom,  mette in opera ciò che tanti pensano da tempo, ma non osano nemmeno dire, passa per un  becero. Io lo so, che quando uno risponde per le rime a una donnina, proveniente da un paesino che ha il primo reddito pro capite del’UE –  epperciò è molto capace di parlar bene e razzolare malissimo,specie sul piano fiscale  – passa per  un becero.        Io lo so,che quando uno dice che bisogna girar per strada a viso scoperto, come la legge di ogni stato laico insegna, passa per un becero. Aggiungo che secondo me, a quell’uno,  manca solo di mandare a quel paese quell’imbottita di botox con chitarra, che  si trova a frequentare. Così  passiam per beceri in due.

State bene.

Ghino La Ganga

Truppe coloniali.

settembre 16, 2010

Se la prossima volta  i nostri finanzieri, anzichè stare sottocoperta, stessero a diriger le operazioni non contro i pescatori, bensì contro certi altri nostri connazionali che, a furia di smerciar di tutto e a farne d’ogni colore, navigano per ogni mare con barche simili a portaerei, ecco, io dico che una fucileria libica di supporto sarebbe oltremodo gradita.

State bene.

Ghino La Ganga

Cinema parallelo.

settembre 15, 2010

 

Un giorno vorrei tentare un parallelo tra I cancelli del cielo (1979) di M. Cimino e Il Petroliere (2007) di Paul Thomas Anderson. Non saprei da cosa iniziare,però. Magari dalla vita dei due registi, soggetti entrambi a valutazioni entusiastiche o massacri senza appello della critica, accomunati dal vivere in modo strambo, tra continui problemi di budget, il rischio di fallimento di chi li produce, improvvise svolte mistiche.

Oppure dal senso dei due film: seppur diversi nell’impianto e nel titolo originale ( Heaven’s gate l’uno, There will be blood l’altro, che meglio fa presagire), rappresentano entrambi un attacco frontale al sogno americano, che risulta posseder nulla di glorioso, ma tanto di cattivo e disperato riducendosi a una lotta bestiale per impadronirsi di  terreno da sfruttare, anche a costo di devastarlo.

Potrei poi tentare una disquisizione sulle inquadrature : se I Cancelli del cielo riempie gli occhi con scene sterminate e campi lunghi, la prima parte de Il Petroliere vede raramente la macchina da presa sollevarsi oltre il suolo, quasi gli interpreti fossero schiacciati a terra.

Potrei azzardare le solite cazzate da critico mistico: ne I cancelli del cielo c’è una sorta di trinità buono/meno buono/buonina rappresentata da Kristofferson,Walken e la Huppert, ne Il Petroliere una sorta di trinità spietato/furbino/invasato composta da Day-Lewis, e dal “doppio” Paul Dano, interprete dei due fratelli l’uno avido, l’altro religioso .

Quanto al resto del cast, mi concentrerei su quel che pare essere la vera distinzione: mentre I Cancelli del cielo è film dalle mille comparse e dalle scene di massa formidabili, dalle quali si stacca di volta in volta il singolo ( il prologo ad Harvard,il mitico arrivo del treno originale che da solo diede il primo colpo al budget, l’assedio finale con l’attacco dei carri), Il Petroliere fa apparire come tanti singoli i componenti di una folla o di un gruppo, quasi ciascuno fosse in realtà totalmente isolato davanti al proprio destino, epperciò privo di aiuto dagli altri ( le scene del fiotto di petrolio che fuoriesce da terra, la costruzione della chiesa, la scena delle trattative per l’acquisto dei terreni).

Potrei aggiungere che nella prima visione de Il Petroliere mi ipnotizzò la scena di Daniel Day Lewis che, a gambe fracassate, riesce ugualmente a raggiungere l’ufficio dove si fa rilasciare la concessione, ricevendola sdraiato a terra.

Così come, alla prima visione de I Cancelli del cielo, mi ipnotizzò la scena del ballo degli immigrati sui pattini, fino all’ultimo walzer di Kristofferson e della Huppert.

Ma sì, dài. Un giorno proverò a scrivere qualcosa. Anche se sarebbe meglio lo facesse Anskij.

State bene.

Ghino La Ganga