Lilly e il turbinìo.

febbraio 4, 2011

Agnese Pasini detta Lilly, consigliera comunale ciellina del gruppo PDL a Riccione, si è dimessa. Motivi di lavoro, recita il comunicato pubblicato sui giornali. Pare che in Consiglio Comunale, al momento dello straziante commiato, la Lilly abbia citato almeno tre volte Don Sturzo, almeno tre volte Papa Benedetto XVI, almeno quattro volte Berlusconi. Sul suo blog ( sì, ha anche un blog) sono riportati ampi brani scritti da Antonio Socci: in particolare, quello sul Natale che , insomma, è ora di smettere di criticare, se anche risulta così consumistico, perchè il commercio piaceva tanto a Gesù Bambino. Resta scolpito, nella memoria di tutti i radioascoltatori della Provincia di Rimini,un suo appello in difesa del Berlusca nel caso Ruby, pronunziato due settimane fa in diretta a Caterpillar, programma di Radiodue: Silvio, quando senti quel turbinìo (sic), pensa ai tuoi nipotini e fatti una doccia fredda. In una foto pubblicata ieri su La Voce di Rimini, la ex consigliera appare in tutto il suo splendore, indossando una t-shirt ove campeggia la scritta : anche io sono stata uno spermatozoo. Per la miseria: bastava una doccia fredda e un pensiero ai nipotini, quindi.

Ciao, Lilly. Ci mancherai: ne sono certo.

Ah,già :buon turbinìo a tutti. State bene.

Ghino La Ganga

Le bon père.

febbraio 4, 2011

 

Se poi adesso quello in alto a sinistra imitasse quello in alto a destra, cioè in diretta a reti unificate battesse le mani due volte, e scandisse a chiara voce:  “cittadini, la ricreazione è finita”; ecco:  diventerebbe di colpo il mio supereroe preferito, altro che Capitan America.

State bene.

Ghino La Ganga

Anna Maria del ’65.

febbraio 4, 2011

La vedi da Santoro, l’Anna Maria, nell’atto di far quel che ormai da quella parte fan tutti: arrampicarsi su specchi, pareti ghiacciate, confini scivolosi. Pensare che sarebbe anche brava: senz’altro meglio di suo padre, che con quell’aria da cicisbeo beneducato dopo un po’ rompeva le palle a tutti, e di commercio estero non si capiva se ne capisse. Ti viene in mente che l’aveva caldeggiata ovunque il Berselli Filippo: quello che per festeggiare la sua elezione a Sindaco di Montefiore (RN) aveva mandato sul palco le Oba Oba. Il Berselli l’aveva imposta, l’Anna Maria, come candidata alla presidenza della regione Emilia Romagna. Era andata male: niente Presidenza, solo lo scranno in Consiglio. Dal quale s’era dimessa subito, dacchè era già parlamentare. Una figura poco carina: il comportamento non era stato gradito dai suoi, e stonava, con quella bella faccina compunta tanto brava a difender la vedova Pavarotti. Da Santoro, la senti un po’ nervosa, l’Anna Maria: pur facendo parte della giunta per le autorizzazioni a procedere, le fotocopie delle intercettazioni le han date a tutti, tranne che a lei. C’è rimasta male. Chissà, magari ha scoperto che perfino Il Resto del Carlino le aveva avute prima di lei. Allora t’è venuta tristezza. L’hai guardata. E’ nata in Emilia Romagna come te. Ha esattamente la tua età. Quell’età nella quale non si è giovani . Né vecchi. Quell’età in cui ti rendi conto che la tua generazione non riuscirà a cambiar nulla. E che le donne tue coetanee non possono  cambiare nemmeno la lista degli inviti ad Arcore.

State bene.

Ghino La Ganga