Centocinquanta per gamba.

marzo 31, 2011

 

Se fai un programmino pretendendo di trattar centocinquant’anni del paesello nostro, dicendo che, siccome Belen interpreta Anita Garibaldi, allora Anita Garibaldi era per forza una gran figa; poi stai ore a decantar le lodi d’un maestro elementare di Dovia di Predappio – di cui hai invitato la nipote –  sostenendo che in fondo era tanto buonino, che eran gli altri che non lo capivano , che gli prendevan la mano e lo forzavano a sopprimer Matteotti; e che in fondo, tutto sommato , quel maestro elementare ha fatto tanto bene specie nella bonifica pontina, e, già che ci sei, fai proclamare perle di saggezza a un discendente savoiardo semianalfabeta;  eh beh, non te la puoi neanche prendere, poi, se la gente cambia canale e guarda una fiction dove la lei pulisce le scale però balla in segreto, mentre il lui rincorre una sfigata in Francia, eppoi scopano o sognano di scopare, ma anche no, in mezzo a tante corna definite “allontanamenti”.  Anzi: ringrazia, che non t’hanno inondato la redazione di mail  fanculanti, va’.

State bene.

Ghino La Ganga

Into the idiot.

marzo 31, 2011

 

Into the wild l’ho visto due volte. Entrambe in tv, su Sky. La prima volta, un anno e passa fa: mi aveva colpito la fotografia; sul resto del film, tanti dubbi. La seconda volta, qualche sera fa. Ho cercato di capire cosa non mi tornava. Forse la sequela di personaggi incontrati dal protagonista nel suo girovagare, ossia coppiahippy-vecchiosaggio-imprenditoremaramaldo-cantantinabellinaespirituale, che pare uscita dalle figurine miralanza, e mi aveva irritato anche la prima volta? Boh. Forse la bestemmia che ho tirato ( anche stavolta) quando il protagonista taglia le carte di credito e brucia i dollari? Boh. Forse la strambo rancore del protagonista contro i genitori, colpevoli di aver messo al mondo lui e sorella quando il padre era ancora sposato con un’altra donna, rendendoli (sic) illegittimi ? Boh. Ho cercato di capire. Mi sono concentrato. Molto. Alla fine, credo di aver afferrato cosa non mi tornava. Ma come cazzo facevano, nell’ America di inzio anni novanta, a ritenere un genio meritevole di Harvard uno, che si comprava libri sulle bacche e li leggeva solo quando ne aveva già ingerite di velenose, e non pensava che un corso d’acqua aumentasse di dimensioni per effetto del disgelo?

Incurante dell’interrogativo, ho spento la tele e sono andato a letto. Ho dormito benissimo.

State bene.

Ghino Oliver North La Ganga

Anche senza un purchè.

marzo 30, 2011

Cosimo Iaia, consigliere comunale PDL a Riccione, tuona oggi sul Corriere di Romagna:

Il Comune di Riccione si sarebbe dato da fare per trovare le risorse per la realizzazione di un monumento in memoria di Giuseppe Garibaldi, ma non fa nulla per portare qui Miss Italia.”

A Voi che state già ridendo stupiti, chiedendo cosa mai leghi le due cose, la vicenda va spiegata. Come forse saprete, il Comune di Salsomaggiore (PR) ha chiarito che da quest’anno non ospiterà il noto concorso di bellezza, dacchè mancan quattrini a bilancio.

Sicchè s’è scatenata la corsa ad accaparrarsi l’evento. Tanti comuni d’Italia son convinti che la manifestazione porti fama, visibilità, sponsor, tante belle donne, tanti personaggi dello spettacolo, tanti turisti, tanto business.

Pochi sospettano che il tutto si riduca alla parata di di molte ragazzotte semianalfabete, di troppi genitori petulanti, di parecchi ospiti bolliti da vezzeggiare, di cospicui personaggi Rai da nutrire, di Mirigliani padre da badare, di Mirigliani figlia da contenere.

Eppoi, si vuol mettere la parata di sventole per le vie della città, in quell’esposizione di perbenismo da cinegiornale, aggiornata con tatuaggi sparsi per ogni dove?Imperdibile, senz’altro.

Il Consigliere Comunale Cosimo Iaia ne è convinto: Riccione non sa cosa rischia di perdere.  E pensare che lui ce l’aveva anche messa tutta, a digerir la statua garibaldina :

 “ In conferenza dei capigruppo abbiamo detto che saremmo stati d’accordo, ma solo se fosse stata aggiunta anche Anita.”

Insomma: via libera, purchè ci fosse almeno una donna. Anche non respirante, tra l’altro.

State bene.

Ghino La Ganga

Unfinished birthday.

marzo 29, 2011

Oggi dovrei scriver di tante cose. Gli argomenti non mancano. Ma non ne ho voglia. L’unica cosa che mi va di dire è che in questi giorni, di vent’anni fa, usciva come singolo Unfinished Sympathy dei Massive Attack. E che, a sentirlo, ancor oggi, mi fa venire i brividi.

State bene.

Ghino La Ganga

A livello di ministro.

marzo 28, 2011

Lo slogan che campeggiava nei suoi manifesti elettorali era chiaro: Meglio eletto che nominato. Tuttavia, la nomina a ministro dell’agricoltura l’ha gradita. E’ dunque partito in quarta, come un vero un duro. Un duro  di quelli che, se son passati dall’Udc ai Responsabili, è perchè son bravi :  ha bollato come non informato l’estensore della nota del Quirinale – che faceva notare l’inopportunità della carica – dacchè egli è solo indagato, e non condannato, per mafia. Quando il Quirinale ha replicato, invitandolo a leggere la nota con più attenzione, s’è reso conto che il Capo dello Stato gli aveva dato dell’ idiota.  Sicchè s’è prodigato in distinguo : non credo la nota sia arrivata proprio dal Presidente Napolitano, con il quale ho un rapporto cordialissimo. Deve avere interpretato il rassegnato silenzio del Colle come una conferma. Infatti, da ierl’ altro, non si tiene più: io sono come Cavour, perchè anche lui fu ministro dell’agricoltura. E fin qui, passi: i resti della salma del conte si stanno ancora ribaltando, ma son tutti convinti siano  botti in ritardo di qualche  petardo del centocinquantenario. Intervistato oggi da Francesca Schianchi su La Stampa, in materia di quote latte, alla domanda “Ma chi ha prodotto troppo ha sbagliato o no?”, ha risposto :“Non è un problema di chi sbaglia e chi no. Per esempio, si sbaglia in funzione del superamento di un limite di quote assegnato: se quel limite fosse alzato, nessuno avrebbe sbagliato.”

Vedete. E’ tutto qui. Ha ragione lui. Il limite è troppo basso. In fondo è proprio per questo che ci vuol poco, a essere come Cavour.

State bene.

Ghino La Ganga

Solo per dire che dopo aver udito la canzoncina dei titoli di coda di “Silvio Forever” sono rimasto folgorato da due giorni che la canticchio contagio tutti quelli che mi incontrano dopo tre secondi cominciano anche loro a cantare Silvio Forever sarà / nobile e giusto / ci piace per questo ho scoperto che l’ha scritta Loriana Lana che è questa nella foto qua sopra quindi vorrei ringraziarla parlarle capire chiederle come si fa a scrivere queste cose qua spettacolari che uno le impara subito le canta immediatamente le ricanta le canta ancora non si stanca mai le canta sempre ma proprio sempre uno guarda la foto di Loriana Lana che ha il cognome a rima del nome e canta ‘sta canzone canta e ricanta è tutto meraviglioso .

State bene.

Ghino La Ganga

Barbara forever.

marzo 27, 2011

Visto iersera con il solito gruppetto di amici “Silvio Forever” di R. Faenza, segnalo che la pellicola nulla di trascendentale presenta, risultando al più un collage di immagini e filmati solo in parte inediti.

Eccettuate, dunque, l’intervista iniziale alla madre Rosa Bossi in Berlusconi, e la visita di Gregoretti alla tomba Berlusconiana assieme al progettista Cascella, mi son parsi  di qualche interesse:

  1. un breve spezzone di Silvio e Veronica serissimi e compuntissimi a braccetto,con gigantesco mazzo di fiori in mano, nell’atto di recarsi camminando non si sa bene dove, forse al cimitero; scena che risulta esilarante al cospetto delle goliardate delle precedenti sequenze;
  2. alcune immagini della di loro  figlia  Barbara, che fin da piccola lasciava capire di poter diventare la fiera intellettuale d’oggidì, del tutto lontana dalla matronale pesantezza di certe sciure lombarde: ciò è senz’altro comprovato dalle poche foto di cui sopra, scelte tra le più intense.

 Resta inteso che ciò che mi preoccupa non è tanto che il Silvio risulti forever, ma che lo sia la figliola.

State bene.

Ghino La Ganga