Il generale in questione e’ Giulianone Ferrara, mandato in prima serata a fare il kamikaze per Berlusconi con la trasmissione “Radio Londra”, che si annuncia un guazzo a  base di trash, merda, esibizionismo scontato, narcisismo post-depressivo, guasconate da Villa Arzilla, misticismo da aristocrazia nera, bokkini, culi flaccidi. Ma e’ li’ che Giulianone da’ il meglio di se’, quando deve fare Ettore Muti, avanti a trippa in fuori a cercar la bella morte.

Gia’ ci immaginiamo le prime puntate: per difendere il clero pedofilo, filmatini di lolite con slippini a fil di culo, bambinelli con le infradito in piscina, e lui che sbuffa da un video all’altro, col colesterolo e la glicemia che gli si alzano a sifone mentre sbraita che “sulla pedofilia la chiesa deve contrattaccare”. Interviste strappacuore a preti condannati per abusi sessuali ripetuti, regolarmente trasferiti in diocesi lontane, mentre sul desktop si intravede un collegamento alla cartella “download”.

Puntatone con l’ospite per la sinergia col PD: Mario Adinolfi. Insieme contro le adozioni ai single e i matrimoni gay. Ripresa col grandangolo ad obiettivo spalancato per farceli stare assieme nell’inquadratura, discettano di famiglie “sane”. Quand’ecco che suona la campanella stile Pompa a pompa: e’ cocorito Capezzone che si complimenta per “il bel modo di fare televisione” e ricorda che non aveva affatto detto di essere bisessuale, in ogni caso non rinnega l’esperienza (politica) con Pannella.

Opinionista fisso: Sua Eccellenza Monsignor Luigi Negri che nel frattempo e’ subentrato a Verdini tra i triumviri di Forza Italia, e al primo dibattimento processuale su Ruby si incatena davanti a Palazzo di Giustizia, bestemmiando contro i magistrati e “quei froci che non ci danno l’otto per mille, porca madonna di dio”. Poco prima della sigla, un colpo di grancassa sui titoli di Minzolini in combinato disposto. Chiude dostoesvkianamente Mons. Fisichella, Il Grande Contestualizzatore.

Per le grandi puntate, quelle prima dei processi in corso o da venire, gara bergsoniana di incularella con Sallusti ad ogni nuovo scandalo, giro di coca, mignotte, appalti, tasse, patrimoniali, Calderoli che salta da un’aliquota all’altra alla cazzo di cane: sana competizione per vedere chi abbassa di piu’ l’asticella giustificazionista, esibendo photoshop e copia-incolla preparati da stagisti del Foglio, Libero e Giornale con gente del PD e Cristiano-Sociali che limonano sui divanetti di alcune discoteche dei castelli. Chiusura sui valori della Lega, forza sana, di popolo, gente coi calli alle mani, le palle a Roma e il culo  – flaccido – sui colli.

Per le puntate meno calde, largo spazio ai Responsabili, specialmente Razzi e Scilipoti: “se li aveva scelti Di Pietro, vuol dire che sono dei galantuomini almeno per quanto riguarda l’onesta’ e la lotta alla corruzione”. Gran finale con trenini di parlamentari donne del PdL, gioco del prigioniero spagnolo a Cicchitto, interviste con le ginocchiere a qualcuno che o c’ha una cazzo di divisa, una qualunque, o sta in un ministero o porta la tonaca con sotto niente. Se qualcuno dei Responsabili va a trans, chiedere subito le dimissioni del trans.

Volevo suicidarmi, ma forse siamo tutti morti gia’ da tempo.

Anskij