Un mio conoscente s’è buttato ad animare una lista civica. Ier l’altro m’ha chiesto: perchè non vieni anche tu? Perchè non ti rimetti a far politica? Perchè mi son rotto i coglioni. Perchè so come è. Perchè  il momento preparatorio di una lista, di qualunque lista, civica o partitica, è il teatro dell’assurdo. Perchè chiunque abbia un lavoro, prima o poi, si rende conto che il tempo per partecipare a quel teatro dell’assurdo è poco. Pochissimo. Che ad aver tempo sono soprattutto i pensionati: che infatti fan legna quando è ora di preferenze, dirigendo i voti su loro stessi o sui prossimi congiunti. Oppure, han tempo quelli che fanno lavori saltuari: sicchè dedicano a ‘ste liste anima e corpo, in modo da trovarsi una sistemazione. I momenti più incredibili, poi, sono le riunioni per i programmi. Con le convocazioni fatte tre ore prima, in orari nei quali chi lavora non si sa come possa esser lì,presente, se non al costo di rocambole infami. Oppure alla sera : quando uno è stanco, s’è già rotto i coglioni dopo una giornata passata a districarsi. Non ha voglia di sentir parlare di massimi sistemi: di previsioni di parcheggi rosa, riservati alle donne incinte. Oppure anche alle donne, e basta. Oppure alle sole donne residenti lì. Non ha voglia di discutere di raccolta rifiuti non solo differenziata, non solo con chiavetta elettronica di apertura cassonetto, non solo a domicilio: no,no, una raccolta rifiuti proprio mentre lo produci, il rifiuto, con l’operatore che sta lì vicino a te, ramazza e paletta in mano. O ancora, di previsioni urbanistiche di sviluppo moderato: cioè fan villette a schiera solo le imprese di costruzione che ci finanziano, basta che usino materiali biologici e solari.  Un delirio. Di proposte di classi scolastiche miste, con criteri di formazione rigorosi: un cinese, un marocchino, un meridionale. Oppure di esternalizzazione totale d’ogni servizio. Anche di quello elettorale: che ognuno voti a casa propria, poi passa un’azienda privata a raccogliere le schede. E i centri giovani? Dotati d’ogni bene, specie per far feste. Che feste? Delle feste. Punto e basta. Devono svagarsi, ‘sti ragazzi. Che sennò si rincoglioniscono di alcool e di robe varie. Valli a criticare. Avessi la loro età, magari farei lo stesso. No, non mi manca, la politica locale.

State bene.

Ghino La Ganga

 (1*) Non se ne abbiano a male i New Trolls, nè i loro fans. Il brano è bello: mi serviva solo di storpiarne titolo. Magari i lettori possono tenerlo in sottofondo. L’effetto non mi sembra male,dài.

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