Into the idiot.

marzo 31, 2011

 

Into the wild l’ho visto due volte. Entrambe in tv, su Sky. La prima volta, un anno e passa fa: mi aveva colpito la fotografia; sul resto del film, tanti dubbi. La seconda volta, qualche sera fa. Ho cercato di capire cosa non mi tornava. Forse la sequela di personaggi incontrati dal protagonista nel suo girovagare, ossia coppiahippy-vecchiosaggio-imprenditoremaramaldo-cantantinabellinaespirituale, che pare uscita dalle figurine miralanza, e mi aveva irritato anche la prima volta? Boh. Forse la bestemmia che ho tirato ( anche stavolta) quando il protagonista taglia le carte di credito e brucia i dollari? Boh. Forse la strambo rancore del protagonista contro i genitori, colpevoli di aver messo al mondo lui e sorella quando il padre era ancora sposato con un’altra donna, rendendoli (sic) illegittimi ? Boh. Ho cercato di capire. Mi sono concentrato. Molto. Alla fine, credo di aver afferrato cosa non mi tornava. Ma come cazzo facevano, nell’ America di inzio anni novanta, a ritenere un genio meritevole di Harvard uno, che si comprava libri sulle bacche e li leggeva solo quando ne aveva già ingerite di velenose, e non pensava che un corso d’acqua aumentasse di dimensioni per effetto del disgelo?

Incurante dell’interrogativo, ho spento la tele e sono andato a letto. Ho dormito benissimo.

State bene.

Ghino Oliver North La Ganga

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5 Responses to “Into the idiot.”

  1. uoitiua Says:

    Ma gli americani sono così! Il mito della self-destruction, non importa se natura/droga/gioco, e poi se non si muore del tutto, del bornismo-again. E poi dopo che sei rinato born again ce la fai di nuovo e conquisti tutto e vivi il sogno amerigans dream.
    Pfui, non apprezzano, come noi, manganza di gultura I Suppose, la bellezza decadente della lenta e inesorabile discesa verso lo sfacelo e l’oblio.
    Loro bruciano come la fenice, noi come troia.

    Avviso, in questo commento nessun popolo è stato davvero davvero ridotto a stereotipo culturale.

  2. gians Says:

    Caspita ma almeno la colonna sonora la salvi? 🙂

  3. anskijeghino Says:

    per Uoitiua:
    beh,ti sei “senz’altro astenuto da ogni luogo comune e da ogni retorica” ( citazione da “Vogliamo i colonnelli” di Monicelli, dopo la lettura della bozza del proclama da leggere alla nazione come primo comunicato post-golpe, che termina con “Stringiamoci uniti attorno al lacero tricolore” o una cosa del genere).
    😀
    Stai bene, un caro saluto.
    Ghino La Ganga

    per Gians:
    amico mio, noto che non hai ben letto come mi sono firmato in questo post, altrimenti sapresti che considero i reduci dei Pearl Jam buoni solo per esser rieducati a West Point.
    😀
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

  4. nomedelblog Says:

    a mio giudizio ottime
    1)colonna sonora
    2)fotografia
    3)la frasetta finale da baci perugina sulla felicità, che meritava d’esser meglio trattata.
    4)qualche scena col vecchio (per merito del vecchio)

    il resto fa pietà


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