La patente.

aprile 5, 2011

Egregio Presidente,

nel leggere una delle ultime intercettazioni, si apprende che in data primo agosto 2010 Lei, stupito,  chiese a Nicole Minetti: “ma che, una adesso si dà la patente di puttana?”.

Orbene: come Lei pare aver capito solo oggi, dopo tanti verbali, una patente ci vorrebbe davvero. Perchè è un lavoro serio. Richiede serenità d’animo, capacità d’ascolto, sensibilità nel comprendere le emozioni altrui, riservatezza e rispetto di un’etica professionale. Non è un lavoro per tutte. Né per tutti. Non si improvvisa, dunque. Secondo alcuni, è un’attività simile alla terapia psicanalitica: un’intesa intima tra due soggetti che porta a rivelare, dal profondo, il proprio io. Sicchè si attivi, Presidente. Colga quest’occasione, che casualmente La vede coinvolto, per rendere una professione seria quel che troppi trattano con superficiale disprezzo, definendolo un mestieraccio. Ne trarrebbero giovamento tanto le casse quanto i servizi sanitari del Paese. E’ pur vero che c’è da sconfiggere un sistema culturale, assai radicato anche fuor dallo Stivale nostro. Giusto ieri, difatti, s’è saputo che un sito straniero ha diffuso i dati di tutti coloro che hanno,anche solo per una volta, partecipato a un film porno; sicchè tanti anglosassoni di tutti gli oceani sono oggi assai preoccupati e vergognosi. Chissà mai di che, dico io. Perciò, Presidente, per una volta usi quell’impudenza –  che da troppo tempo La pervade –  per qualcosa di veramente utile. Coraggio.

Stia bene Lei, e stiano bene i lettori.

Ghino La Ganga