Minus quam Ciman.

maggio 10, 2011

Giorni fa ho letto al volo una dichiarazione di Massimo Calearo Ciman, nella quale il neoconsigliere alla Presidenza del Cosiglio affermava di non sentire da un po’ di tempo Veltroni, e di essere comunque assai stupito che il PD avesse avuto bisogno di “uno come lui”, cioè Calearo Ciman medesimo, dacchè “ciò indica la crisi che c’è all’interno di quel partito.”  Trovando definitivamente azzeccata quest’osservazione, ritengo congruo segnalare al Presidente del Cosiglio che trovo giusto il suo non limitare il numero di sottosegretari. Anzi, lo invito ad aumentare il numero non solo dei sottosegretari, ma anche quello dei consiglieri alla Presidenza del Consiglio, senza sosta né tetto, fino a ricomprendervi almeno il settenta per cento della popolazione italiana. Così in un colpo solo siam sicuri che – per eccesso – vengano esclusi sia quelli che militano nel PD , sia che in tanti non corrano l’ingiusto rischio di sentirsi inferiori ad uno come Calearo Ciman, che non può certo essere il segretario o sottosegretario di nessuno (sic,dixit).

Il comparativo del titolo? Beh, curiosamente Gianni Brera lo finiva con l’accusativo in merdam.

State bene.

Ghino La Ganga