Per amor di chiarezza.

luglio 4, 2011

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

 

 

Non son fatti miei, va bene. Però me lo lascerete dire: se io fossi stato cattolico, e mia figlia fosse morta come è morta quella povera ragazza, io , che non tolleravo religiosi al funerale, l’avrei fatto capire per benino, mica a mezze frasi o assentandomi. L’avrei fatto capire piazzando una mitragliera binata da 20, due serventi al pezzo e caricatori per sei ore di fuoco, ad esempio.

State bene.

Ghino La Ganga

 

Matti di casa mia.

luglio 4, 2011

Ti sei appena ripreso dalle ultime notizie , che ti ricapita sotto naso il Corriere di Rimini di ieri,con l’articolo di Enea Abati sulla Notte Rosa. Enea Abati esprime la preoccupazione che essa sia un fatto isolato, non valido alla rinascita del mito della riviera romagnola. In particolare, il nostro  rimpiange: a)  quella Riviera nella quale era possibile che un tipo entrasse con parrucca in un hotel a Riccione urlando fortissimo ” ce l’ho qui, la brioches” , e che le signore ingioiellate sorridessero perchè in fondo era una volgarità da poco; b) quella riviera nella quale era possibile fare gavettoni liberi a ferragosto e rumore fino a tardi, anche in otto in una stanza d’albergo, tanto, chi dormiva? ; c) quella riviera nella quale il motto era sfogati che mi sfogo, sopportami che ti sopporto o qualcosa del genere; d) quella riviera nella quale qualcuno si faceva anche male, talvolta.

E,già che c’è, invita il sindaco Gnassi a decidere quanto spingere l’acceleratore, in modo che chi viene da queste parti possa dire di essere andato a Rimini e divertito davvero. Come una volta.

Beh, i casi sono due. Il primo:  domani qualcuno gli manda a casa l’ambulanza con gli infermieri della neuro. Oppure, il secondo. Ci troviamo in parecchi davanti a casa sua, ed appena apre la porta è chiaro che ci si infila dentro, tutti in parrucca, ululando ce l’abbiamo qui, la brioches; poi ci si dedica a quelle struggenti attività del passato, quali il gavettone multiplo e libero alla nonna, alla mamma, al babbo e all’eventuale sorella;  si manda la musica a palla,  con uno di quegli stereo bombati da portare in spalla, tipici dell’epoca; si beve come spugne, si fa una bella rissa ( l’ideale sarebbe riprodurne una colossale in viale Ceccarini come quella del 1995: ma la via dell’Abati va bene lo stesso per una versione mignon,dài); indi si sale nella sua auto e si  improvvisa nella sua via una gara, stile quelle che facevano a Riccione dal colle dei Pini:  giù a palla alla cieca verso il primo semaforo della statale, e se è rosso son cazzi di chi passa  in quel momento. Logicamente, nella nottata, gli si occupa la prima camera da letto utile  in otto: tanto vorrai mica dormire in estate a Rimini? Sfogati che ci sfoghiamo, sopportaci che ti sopportiamo. No, pataca?

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: un doveroso ringraziamento per questo post agli amici che ieri, in spiaggia, hanno ascoltato la lettura dell’articolo dell’ Abati da me eseguita, ed hanno commentato, fornendomi molti degli spunti di cui sopra.

 

Matti.

luglio 4, 2011

Dall’alto del suo pulpito e dalle colonne de La Stampa, Scajola fa presente che il nuovo PDL dovrà senz’altro essere un partito garantista, ma che non  potrà tollerare qualunque nefandezza.  Nel frattempo, il sottosegretario Giro riferisce, assai risentito, che pure quest’anno, anche a  causa dell’inopportuna morte del cavallo della Contrada della Chiocciola, il Palio di Siena non potrà essere ammesso tra gli eventi del Patrimonio dell’Unesco.

Scusatemi un momento.

Scajola, che diede del rompicoglioni all’assassinato Biagi e che acquistava appartamenti senza saper chi pagava, dice che non si può tollerare ogni nefandezza. Il Palio di Siena, manifestazione dove vige la rituale bastonatura di cavalli e fantini e la somministrazione agli stessi d’ogni sostanza, per tacer della corruzione tra i canapi, pretende d’essere ammesso all’Unesco tramite il sottosegretario Giro, che appare assai contrariato dalle difficoltà incontrate.

‘Sto paese è andato. Stanno impazzendo tutti. Non facciam finta di niente, dài.

State bene.

Ghino La Ganga