Basta un episodio, a confermare la mai venuta meno autorevolezza del governo in questi giorni bui, caratterizzati da una crisi che nessuno, perlomeno al governo, si sarebbe potuto immaginare. Sono le parole del sottosegretario alla religione Eugenia Roccella la quale, ancora fresca dalla trionfante votazione sulla negazione del testamento biologico, davanti alla cittadina che aveva nominato il marito amministratore di sostegno, ha liquidato tutto con la forza limpida del diritto: “La signora non rompesse i coglioni, su queste questioni e’ il Parlamento che decide”. Parole tra l’altro suffragate dalla nuda forza dei numeri: i parlamentari sono un migliaio, mentre la signora e’ una, al massimo due se c’e’ anche il marito. E nel caso una folla di mille persone ne incontra una o due in una piazza o in un vialone, ci vuol poco a rullarli di cartoni. Quindi il Parlamento decide e decide bene, a maggioranza e democraticamente.

Per il resto, non succede granche’, specialmente alla “Voce” di Rimini. Il direttore Franco Fregni, appena ritornato dalla macchia di Perticara dopo essersi dato alla clandestinita’ per protesta contro l’introduzione della RU486, dedica un fondo onirico e sfiancato alla recenti manovre finanziarie, rimproverando a Berlusconi la mancanza di misure per la crescita. Inutile dire che questa manovra opportunista lascia alquanto freddi noi cattolici: Berlusconi ha dimostrato di poter salvare l’Italia, prima dai comunisti, poi da se stesso e ora dagli speculatori. Se necessario, dovrebbe anche ricandidarsi. A parziale conferma della grande limpidezza intellettuale, Fregni aggiunge che comunque con Bersani le cose andrebbero alla stessa maniera. Considerazioni che sarebbero state benissimo in un altro articolo del prestigioso quotidiano riminese, sempre in trincea sui valori, secondo il quale la rovina finanziaria attuale e’ conseguenza dell’abbandono dell’economia sociale di mercato. Per noi cattolici, la crisi economica e’ diretta conseguenza dei matrimoni gay e dell’aborto, ma questa e’ un’altra storia e ne parleremo presto con Padre Livio Fanzaga.

Anche sugli altri quotidiani tutto bene: da Ferrara a Sechi, la preghiera di giudicare Berlusconi tra qualche anno, magari 15-20 anni, per far decantare un po’ il discorso. Corre in aiuto la tribu’ dei blogger di destra e dei Celti padani, in una rincorsa disperata a chi ha meno scolarita’ ma piu’ valori, vero denominatore di questi splendidi anni berlusconiani. Stesso discorso al “Corriere”: tra Galli Della Loggia, Pigi Battista e’ Panebianco e’ tutta una rincorsa vigliacca ai distinguo dopo aver lodato la capacita’ di Berlusconi e Bossi di gestire l’emergenza – terremoto dell’Aquila, mondezza a Napoli, conti in sicurezza a Roma. Quando non c’e’ niente di cui vergognarsi: e’ stato o no Berlusconi a salvare il paese?

Chi legge questo blog sa che, tra le nostre piu’ intime convinzioni, ce n’e’ una che riguarda la lateralita’ di pensiero dei riminesi: noi cattolici lo ripetiamo da sempre che come analizza una situazione un riminese non ce n’e’ per nessuno.

Ne ha dato prova l’altro giorno il venerabile Aureli sulla “Voce”, chiamato in soccorso di San Patrignano, di Andrea ma soprattutto di Vincenzo Muccioli, sempre “accusato di cose che non ha commesso”. Di ricarica, arrivava oggi Bruno Sacchini in un pensoso omaggio alle comunita’ di recupero del Riminese, a parte il nervo scoperto di Vitali, ex Giovanni XXIII, ora divenuto presidente della provincia. Ma tanto fra un po’ le tolgono, le province.

Noi cattolici stiamo con Aureli senza se e senza ma: pero’ avremmo voluto che il venerabile fosse andato piu’ in profondita’, e non avesse lesinato in analisi, per far emergere questi valori in tutta la loro portata epifanico-salvifica.

Per dire: il sostegno c’e’, ma la presa di posizione rimaneva un po’ fumosa, indistinta. Ma se e’ il suo bello, portarli in primissimo piano, i valori! Mica vorremo vergognarcene? Ad esempio, Aureli avrebbe potuto celebrare la figura di Santino Capogreco, l’uomo che a San Patrignano finiva i riottosi a bastonate. Capogreco sarebbe stato perfetto per il valore della sinergia tra comunita’ – San Patrignano e Banda della Magliana – e ottimizzazione dei mezzi di recupero.

Perche’ forse i denari transitati in Lussemburgo in capienti borsoni da palestra non sono un valore, in anni di indiscriminate strette fiscali? O la telecamera piazzata nella cabina elettorale di San Patrignano, con punizione esemplare in sala mensa di chi votava male? In questi tempi di spettacolarizzazione della politica, il controllo paterno sulle procedure elettorali e gli schiaffoni e i nasi rotti dei disubbidienti si configurano come valore assolutamente cristallino.

Leggendo tra le testimonianze del processo a San Vincenzo, di valori ce ne sarebbero ancora parecchi. Ci auguriamo quindi che Aureli si faccia carico di elencarli al suo prossimo indispensabile intervento su San Patrignano.

Sanpa core business.

agosto 14, 2011

Che poi, gira e rigira, il problema da un po’ di tempo era il calo di coda all’ingresso, perchè le droghe vecchie circolano di meno, nonostante qualcuno si sia inventato perfino i revival; e le nuove son strane, cioè: alla fine uno può anche conviverci, ma senza manifestare tutta ‘sta dipendenza, e soprattutto senza sentire il bisogno di venire a suonare il tuo campanello; sicchè ora la nuova frontiera son le nuove dipendenze, come quella da alcool; però lì diventa un casino, se vuoi curar gli alcolizzati ma sei pure diventato un produttore di vino; quindi vai a cercarne altre, di dipendenze: da cioccolato, colla, trielina, benzina, bostich, sesso, pornografia, musica house, jazz, classica; la dipendenza da suv, da borse vuitton, da shopping, da gioco d’azzardo, marafone, tressette, calcetto, punto snai, gratta e vinci, incularella, trenino, red carpet, aperitivo, inaugurazione, tacco dodici. E’ in quel momento che i potenzali pazienti si grattan la testa: perchè magari è vero, soffrono di qualche dipendenza, ma di venire a lavorar gratis per te non è che abbian tutta ‘sta voglia, nè magari di prendersi pure qualche ceffone, o financo la merda di cavallo in faccia, durante il concorso ippico; specie adesso, che gli piazzan tasse supplementari, e di misticismo cominciano tutti ad averne un tantino le palle piene. E sono tantissimi, tra l’altro. Mica basterebbero i duemila posti letto abusivi condonati,sulla collinetta della frazione vicino a Coriano.

Buon Ferragosto, state bene.

Ghino La Ganga