…e non rompete il cazzo, perche’ il mancato uso del congiuntivo e’ voluto. E ricordatevi pure: se anche dovessimo tornare al Comunismo, di sicuro Silvio il Comunismo lo sa fare meglio di tutti gli altri. Franco Fregni, sulla Voce di Rimini, ce lo ricorda sempre, e gia’ questo basterebbe a farci comprare la Voce piu’ volentieri.

Il vero cattolico – e questo blog prima di tutti – sa mantenere i nervi saldi e affidarsi a quegli auspici che ridonano speranza: e quali sono questi segni? Facilissimo: il pellegrinaggio dei parlamentari in Terra Santa, la risposta sdegnata di Angelino Alfano a quelle Cassandre che vogliono il male della Chiesa facendogli pagare l’Ici, solo per ripicca “dopo lo straordinario successo delle giornate di Madrid”, la solerzia con cui Giorgio Merlo ha spento sul nascere ogni velleita’ laicista del Partito Democratico. Basterebbe questo per capire che l’Italia e’ sulla retta via, nonostante l’attacco dei mercati comunisti. Ma siamo poi sicuri che la crisi mondiale non sia derivata dai matrimoni gay? O dalla massoneria relativista neo-alchemica, come ammonisce Sua Eccellenza Monsignor Luigi Negri? O da pacs contratti da gay comunisti neo-alchemici convertiti al protestantesimo che trafficano in RU-486? Speriamo che Sua Eccellenza, o Padre Livio Fanzaga, ci facciano sapere al piu’ presto. Come dice Lucetta Scaraffia, i cattolici hanno idee, e hanno il diritto non solo di esporle ma di vederle approvate in legge anche se sono sempre le idee piu’ di merda di tutte.

E’ nei momenti di travaglio che ci si affida alle certezze, ai capisaldi, alle segreterie dei partiti, agli editorialisti del Corriere: Panebianco l’altro giorno ci ricordava come fosse altamente improbabile finire come la Grecia, mentre Castelli e la Biancofiore, di concerto coi consiglieri Lillo e Tagnin, ci rassicuravano su come spread e borsa “tenessero proprio alla grande”. E Bossi? Ormai indistinguibile da suo figlio, conduce, ripiana ed educa, come sempre. Attualmente sono impegnati, assieme a Calderoli e a tutti gli elettori leghisti – quelli che non hanno bisogno di riscattare gli anni dell’universita’ per la pensione, per intenderci -, a rifinire quelle misure che faranno innalzare il Pil del “4, magari 5%”. Non disturbiamoli: gli economisti amano la tranquillita’ dei monti e delle valli padane, e gli elettori leghisti hanno tanti risultati da passare in rassegna: ci siamo forse scordati del federalismo fiscale e della creazione delle contee, dopo le province e subito prima le regioni?

Avrete gia’ visto tutti quell’ignobile mascherata laicista del video di Saverio Tommasi, reperibile su Youtube ma anche comodamente su Giornalettismo e da Malvino. Gentaglia, quelli come Tommasi, che non riescono ad accettare il sentiero luminoso di Comunione e Liberazione, specialmente nella figura di Lupi e nel suo prodigioso nomadismo concettuale – Formigoni invece rompe un po’ i coglioni con la sua mania di fare la punta del cazzo ai canarini sulle primarie e i tagli agli enti locali. Passiamo in rassegna alcuni protagonisti del video, quella classe dirigente in pieno sviluppo psicopedagogico che l’Italia esporta in tutti i paesi avanzati.

Valori forti, Papi-girls, Borse che s’impennano, Papa-boys: cerchi che si chiudono, e sfinteri che si spannano. Vi affido una riflessione estemporanea: la disoccupazione giovanile, se ben surrogata dalla manovalanza di cui sopra, non e’ poi quella gran piaga sociale di cui si dice. E’ vero, finiremo come la Grecia, ma pensate a tutti quegli studenti di Scienze della Comunicazione che troveranno lavoro in nero presso qualche impresina di albanesi e diventeranno i re del cartongesso. Oppure quelle studentesse di filosofia che “vorrei lavorare in una casa editrice” oppure “diventare di ruolo a scuola”. La’ son pompini a molto meno di 300 Euro, come faceva Mary Stella Polanco in Gelmini di cui la vulgata di Nicole Minetti. Certa gente c’ha la vocazione, per farsi venire in faccia, anche senza credere che dia benefici alla pelle. Io ero gia’ in macchina fuori dal Meeting, di materiale ce n’era parecchio: venivano dalle valli, o dalle valli terrone, per studiare lingua e letteratura francese, magistero, o araldica – e alla fine di Euro, se volevi anche l’ingoio, ne bastavano 50.

Ma la vera protagonista di questo passaggio storico e’ la signora che non a caso appare ben due volte, prima a 3’52” e poi a 6’50”. Ripetiamo in coro le sue parole: non solo si erge in tutta la sua autorevolezza di elettrice berlusconiana, ma ci ricorda che, “dato che io l’otto per mille lo do alla chiesa, mi sembra stupido fargli pagare l’ICI”. Saggezza contadina, quella che sta tornando e di cui ha bisogno l’Italia – “nel piu’ ci sta il meno”, e vaffanculo alle lauree ad Harvard (per quanto la signora nella Ivy League ci starebbe benissimo, loro ne hanno sfornati tanti di economisti/filosofi cosi’ acuti). Da un altro versante, e” proprio vero che chi lavora in banca non puo’ che essere, anzi deve essere, berlusconiano di osservanza strettissima. Ah, se tornassimo tutti “all’economia sociale di mercato” e a quelle piccole-medie imprese abbarbicate alle cooperative, “che quello e’ il modello che per noi va bene!”

(Che bel sorriso ‘sta suorina: qualche anno fa me la sarei pure chiavata di gusto. Ma magari anche adesso).

Pero’ non divaghiamo: partito di onesti, come ricordava Angelino Alfano, di direttori dell’Avanti come Lavitola – o financo Ferrara del Foglio – che non hanno bisogno di finanziamento pubblico ma vendono milioni e milioni di copie ogni giorno, anche all’estero, e non gravano sui bilanci dello stato arrotondando come porchettari e come papponi. C’e’ da dire che anche a sinistra si sono attivati molto su questo versante di editoria sana senza denaro dei contribuenti, basta vedere Mario Adinolfi. Ma PdL anche partito di merito: da noi resta solo chi le pompe le sa fare bene e s’impegna, non come quelle mezze robe del PD. Spiace solo che quella volta Jovanotti, dopo “io credo che a questo mondo c’e’ solo una grande chiefa che passa da che guevara e arriva fino a madre terefa” non ci abbia messo dentro anche il Meeting, “il piu’ grande spettacolo dopo il big bang”. Ma e’ ancora in tempo.

In ogni caso, quando l’Italia fara’ saltare l’Europa, non si potra’ non riconoscere che l’autorevolezza di Berlusconi ne uscira’ largamente accresciuta, e lui rafforzato. Ah, dimenticavo una cosa, la piu’ importante: il rapporto con la Lega e’ saldissimo.

Anskij