Penitenza.

settembre 22, 2011

 

 

Sì, caro amico Anskij, hai ragione. Non so neppure io che  cazzo mi sia passato in testa, nell’auspicare una caduta di Silvio Berlusconi. Sono un idiota, e Tu sei fin troppo giustificato nello scrivere ciò a chiare lettere, dato che questo è il mio secondo errore, dopo quella volta in cui  non piansi abbastanza perchè Rutelli lasciava il PD. Ricordo di quando, in una antico programma radiofonico, convenivamo sul fatto che l’unico futuro per la cultura del nostro paese fosse il produrre fiction e films con più sesso, più soldi, più petrolio, più fregature del prossimo : affinchè la strepitosa linea editoriale, così ben individuata  trenta anni fa arrivasse, finalmente, a compimento. Ebbene: come potevo anche solo immaginare di desiderare la caduta dell’uomo che , con tutte le sue forze, si è prodigato per anni per darci appunto prodotti del genere, non solo assecondando i nostri desideri, ma addirittura anticipando quelli nuovi?

Tanto per dire: quindici anni fa, avremmo mai immaginato telefonate come quelle con Lavitola, o quelle con Tarantini, con la specifica delle prestazioni, il numero delle donne messe a pecorina, le valutazioni sessuali di primi ministri di altri paesi? Non è palese che queste telefonate creano in noi il desiderio, fortissimo, di sapere anche quali donne hanno ricevuto l’eiaculazione in pieno viso, secondo le modalità care al porno che oggi – grazie a Silvio – sappiamo essere un patrimonio giusto, condiviso da tutti?  E non è bello sapere di avere questo nuovo, fortissimo desiderio?

Tutto ciò mi riporta, tra l’altro, all’ intervista di Messori di qualche giorno fa su La Stampa: secondo il noto teologo, nella DC c’erano senz’ altro parlamentari omosessuali, ma non si diceva; c’erano sicuramente orge e donnine, ma non si diceva. E perchè mai, non si diceva?  Perchè c’era un riserbo che lui oggi nota mancare in Berlusconi. Ma io dico: si può essere più irriconoscenti?  Il mondo cattolico non ha compreso  quali eccezionali opportunità sono venute alla luce negli ultimi diciassette anni, ossia: pigliarlo nel culo, mentre sei chinato a cercare il carisma mariano, e poterlo finalmente gridare nella prima intercettazione utile, per tornare subito dopo ad accendere un cero?

Non hanno ancora capito, i cattolici dei quali facciamo parte, che se nella stalla c’è il ritratto di padre Pio, è protetto non solo l’animale nella stalla, ma anche il proprietario durante le sue pulsioni zoofile?  No, non l’hanno capito. Non hanno ancora capito, i cattolici dei quali facciamo parte, che la piccola parete che divide tali peccati dalla loro divulgazione, sta in piedi solo grazie all’eccezionale baluardo rappresentato dal nostro beneamato Silvio: che,  da solo,  lotta contro la magistratura comunista per impedire ogni ascolto. Ma cosa credono di dimostrare, quei nostri colleghi cattolici che si pentono d’aver votato Berlusconi? Non lo sanno, che se il nostro paese resta il posto pieno di ignoranti superstiziosi che è, è meglio per tutti? Non l’hanno capito, che il De Magistris che bacia l’ampolla di San Gennaro è solo un povero sprovveduto che tenta di surclassare Silvio nostro: che quell’ampolla ha sempre evitato, per continuare a lottare per noi, in incognito, con quel riserbo che solo uno stolto come Messori non riconosce?  

Comunque: resto in penitenza. E’ il minimo che io possa fare, espiare le mie colpe verso Silvio.

Inginocchiato, dico dunque: perdonami, Anskij;  state bene, lettori.

Ghino La Ganga